The cv Malvasia is spread in Sardinia over 200 ha cultivated mainly in the west costal region called Planargia. The sanitary and genetic improvement efforts started in the 1970 and went on with the following decades using the European standardized methodologies. 1400 biotypes were first identified, by a preliminary field selection work and laboratory assay, and then screened for the presence of the following virus, all detrimental for the achievement of the certification status: GFLV, GLRaV-1, GLRaV-2, GLRaV–3, GVA, GVB, GFkV. The research confirms the difficulty to identify, in the field, virus-free vines to be certified. Biotypes affected only by Fleck were analyzed in detail. Among them, three selections were characterized for their ampelographic and genetic traits using six SSR markers. The selections were then grafted onto two rootstocks and were cultivated in an experimental field. The phenological, productive and qualitative analysis, carried out during three years, evidenced their agronomic value, while the virus-free status was not confirmed. Nevertheless, as a result of a recent Italian rule on grape propagation (DM 7/07/2006), established with the agree of the Italian grape varieties breed association (ACOVIT), these selections and some other potential clones could be certified in the next future.

La Malvasia, in Sardegna, è diffusa su circa 300 ettari impiantati prevalentemente nella costa occidentale della Planargia su siti calcarei a quote tra il livello del mare ed i 300 metri. Il clima è arido, con inverni miti ed estati molto calde; le precipitazioni medie sono di 600 mm con 74 giorni piovosi. Nell’Isola, la Malvasia è presente con diverse tipologie clonali che si caratterizzano per il grappolo spargolo di grandezza media e molto allungato. Gli acini piccoli o medi hanno buccia sottile e consistente di color giallo carico, sapore semplice o lievemente aromatico. Il lavoro di selezione clonale e sanitaria è stato avviato già negli anni ’70, con l’isolamento di 33 presunti cloni che, successivamente, non hanno superato tutti i controlli sanitari previsti dalla legislazione allora vigente. L’indagine è proseguita nei decenni successivi con l’ulteriore individuazione di accessioni interessanti che sono state esaminate in situ e propagate ed allevate in campi di confronto. Nel periodo 1998- 2005 sono state saggiate in laboratorio circa 1400 piante, selezionate nell’ambito di differenti popolazioni, relativamente alla presenza di specie virali ritenute pregiudizievoli alla certificazione (GFLV, GLRaV-1, GLRaV-2, GLRV –3, GVA, GFkV). Sono risultati mediamente più frequenti l’agente induttore della ″maculatura infettiva″ (GFkV) con il 95% dei casi, seguito dal virus 3 dell’″accartocciamento fogliare″ (GLRV-3) e dall’agente della ″butteratura del Kober″ (GVA) con valori rispettivamente del 71 e 53%. Il virus 1 (GLRaV-1) associato all’ ″accartocciamento fogliare″ ed il GFLV, agente dell’ ″arricciamento della vite″, sono stati identificati in proporzioni del 28 e dell’8%. Saggi eseguiti su un campione di 387 piante per la presenza di GLRaV-2, induttore di ″disaffinità di innesto″, hanno dato una positività pari al 28%. I riscontri globali assumono ulteriore rilevanza alla luce delle infezioni plurime frequenti in natura. Nell’indagine una particolare attenzione è stata rivolta ad alcuni biotipi risultati affetti dalla sola maculatura infettiva. Fra queste, tre tipologie sono state verificate per il profilo ampelografico e genetico, utilizzando sei marcatori SSR e propagate su due portinnesti in un campo sperimentale allestito ad Oristano, presso l’azienda agraria dell’Università Sassari. Per un triennio è stata seguita l’evoluzione delle principali fasi fenologiche (ripresa vegetativa, fioritura, invaiatura e maturazione). Su 15 piante, che hanno costituto le ripetizioni di ciascuna accessione, è stata determinata la fertilità potenziale e reale delle gemme e, durante l’inverno, è stato quantificato il legno asportato con la potatura. Dall’invaiatura, inoltre, sono stati prelevati cinque grappoli per ripetizione, al fine di determinare il tenore in solidi solubili totali e in acidità. Alla raccolta è stata valutata la produzione di tutti i ceppi presenti e sui grappoli è stato effettuato un completo rilievo morfologico e chimico, determinando, oltre ai solidi solubili totali e all’acidità totale, il pH e le concentrazioni in acido malico e tartarico. Alle valide caratteristiche agronomiche, ed in particolare alle produzioni e alle peculiarità qualitative, non hanno però fatto riscontro le esenzioni sanitarie (presenza di GFkV) previste per la certificazione. Tuttavia, alla luce delle recenti norme (DM 7/07/2006), varate in accordo alla associazione dei Costitutori Italiani (ACOVIT), le accessioni citate ed ulteriori presunti cloni, successivamente individuati, potrebbero avere, in tempi brevi, un adeguato riconoscimento certificativo.

La selezione clonale della Malvasia in Sardegna / Nieddu, Giovanni; Prota, Vanda Assunta; Garau, R.. - In: RIVISTA DI VITICOLTURA E DI ENOLOGIA. - ISSN 0370-7865. - 2-4:(2007), pp. 47-56.

La selezione clonale della Malvasia in Sardegna

NIEDDU, Giovanni;PROTA, Vanda Assunta;
2007

Abstract

La Malvasia, in Sardegna, è diffusa su circa 300 ettari impiantati prevalentemente nella costa occidentale della Planargia su siti calcarei a quote tra il livello del mare ed i 300 metri. Il clima è arido, con inverni miti ed estati molto calde; le precipitazioni medie sono di 600 mm con 74 giorni piovosi. Nell’Isola, la Malvasia è presente con diverse tipologie clonali che si caratterizzano per il grappolo spargolo di grandezza media e molto allungato. Gli acini piccoli o medi hanno buccia sottile e consistente di color giallo carico, sapore semplice o lievemente aromatico. Il lavoro di selezione clonale e sanitaria è stato avviato già negli anni ’70, con l’isolamento di 33 presunti cloni che, successivamente, non hanno superato tutti i controlli sanitari previsti dalla legislazione allora vigente. L’indagine è proseguita nei decenni successivi con l’ulteriore individuazione di accessioni interessanti che sono state esaminate in situ e propagate ed allevate in campi di confronto. Nel periodo 1998- 2005 sono state saggiate in laboratorio circa 1400 piante, selezionate nell’ambito di differenti popolazioni, relativamente alla presenza di specie virali ritenute pregiudizievoli alla certificazione (GFLV, GLRaV-1, GLRaV-2, GLRV –3, GVA, GFkV). Sono risultati mediamente più frequenti l’agente induttore della ″maculatura infettiva″ (GFkV) con il 95% dei casi, seguito dal virus 3 dell’″accartocciamento fogliare″ (GLRV-3) e dall’agente della ″butteratura del Kober″ (GVA) con valori rispettivamente del 71 e 53%. Il virus 1 (GLRaV-1) associato all’ ″accartocciamento fogliare″ ed il GFLV, agente dell’ ″arricciamento della vite″, sono stati identificati in proporzioni del 28 e dell’8%. Saggi eseguiti su un campione di 387 piante per la presenza di GLRaV-2, induttore di ″disaffinità di innesto″, hanno dato una positività pari al 28%. I riscontri globali assumono ulteriore rilevanza alla luce delle infezioni plurime frequenti in natura. Nell’indagine una particolare attenzione è stata rivolta ad alcuni biotipi risultati affetti dalla sola maculatura infettiva. Fra queste, tre tipologie sono state verificate per il profilo ampelografico e genetico, utilizzando sei marcatori SSR e propagate su due portinnesti in un campo sperimentale allestito ad Oristano, presso l’azienda agraria dell’Università Sassari. Per un triennio è stata seguita l’evoluzione delle principali fasi fenologiche (ripresa vegetativa, fioritura, invaiatura e maturazione). Su 15 piante, che hanno costituto le ripetizioni di ciascuna accessione, è stata determinata la fertilità potenziale e reale delle gemme e, durante l’inverno, è stato quantificato il legno asportato con la potatura. Dall’invaiatura, inoltre, sono stati prelevati cinque grappoli per ripetizione, al fine di determinare il tenore in solidi solubili totali e in acidità. Alla raccolta è stata valutata la produzione di tutti i ceppi presenti e sui grappoli è stato effettuato un completo rilievo morfologico e chimico, determinando, oltre ai solidi solubili totali e all’acidità totale, il pH e le concentrazioni in acido malico e tartarico. Alle valide caratteristiche agronomiche, ed in particolare alle produzioni e alle peculiarità qualitative, non hanno però fatto riscontro le esenzioni sanitarie (presenza di GFkV) previste per la certificazione. Tuttavia, alla luce delle recenti norme (DM 7/07/2006), varate in accordo alla associazione dei Costitutori Italiani (ACOVIT), le accessioni citate ed ulteriori presunti cloni, successivamente individuati, potrebbero avere, in tempi brevi, un adeguato riconoscimento certificativo.
The cv Malvasia is spread in Sardinia over 200 ha cultivated mainly in the west costal region called Planargia. The sanitary and genetic improvement efforts started in the 1970 and went on with the following decades using the European standardized methodologies. 1400 biotypes were first identified, by a preliminary field selection work and laboratory assay, and then screened for the presence of the following virus, all detrimental for the achievement of the certification status: GFLV, GLRaV-1, GLRaV-2, GLRaV–3, GVA, GVB, GFkV. The research confirms the difficulty to identify, in the field, virus-free vines to be certified. Biotypes affected only by Fleck were analyzed in detail. Among them, three selections were characterized for their ampelographic and genetic traits using six SSR markers. The selections were then grafted onto two rootstocks and were cultivated in an experimental field. The phenological, productive and qualitative analysis, carried out during three years, evidenced their agronomic value, while the virus-free status was not confirmed. Nevertheless, as a result of a recent Italian rule on grape propagation (DM 7/07/2006), established with the agree of the Italian grape varieties breed association (ACOVIT), these selections and some other potential clones could be certified in the next future.
La selezione clonale della Malvasia in Sardegna / Nieddu, Giovanni; Prota, Vanda Assunta; Garau, R.. - In: RIVISTA DI VITICOLTURA E DI ENOLOGIA. - ISSN 0370-7865. - 2-4:(2007), pp. 47-56.
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