Taci, anzi parla. Diario di una femminista is used as a starting point to explore the role cinema played in the life of Carla Lonzi. On the one hand, she was a biased spectator, who reflected on films and used them to develop her thoughts. On the other hand, she looked upon cinema with a hopeful gaze seeing it as a utopian universe. A place where a “return to the world” could become possible through her screenplays, which, unfortunately, remained a lingering dream. This essay explores her approach to the use of super8, as well as her poetic, deeply political and self-aware use of the cinematic device. Thus, Taci, anzi parla reveals its essence as an extreme, yet partial self-portrait which attests that Lonzi’s meditated approach to cinema was a moment of truth and of authentic self-awareness.

A partire da Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1973), il saggio affronta il ruolo del cinema nella vita di Carla Lonzi. Da un lato la sua figura di spettatrice "orientata", che riflette sui film e li utilizza per svolgere il suo pensiero; dall'altro il suo sguardo speranzoso verso il cinema, luogo utopico di un possibile “ritorno al mondo”, con il lavoro di sceneggiatrice, purtroppo soltanto vagheggiato. Si riflette infine sull’approccio di Lonzi al super8, sul suo uso poetico e profondamente politico, autocoscienziale, del dispositivo cinematografico. Taci anzi parla rivela così la sua natura di autoritratto estremo e insieme parziale, testimoniando l’avvicinamento di Lonzi in modo affatto imprevisto al cinema, come momento di verità e autentica autocoscienza.

Carla Lonzi nello specchio dello schermo / Cardone, Lucia. - In: FATA MORGANA. - ISSN 1970-5786. - 5:15(2011), pp. 45-57.

Carla Lonzi nello specchio dello schermo

CARDONE, Lucia
2011

Abstract

A partire da Taci, anzi parla. Diario di una femminista (1973), il saggio affronta il ruolo del cinema nella vita di Carla Lonzi. Da un lato la sua figura di spettatrice "orientata", che riflette sui film e li utilizza per svolgere il suo pensiero; dall'altro il suo sguardo speranzoso verso il cinema, luogo utopico di un possibile “ritorno al mondo”, con il lavoro di sceneggiatrice, purtroppo soltanto vagheggiato. Si riflette infine sull’approccio di Lonzi al super8, sul suo uso poetico e profondamente politico, autocoscienziale, del dispositivo cinematografico. Taci anzi parla rivela così la sua natura di autoritratto estremo e insieme parziale, testimoniando l’avvicinamento di Lonzi in modo affatto imprevisto al cinema, come momento di verità e autentica autocoscienza.
Taci, anzi parla. Diario di una femminista is used as a starting point to explore the role cinema played in the life of Carla Lonzi. On the one hand, she was a biased spectator, who reflected on films and used them to develop her thoughts. On the other hand, she looked upon cinema with a hopeful gaze seeing it as a utopian universe. A place where a “return to the world” could become possible through her screenplays, which, unfortunately, remained a lingering dream. This essay explores her approach to the use of super8, as well as her poetic, deeply political and self-aware use of the cinematic device. Thus, Taci, anzi parla reveals its essence as an extreme, yet partial self-portrait which attests that Lonzi’s meditated approach to cinema was a moment of truth and of authentic self-awareness.
Carla Lonzi nello specchio dello schermo / Cardone, Lucia. - In: FATA MORGANA. - ISSN 1970-5786. - 5:15(2011), pp. 45-57.
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