l saggio prende in esame L’amore molesto (Martone, 1995) e l’omonimo romanzo (Ferrante, 1992) da cui il film è stato tratto. Al centro della vicenda campeggia la figura di Amalia, la madre della protagonista, annegata in circostanze misteriose e in qualche misura sordide. Scoprire cosa le è accaduto porta Delia, la figlia, a confrontarsi con i ricordi più oscuri della sua infanzia napoletana, in un viaggio immersivo nei meandri della città che è, primariamente, un percorso memoriale, uno scavo nel passato, in un denso cono d’ombra dove l’amore per la madre si confonde con la paura, con la menzogna e con la ferita ancor viva di un trauma rimosso. Ricostruire la vita di sua madre, per Delia, significa infine trovare se stessa, rammemorarsi, ridurre a memoria la dolente frantumaglia di un’infanzia malvissuta. Romanzo e film - tenendo al centro il mobile e imprendibile fantasma della madre, luogo concreto e simbolico di un passato da ricostruire - narrano questo viaggio memoriale in modi a tratti vicinissimi eppure differenti. Nel saggio vorrei mettere a fuoco questa differenza, provando ad evidenziare, in particolare, il lavoro sul e attraverso il corpo operato da Ferrante nel romanzo; e la restituzione in termini di puro sguardo, di memoria che passa per il visibile e il filmabile, realizzata da Martone per lo schermo.

Rammemorarsi. L’amore molesto e il corpo della madre / CARDONE L. - In: FATA MORGANA. - ISSN 1970-5786. - 25:(2015).

Rammemorarsi. L’amore molesto e il corpo della madre

CARDONE, Lucia
2015

Abstract

l saggio prende in esame L’amore molesto (Martone, 1995) e l’omonimo romanzo (Ferrante, 1992) da cui il film è stato tratto. Al centro della vicenda campeggia la figura di Amalia, la madre della protagonista, annegata in circostanze misteriose e in qualche misura sordide. Scoprire cosa le è accaduto porta Delia, la figlia, a confrontarsi con i ricordi più oscuri della sua infanzia napoletana, in un viaggio immersivo nei meandri della città che è, primariamente, un percorso memoriale, uno scavo nel passato, in un denso cono d’ombra dove l’amore per la madre si confonde con la paura, con la menzogna e con la ferita ancor viva di un trauma rimosso. Ricostruire la vita di sua madre, per Delia, significa infine trovare se stessa, rammemorarsi, ridurre a memoria la dolente frantumaglia di un’infanzia malvissuta. Romanzo e film - tenendo al centro il mobile e imprendibile fantasma della madre, luogo concreto e simbolico di un passato da ricostruire - narrano questo viaggio memoriale in modi a tratti vicinissimi eppure differenti. Nel saggio vorrei mettere a fuoco questa differenza, provando ad evidenziare, in particolare, il lavoro sul e attraverso il corpo operato da Ferrante nel romanzo; e la restituzione in termini di puro sguardo, di memoria che passa per il visibile e il filmabile, realizzata da Martone per lo schermo.
Rammemorarsi. L’amore molesto e il corpo della madre / CARDONE L. - In: FATA MORGANA. - ISSN 1970-5786. - 25:(2015).
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