Il romanzo di Alvaro L’uomo è forte costituisce un momento particolarmente significativo, per quanto ancora non sufficientemente riconosciuto, nell’evoluzione del genere narrativo distopico novecentesco; le opere prese in considerazione, descrittive e profetiche, a partire da Noi di Zamjatin per arrivare a 1984, nel giro di un trentennio definiscono i capisaldi della rappresentazione critica del totalitarismo. Alvaro sviluppa i semi narrativi di antinomie strutturali che possono orientare, in qualunque tempo e con tecniche aggiornate, verso l’opzione totalitaria. Individuo e comunità, libertà e felicità, compassione e pietà: l’Inquisitore scioglie i dilemmi, in strutturale coerenza con le cupe premesse schilleriane e dostoevskijane.
Le antinomie del totalitarismo. Alvaro e il significato del romanzo distopico / Manotta, M.. - In: CRITICA LETTERARIA. - ISSN 0390-0142. - 212:III(2026), pp. 566-579.
Le antinomie del totalitarismo. Alvaro e il significato del romanzo distopico
Marco Manotta
2026-01-01
Abstract
Il romanzo di Alvaro L’uomo è forte costituisce un momento particolarmente significativo, per quanto ancora non sufficientemente riconosciuto, nell’evoluzione del genere narrativo distopico novecentesco; le opere prese in considerazione, descrittive e profetiche, a partire da Noi di Zamjatin per arrivare a 1984, nel giro di un trentennio definiscono i capisaldi della rappresentazione critica del totalitarismo. Alvaro sviluppa i semi narrativi di antinomie strutturali che possono orientare, in qualunque tempo e con tecniche aggiornate, verso l’opzione totalitaria. Individuo e comunità, libertà e felicità, compassione e pietà: l’Inquisitore scioglie i dilemmi, in strutturale coerenza con le cupe premesse schilleriane e dostoevskijane.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


