«La storia è anche violenza, e spesso lo spazio della grande città ne riceve in pieno i colpi e porta il segno delle ferite. Questa vulnerabilità e questa memoria somigliano a quelle del corpo umano, e sono indubbiamente esse che ci fanno sentire la città così vicina, così emozionante»1. «Amavo l’assestamento del Pantheon descritto nei libri di statica; la crepa imprevista, un crollo visibile ma contenuto, dà una forza immensa all’architettura perché la sua bellezza non poteva essere prevista»2. Le città, come la storia, sono un accumulo di esperienze sedimentate nei secoli. La memoria è un’enorme quantità di dati, sommati, cancellati, dispersi, riconvertiti. Al pari dell’esistenza, queste dimensioni - dell’integrazione, del completamento o del frammento - ci fanno accedere a uno spazio complesso3. Entrare in un corpo antico e vissuto, innestando nuove linfe e nuove funzioni, è un’operazione che nel tempo ha assunto forme diverse, nate dall’esigenza di riconvertire luoghi originariamente concepiti per specifiche destinazioni. Scopo dell’innesto del tempo presente in quello passato è mantenere in vita l’antica fabbrica e renderla nuovamente aperta a una comunità estesa4. Di conseguenza, la trasformazione di un edificio antico non può che configurarsi come un’operazione delicata, quasi chirurgica, poiché il corpo anziano è dotato di un forte carattere. Questi luoghi, dotati del fascino del vissuto, riacquistano una nuova identità: talvolta come memoria di se stessi e delle funzioni che si svolgevano al suo interno, altre volte come spazio in cui dialoga l’espressione del nostro tempo. Il passato, infatti, si rivela generoso quando il progettista sa rispettare e comprendere la materia su cui interviene. Nieto Sobejano Arquitectos lavorano sulle matrici storiche attivando una dimensione contemporanea. All’interno dell’antico castello di Moritzburg ad Halle, opera militare della fine del XV secolo, è stato progettato l’ampliamento del museo d’arte, ospitato dal 1904, con l’obiettivo di superare l’immagine romantica di rudere. Il castello costituisce un documento storico che ha conservato i suoi elementi caratteristici: il muro di cinta, tre delle quattro torri rotonde agli angoli e la corte interna5. L’intervento propone una copertura spaziale: una piattaforma piegata che, nella sua configurazione dinamica, si apre in ampi volumi cavi per accogliere la luce naturale. Il nuovo tetto, realizzato in metallo, utilizza una materia che si distingue da quella archeologica. Il plastico della copertura, anch’esso metallico, mette in evidenza la complessità spaziale ottenuta attraverso la tecnica della piegatura. Nieto Sobejano Arquitectos attuano una strategia progettuale insieme rispettosa e coraggiosa. Il nodo del problema non risiede più nel restauro filologico, ma nella capacità di generare una nuova visione dello spazio antico. I materiali sono trattati in modo essenziale e neutrale, così da amplificare la presenza dell’antico ed evitare ogni forma di falsificazione. Gli spazi delle sale espositive acquistano una grande forza espressiva: le differenti altezze e inclinazioni del tetto generano, all’interno delle loro cavità, un movimento dinamico di coni di luce, in cui la radiazione naturale esalta la percezione delle opere esposte. Il contemporaneo entra nell’antico, dando vita a un nuovo paesaggio interno. La storia è intesa come una materia viva, in costante tensione.

Espansioni spaziali e coni di luce / Marotta, Antonello. - In: DROMOS. - ISSN 2239-6284. - (2025), pp. 18-19.

Espansioni spaziali e coni di luce

Antonello Marotta
2025-01-01

Abstract

«La storia è anche violenza, e spesso lo spazio della grande città ne riceve in pieno i colpi e porta il segno delle ferite. Questa vulnerabilità e questa memoria somigliano a quelle del corpo umano, e sono indubbiamente esse che ci fanno sentire la città così vicina, così emozionante»1. «Amavo l’assestamento del Pantheon descritto nei libri di statica; la crepa imprevista, un crollo visibile ma contenuto, dà una forza immensa all’architettura perché la sua bellezza non poteva essere prevista»2. Le città, come la storia, sono un accumulo di esperienze sedimentate nei secoli. La memoria è un’enorme quantità di dati, sommati, cancellati, dispersi, riconvertiti. Al pari dell’esistenza, queste dimensioni - dell’integrazione, del completamento o del frammento - ci fanno accedere a uno spazio complesso3. Entrare in un corpo antico e vissuto, innestando nuove linfe e nuove funzioni, è un’operazione che nel tempo ha assunto forme diverse, nate dall’esigenza di riconvertire luoghi originariamente concepiti per specifiche destinazioni. Scopo dell’innesto del tempo presente in quello passato è mantenere in vita l’antica fabbrica e renderla nuovamente aperta a una comunità estesa4. Di conseguenza, la trasformazione di un edificio antico non può che configurarsi come un’operazione delicata, quasi chirurgica, poiché il corpo anziano è dotato di un forte carattere. Questi luoghi, dotati del fascino del vissuto, riacquistano una nuova identità: talvolta come memoria di se stessi e delle funzioni che si svolgevano al suo interno, altre volte come spazio in cui dialoga l’espressione del nostro tempo. Il passato, infatti, si rivela generoso quando il progettista sa rispettare e comprendere la materia su cui interviene. Nieto Sobejano Arquitectos lavorano sulle matrici storiche attivando una dimensione contemporanea. All’interno dell’antico castello di Moritzburg ad Halle, opera militare della fine del XV secolo, è stato progettato l’ampliamento del museo d’arte, ospitato dal 1904, con l’obiettivo di superare l’immagine romantica di rudere. Il castello costituisce un documento storico che ha conservato i suoi elementi caratteristici: il muro di cinta, tre delle quattro torri rotonde agli angoli e la corte interna5. L’intervento propone una copertura spaziale: una piattaforma piegata che, nella sua configurazione dinamica, si apre in ampi volumi cavi per accogliere la luce naturale. Il nuovo tetto, realizzato in metallo, utilizza una materia che si distingue da quella archeologica. Il plastico della copertura, anch’esso metallico, mette in evidenza la complessità spaziale ottenuta attraverso la tecnica della piegatura. Nieto Sobejano Arquitectos attuano una strategia progettuale insieme rispettosa e coraggiosa. Il nodo del problema non risiede più nel restauro filologico, ma nella capacità di generare una nuova visione dello spazio antico. I materiali sono trattati in modo essenziale e neutrale, così da amplificare la presenza dell’antico ed evitare ogni forma di falsificazione. Gli spazi delle sale espositive acquistano una grande forza espressiva: le differenti altezze e inclinazioni del tetto generano, all’interno delle loro cavità, un movimento dinamico di coni di luce, in cui la radiazione naturale esalta la percezione delle opere esposte. Il contemporaneo entra nell’antico, dando vita a un nuovo paesaggio interno. La storia è intesa come una materia viva, in costante tensione.
2025
Inglese
Italiano
18
19
2
Comitato scientifico
Internazionale
Marotta, Antonello
Espansioni spaziali e coni di luce / Marotta, Antonello. - In: DROMOS. - ISSN 2239-6284. - (2025), pp. 18-19.
info:eu-repo/semantics/article
1 Contributo su Rivista::1.1 Articolo in rivista
262
1
none
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11388/383310
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