L’oleastro (Olea europaea var. sylvestris), corrispettivo selvatico dell’olivo, rappresenta una importante fonte di variabilità genetica. Infatti, le forme selvatiche possono essere impiegate per selezionare caratteri qualitativi e agronomici di pregio da impiegare nel miglioramento genetico dell’olivo coltivato. Nonostante la larga diffusione allo stato spontaneo in ambiente mediterraneo, l’oleastro ha suscitato interesse nel mercato florovivaistico, ma è stato poco valorizzato offrendo solo semenzali con caratteristiche molto variabili o semenzali di olivastro (derivanti da semi di olivo). Per questo motivo, in Sardegna, è stato effettuato un processo di caratterizzazione di cloni di oleastro dal punto di vista morfologico, chimico, e dell’attitudine alla propagazione, ottenendo una collezione di selezioni propagate agamicamente. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare il contenuto fenolico (contenuto totale di polifenoli, flavonoidi e antociani) in drupe di oleastro provenienti da due cloni selezionati (LAC24 e SCR1) e coltivati presso il campo sperimentale del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, sito a Fenosu (OR). Il materiale vegetale è stato prelevato in due differenti periodi (novembre e dicembre) per valutare l’andamento del contenuto di questi composti durante la maturazione delle drupe. Inoltre, sugli estratti metanolici è stata valutata l’attività antiossidante con due differenti metodologie (i saggi ABTS e FRAP). Dai risultati è emerso che il contenuto di polifenoli più alto è stato rilevato per il clone LAC24 senza differenze significative tra i due campionamenti. Per quanto riguarda il clone SCR1 è stato osservato un calo del contenuto di polifenoli nelle drupe campionate a dicembre rispetto al mese di novembre. Entrambi i cloni campionati a dicembre hanno mostrato un maggior contenuto di flavonoidi e antociani nelle drupe rispetto al campionamento precedente. Per quanto riguarda l’attività antiossidante degli estratti, l’attività con ABTS ha mostrato un andamento inverso nei due cloni; infatti, è stata riscontrata per il clone LAC24 attività antiossidante maggiore nei frutti raccolti a novembre rispetto a quelli campionati a dicembre. Andamento opposto, invece, è stato rilevato per il clone SCR1. L’attività antiossidante rilevata con il saggio FRAP era più alta nei frutti raccolti nel campionamento di novembre rispetto a quello di dicembre, ma con valori più alti per LAC24.
Evoluzione dei composti fenolici nella maturazione di selezioni di oleastro (Olea europaea var. sylvestris) / Medda, Silvia; Catzeddu, Miriam; Mulas, Maurizio. - (2022), pp. 113-113. ( V Convegno Nazionale dell’Olivo e dell’Olio Alghero 26-28 ottobre 2022).
Evoluzione dei composti fenolici nella maturazione di selezioni di oleastro (Olea europaea var. sylvestris)
Silvia MeddaMembro del Collaboration Group
;Miriam CatzedduMembro del Collaboration Group
;Maurizio Mulas
Membro del Collaboration Group
2022-01-01
Abstract
L’oleastro (Olea europaea var. sylvestris), corrispettivo selvatico dell’olivo, rappresenta una importante fonte di variabilità genetica. Infatti, le forme selvatiche possono essere impiegate per selezionare caratteri qualitativi e agronomici di pregio da impiegare nel miglioramento genetico dell’olivo coltivato. Nonostante la larga diffusione allo stato spontaneo in ambiente mediterraneo, l’oleastro ha suscitato interesse nel mercato florovivaistico, ma è stato poco valorizzato offrendo solo semenzali con caratteristiche molto variabili o semenzali di olivastro (derivanti da semi di olivo). Per questo motivo, in Sardegna, è stato effettuato un processo di caratterizzazione di cloni di oleastro dal punto di vista morfologico, chimico, e dell’attitudine alla propagazione, ottenendo una collezione di selezioni propagate agamicamente. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare il contenuto fenolico (contenuto totale di polifenoli, flavonoidi e antociani) in drupe di oleastro provenienti da due cloni selezionati (LAC24 e SCR1) e coltivati presso il campo sperimentale del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, sito a Fenosu (OR). Il materiale vegetale è stato prelevato in due differenti periodi (novembre e dicembre) per valutare l’andamento del contenuto di questi composti durante la maturazione delle drupe. Inoltre, sugli estratti metanolici è stata valutata l’attività antiossidante con due differenti metodologie (i saggi ABTS e FRAP). Dai risultati è emerso che il contenuto di polifenoli più alto è stato rilevato per il clone LAC24 senza differenze significative tra i due campionamenti. Per quanto riguarda il clone SCR1 è stato osservato un calo del contenuto di polifenoli nelle drupe campionate a dicembre rispetto al mese di novembre. Entrambi i cloni campionati a dicembre hanno mostrato un maggior contenuto di flavonoidi e antociani nelle drupe rispetto al campionamento precedente. Per quanto riguarda l’attività antiossidante degli estratti, l’attività con ABTS ha mostrato un andamento inverso nei due cloni; infatti, è stata riscontrata per il clone LAC24 attività antiossidante maggiore nei frutti raccolti a novembre rispetto a quelli campionati a dicembre. Andamento opposto, invece, è stato rilevato per il clone SCR1. L’attività antiossidante rilevata con il saggio FRAP era più alta nei frutti raccolti nel campionamento di novembre rispetto a quello di dicembre, ma con valori più alti per LAC24.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


