L’olivo è una delle piante arboree di interesse agronomico più longeve e costantemente produttive dell’ambiente mediterraneo. Da sempre nel bacino del Mediterraneo l’olivicoltura è importante, non solo dal punto di vista delle produzioni, ma anche per quanto riguarda i numerosi olivi plurisecolari che si trovano nei vari Paesi a elevata vocazione olivicola (Italia, Spagna e Grecia principalmente) e che rappresentano un patrimonio monumentale naturale che va tutelato. La Sardegna, da questo punto di vista, rappresenta bene le stratificazioni che si sono susseguite con l’insediamento delle forme selvatiche della specie, di cui esistono ancora popolamenti relativamente puri ed evoluti, insieme a formazioni relitte molto caratteristiche dal punto di vista monumentale. A queste forme si aggiungono tutte le introduzioni storiche relative all’olivo, di cui permangono testimonianze facilmente databili ed altre di più incerta e antica collocazione. Il risultato è un territorio dove le presenze di alberi monumentali della specie Olea europaea L. si propongono numerose, spesso in contesti ancora intensivamente coltivati. Diversi progetti sono stati realizzati nel territorio per salvaguardare, valorizzare e gestire specificamente questi esempi di archeologia vegetale, che spesso versano in situazioni di semiabbandono o non ricevono le cure colturali adeguate alla loro specifica situazione. Nell’areale della Marmilla (comune di Genuri) e in quello del Sulcis (comune di Villamassargia) sono state realizzate delle iniziative integrate di studio e ricerca sulle origini degli olivi monumentali, le caratteristiche delle cultivar, le forme di coltivazione, il monitoraggio dello stato fitosanitario e la messa a punto dei protocolli di gestione più adatti a combinare il residuo potenziale produttivo delle piante con il mantenimento delle caratteristiche di monumentalità. Su questo aspetto, particolare attenzione è stata dedicata alle tecniche di potatura più adeguata, anche attraverso la realizzazione di percorsi di coinvolgimento sociale dei coltivatori e formazione di tecnici specializzati addetti alla potatura. Ulteriori aspetti sono stati condivisi con le amministrazioni locali per quanto attiene alla fruibilità delle aree e alle dotazioni di sicurezza minime che possano garantire le piante contro i rischi da incendio e compattamento del suolo. In questo modo sono state poste solide basi per razionali interventi sul territorio che possano garantire nel tempo vitalità a questi monumenti naturali e il mantenimento di una attività produttiva sostenibile.
Valorizzazione e gestione degli olivi monumentali / Catzeddu, Miriam; Medda, Silvia; Mulas, Maurizio. - (2022), pp. 70-70. ( V Convegno Nazionale dell’Olivo e dell’Olio Alghero 26-28 ottobre 2022).
Valorizzazione e gestione degli olivi monumentali
Miriam CatzedduMembro del Collaboration Group
;Silvia MeddaMembro del Collaboration Group
;Maurizio Mulas
Membro del Collaboration Group
2022-01-01
Abstract
L’olivo è una delle piante arboree di interesse agronomico più longeve e costantemente produttive dell’ambiente mediterraneo. Da sempre nel bacino del Mediterraneo l’olivicoltura è importante, non solo dal punto di vista delle produzioni, ma anche per quanto riguarda i numerosi olivi plurisecolari che si trovano nei vari Paesi a elevata vocazione olivicola (Italia, Spagna e Grecia principalmente) e che rappresentano un patrimonio monumentale naturale che va tutelato. La Sardegna, da questo punto di vista, rappresenta bene le stratificazioni che si sono susseguite con l’insediamento delle forme selvatiche della specie, di cui esistono ancora popolamenti relativamente puri ed evoluti, insieme a formazioni relitte molto caratteristiche dal punto di vista monumentale. A queste forme si aggiungono tutte le introduzioni storiche relative all’olivo, di cui permangono testimonianze facilmente databili ed altre di più incerta e antica collocazione. Il risultato è un territorio dove le presenze di alberi monumentali della specie Olea europaea L. si propongono numerose, spesso in contesti ancora intensivamente coltivati. Diversi progetti sono stati realizzati nel territorio per salvaguardare, valorizzare e gestire specificamente questi esempi di archeologia vegetale, che spesso versano in situazioni di semiabbandono o non ricevono le cure colturali adeguate alla loro specifica situazione. Nell’areale della Marmilla (comune di Genuri) e in quello del Sulcis (comune di Villamassargia) sono state realizzate delle iniziative integrate di studio e ricerca sulle origini degli olivi monumentali, le caratteristiche delle cultivar, le forme di coltivazione, il monitoraggio dello stato fitosanitario e la messa a punto dei protocolli di gestione più adatti a combinare il residuo potenziale produttivo delle piante con il mantenimento delle caratteristiche di monumentalità. Su questo aspetto, particolare attenzione è stata dedicata alle tecniche di potatura più adeguata, anche attraverso la realizzazione di percorsi di coinvolgimento sociale dei coltivatori e formazione di tecnici specializzati addetti alla potatura. Ulteriori aspetti sono stati condivisi con le amministrazioni locali per quanto attiene alla fruibilità delle aree e alle dotazioni di sicurezza minime che possano garantire le piante contro i rischi da incendio e compattamento del suolo. In questo modo sono state poste solide basi per razionali interventi sul territorio che possano garantire nel tempo vitalità a questi monumenti naturali e il mantenimento di una attività produttiva sostenibile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


