La produzione mondiale di olio d'oliva è in costante aumento, nonostante le continue fluttuazioni dovute all'incertezza del clima e all'alternanza produttiva delle annate. L'Unione Europea comprende oltre il 93% di tutta la produzione di olio d'oliva, con tre quarti della produzione mondiale concentrata in Spagna, Italia e Grecia. Numerosi aspetti della biologia delle piante, come le fasi fenologiche, i processi fisiologici, la suscettibilità a malattie e parassiti, la resa e la composizione qualitativa dei tessuti vegetali e dei prodotti derivati sono influenzati dalle variabili climatiche. In questa prospettiva, i cambiamenti climatici hanno un forte impatto sull’adattabilità delle colture frutticole perenni, che rappresentano circa il 48% della produzione mondiale di frutta, minacciando la disponibilità di cibo. A causa dell’attività antropica, è previsto un aumento della temperatura di 1,5 C tra il 2030 e il 2052. Le piante mettono in atto diverse strategie di difesa, modificando la durata delle fasi fenologiche, alterando la fisiologia, aumentando il sequestro di carbonio e la sintesi di metaboliti secondari con funzione antiossidante e modificando il loro areale di distribuzione. Le colture perenni da frutto, come l’olivo, nascono da decisioni tecniche complesse. I provvedimenti correttivi ai problemi ecologici generati dal cambiamento climatico sono generalmente più facilmente attuabili nel caso delle colture annuali, aumentando o riducendo la superficie coltivata di una specie e cambiando le varietà coltivate. Questi aggiustamenti sono difficili nel caso delle colture legnose da frutto, con un ciclo di vita che va dai 20-25 ai 40-50 anni o più, come nel caso dell'olivo, dove la scelta dei portinnesti o delle cultivar avviene dopo una complessa valutazione preliminare. Tuttavia, la scarsa flessibilità delle colture legnose è bilanciata da molti fattori di resilienza dovuti a un'ampia gamma di disposizioni fenologiche e di risposte elastiche agli stress fisiologici. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di raccogliere e studiare i lavori scientifici degli ultimi anni, valutando gli approcci metodologici all’osservazione degli effetti dei cambiamenti climatici sull’olivo e sui prodotti trasformati. In particolare sono stati considerati gli effetti dell’aumento della temperatura e dello stress idrico su diversi aspetti della pianta e i relativi meccanismi di resilienza.

Orientamenti nello studio degli effetti dei cambiamenti climatici sull'olivo (Olea europaea L.) / Medda, S.; Mulas, M.. - (2022), pp. 66-66. ( V Convegno Nazionale dell’Olivo e dell’Olio Alghero 26-28 ottobre 2022).

Orientamenti nello studio degli effetti dei cambiamenti climatici sull'olivo (Olea europaea L.)

Medda S.
Membro del Collaboration Group
;
Mulas M.
Membro del Collaboration Group
2022-01-01

Abstract

La produzione mondiale di olio d'oliva è in costante aumento, nonostante le continue fluttuazioni dovute all'incertezza del clima e all'alternanza produttiva delle annate. L'Unione Europea comprende oltre il 93% di tutta la produzione di olio d'oliva, con tre quarti della produzione mondiale concentrata in Spagna, Italia e Grecia. Numerosi aspetti della biologia delle piante, come le fasi fenologiche, i processi fisiologici, la suscettibilità a malattie e parassiti, la resa e la composizione qualitativa dei tessuti vegetali e dei prodotti derivati sono influenzati dalle variabili climatiche. In questa prospettiva, i cambiamenti climatici hanno un forte impatto sull’adattabilità delle colture frutticole perenni, che rappresentano circa il 48% della produzione mondiale di frutta, minacciando la disponibilità di cibo. A causa dell’attività antropica, è previsto un aumento della temperatura di 1,5 C tra il 2030 e il 2052. Le piante mettono in atto diverse strategie di difesa, modificando la durata delle fasi fenologiche, alterando la fisiologia, aumentando il sequestro di carbonio e la sintesi di metaboliti secondari con funzione antiossidante e modificando il loro areale di distribuzione. Le colture perenni da frutto, come l’olivo, nascono da decisioni tecniche complesse. I provvedimenti correttivi ai problemi ecologici generati dal cambiamento climatico sono generalmente più facilmente attuabili nel caso delle colture annuali, aumentando o riducendo la superficie coltivata di una specie e cambiando le varietà coltivate. Questi aggiustamenti sono difficili nel caso delle colture legnose da frutto, con un ciclo di vita che va dai 20-25 ai 40-50 anni o più, come nel caso dell'olivo, dove la scelta dei portinnesti o delle cultivar avviene dopo una complessa valutazione preliminare. Tuttavia, la scarsa flessibilità delle colture legnose è bilanciata da molti fattori di resilienza dovuti a un'ampia gamma di disposizioni fenologiche e di risposte elastiche agli stress fisiologici. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di raccogliere e studiare i lavori scientifici degli ultimi anni, valutando gli approcci metodologici all’osservazione degli effetti dei cambiamenti climatici sull’olivo e sui prodotti trasformati. In particolare sono stati considerati gli effetti dell’aumento della temperatura e dello stress idrico su diversi aspetti della pianta e i relativi meccanismi di resilienza.
2022
9788890340475
Orientamenti nello studio degli effetti dei cambiamenti climatici sull'olivo (Olea europaea L.) / Medda, S.; Mulas, M.. - (2022), pp. 66-66. ( V Convegno Nazionale dell’Olivo e dell’Olio Alghero 26-28 ottobre 2022).
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