The rift in the relationship between human beings and the natural world necessitates healing. The anthropocentric perspective inscribed in much of the Western codification of the nature/culture dynamic is based on the misplaced idea of the pre-eminence of humankind over the rest of the natural world, which has resulted in largely dismissive and/or downright destructive actions perpetrated within the confines of a dominator mindset (Eisler 2002) and the (often wilful) disregard for or lack of self-awareness in regards to the environmental interlinkages, effects, and interdependencies which tie the human and the non-human (Milstein & Castro-Sotomayor 2020). This article seeks to investigate this specific topic by examining how this conflicting relationship is challenged, redrawn and restored in The Grassling by Elizabeth- Jane Burnett. The ecopoetic memoir, centred around a sense of grief both personal and environmental, employs the trans-corporeal (Alaimo 2010) device of a metamorphosed human/plant hybrid (the eponymous Grassling) to bridge, and ultimately heal the human/non-human fracture.

La frattura nel rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale necessita di essere sanata. La prospettiva antropocentrica inscritta in gran parte della codificazione occidentale della dinamica natura/cultura si basa sull’idea errata della preminenza dell’uomo sul resto del mondo naturale, che si è tradotta in azioni largamente sprezzanti e/o apertamente distruttive perpetrate entro i confini di una mentalità dominatrice (Eisler 2002) e nella (spesso intenzionale) noncuranza o mancanza di consapevolezza rispetto alle interconnessioni, alle influenze e alle interdipendenze che legano l’umano e il non umano (Milstein & Castro-Sotomayor 2020). Il presente articolo si propone di contribuire allo sviluppo di tale linea di indagine esaminando come la relazione umano/ non umano sia messa in discussione, ridisegnata e ricostruita in The Grassling di Elizabeth-Jane Burnett. Difatti il testo, memoir ecopoetico imperniato sull’idea di lutto, sia personale sia ambientale, si serve della creazione, tramite metamorfosi, di un organismo ibrido uomo/pianta (il Grassling eponimo) come strumento di trans-corporeality (Alaimo 2010) per colmare e sanare la frattura esistente tra umano/non umano.

Soil-searching: Grief and Healing in Elizabeth-Jane Burnett’s The Grassling (2019) / Strusi, Valeria; Salis, Loredana. - In: LE SIMPLEGADI. - ISSN 1824-5226. - 20:22(2022), pp. 77-92.

Soil-searching: Grief and Healing in Elizabeth-Jane Burnett’s The Grassling (2019)

Strusi Valeria
;
Salis Loredana
2022-01-01

Abstract

La frattura nel rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale necessita di essere sanata. La prospettiva antropocentrica inscritta in gran parte della codificazione occidentale della dinamica natura/cultura si basa sull’idea errata della preminenza dell’uomo sul resto del mondo naturale, che si è tradotta in azioni largamente sprezzanti e/o apertamente distruttive perpetrate entro i confini di una mentalità dominatrice (Eisler 2002) e nella (spesso intenzionale) noncuranza o mancanza di consapevolezza rispetto alle interconnessioni, alle influenze e alle interdipendenze che legano l’umano e il non umano (Milstein & Castro-Sotomayor 2020). Il presente articolo si propone di contribuire allo sviluppo di tale linea di indagine esaminando come la relazione umano/ non umano sia messa in discussione, ridisegnata e ricostruita in The Grassling di Elizabeth-Jane Burnett. Difatti il testo, memoir ecopoetico imperniato sull’idea di lutto, sia personale sia ambientale, si serve della creazione, tramite metamorfosi, di un organismo ibrido uomo/pianta (il Grassling eponimo) come strumento di trans-corporeality (Alaimo 2010) per colmare e sanare la frattura esistente tra umano/non umano.
The rift in the relationship between human beings and the natural world necessitates healing. The anthropocentric perspective inscribed in much of the Western codification of the nature/culture dynamic is based on the misplaced idea of the pre-eminence of humankind over the rest of the natural world, which has resulted in largely dismissive and/or downright destructive actions perpetrated within the confines of a dominator mindset (Eisler 2002) and the (often wilful) disregard for or lack of self-awareness in regards to the environmental interlinkages, effects, and interdependencies which tie the human and the non-human (Milstein & Castro-Sotomayor 2020). This article seeks to investigate this specific topic by examining how this conflicting relationship is challenged, redrawn and restored in The Grassling by Elizabeth- Jane Burnett. The ecopoetic memoir, centred around a sense of grief both personal and environmental, employs the trans-corporeal (Alaimo 2010) device of a metamorphosed human/plant hybrid (the eponymous Grassling) to bridge, and ultimately heal the human/non-human fracture.
Soil-searching: Grief and Healing in Elizabeth-Jane Burnett’s The Grassling (2019) / Strusi, Valeria; Salis, Loredana. - In: LE SIMPLEGADI. - ISSN 1824-5226. - 20:22(2022), pp. 77-92.
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