Una lucerna africana, il cui ritrovamento è sempre stato ascritto all’antica città di Tomis, è di grande originalità sia per la decorazione del disco con il Cristo tra gli apostoli, questi ultimi resi con la semplice successione dei busti di profilo sulla spalla, sia per l’iscrizione pacem meam do vobis che ne è il corollario. L’oggetto è stato considerato in numerosi studi di sintesi, anche recentemente, ma non ne è mai stata proposta una corretta analisi tipologica, funzionale ad un inquadramento nell’ambito delle classi delle lucerne africane, fattore che ha impedito di aprire una compiuta discussione sulla sua possibile falsità. Tale analisi conduce ora inequivocabilmente proprio verso questa conclusione, rafforzata da una lucerna identica appena rintracciata al Museo Civico Archeologico di Como, certamente falsa per un maldestro tentativo di invecchiarla artificiosamente con l’uso di pittura nera. L’assoluta identità tra i due esemplari, anche nelle dimensioni, porta ad ipotizzarne la provenienza dalla medesima bottega artigiana, da identificare forse come operante a Roma nella seconda metà dell’Ottocento.

Una falsa lucerna africana con iscrizione cristiana dall’Italia alla Dobrugia / Teatini, Alessandro. - In: EPHEMERIS DACOROMANA. - ISSN 1582-1854. - XXII:(2020), pp. 49-66.

Una falsa lucerna africana con iscrizione cristiana dall’Italia alla Dobrugia

Alessandro Teatini
2020

Abstract

Una lucerna africana, il cui ritrovamento è sempre stato ascritto all’antica città di Tomis, è di grande originalità sia per la decorazione del disco con il Cristo tra gli apostoli, questi ultimi resi con la semplice successione dei busti di profilo sulla spalla, sia per l’iscrizione pacem meam do vobis che ne è il corollario. L’oggetto è stato considerato in numerosi studi di sintesi, anche recentemente, ma non ne è mai stata proposta una corretta analisi tipologica, funzionale ad un inquadramento nell’ambito delle classi delle lucerne africane, fattore che ha impedito di aprire una compiuta discussione sulla sua possibile falsità. Tale analisi conduce ora inequivocabilmente proprio verso questa conclusione, rafforzata da una lucerna identica appena rintracciata al Museo Civico Archeologico di Como, certamente falsa per un maldestro tentativo di invecchiarla artificiosamente con l’uso di pittura nera. L’assoluta identità tra i due esemplari, anche nelle dimensioni, porta ad ipotizzarne la provenienza dalla medesima bottega artigiana, da identificare forse come operante a Roma nella seconda metà dell’Ottocento.
Una falsa lucerna africana con iscrizione cristiana dall’Italia alla Dobrugia / Teatini, Alessandro. - In: EPHEMERIS DACOROMANA. - ISSN 1582-1854. - XXII:(2020), pp. 49-66.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11388/296786
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