A growing number of medical professionals in the US are saying that race should not be used in patient care, biomedical research, and medical education, and are advocating for their institutions to ban race from medical thinking, starting with automatic race correction in guidelines and algorithms. While we agree that most automatic race correction is grounded on conceptions of race tainted with scientific racism and pseudoscience and should therefore be eliminated, we also argue that we need to employ the concept of race critically and intensely in biomedical research, epidemiology, and even clinical medicine if we want to actively fight racism, address health inequalities, and avoid penalising disadvantaged groups.

Negli USA sta prendendo piede un movimento di pensiero che si batte affinché sparisca dall’educazione, dalla scienza e dalla pratica medica ogni riferimento alla razza, sulla base del fatto che è falso che i gruppi razziali socialmente riconosciuti abbiano una realtà biologica, e allo scopo di cessare di favorire la reificazione del concetto di razza. In questo paper mostriamo che è giusto opporsi a un certo tipo di correzione su base razziale implementata negli algoritmi diagnostico-terapeutici più utilizzati, ma anche che per combattere le disparità di salute prodotte dal razzismo abbiamo bisogno di una epidemiologia, di una ricerca biomedica e di conseguenza anche di una clinica medica che utilizzino in maniera consapevole il concetto di razza.

Eliminare la Razza dalla Medicina: Perchè Sembra una Buona Idea Ma Non Lo È (Eliminating Race from Medicine: Why It May Seem a Good Idea But It’s Not) / Bacchini, Fabio; Lorusso, Ludovica. - In: BIOETICA. - ISSN 1122-2344. - 40:(2020), pp. 604-620.

Eliminare la Razza dalla Medicina: Perchè Sembra una Buona Idea Ma Non Lo È (Eliminating Race from Medicine: Why It May Seem a Good Idea But It’s Not)

Bacchini Fabio
;
lorusso ludovica
2020

Abstract

Negli USA sta prendendo piede un movimento di pensiero che si batte affinché sparisca dall’educazione, dalla scienza e dalla pratica medica ogni riferimento alla razza, sulla base del fatto che è falso che i gruppi razziali socialmente riconosciuti abbiano una realtà biologica, e allo scopo di cessare di favorire la reificazione del concetto di razza. In questo paper mostriamo che è giusto opporsi a un certo tipo di correzione su base razziale implementata negli algoritmi diagnostico-terapeutici più utilizzati, ma anche che per combattere le disparità di salute prodotte dal razzismo abbiamo bisogno di una epidemiologia, di una ricerca biomedica e di conseguenza anche di una clinica medica che utilizzino in maniera consapevole il concetto di razza.
A growing number of medical professionals in the US are saying that race should not be used in patient care, biomedical research, and medical education, and are advocating for their institutions to ban race from medical thinking, starting with automatic race correction in guidelines and algorithms. While we agree that most automatic race correction is grounded on conceptions of race tainted with scientific racism and pseudoscience and should therefore be eliminated, we also argue that we need to employ the concept of race critically and intensely in biomedical research, epidemiology, and even clinical medicine if we want to actively fight racism, address health inequalities, and avoid penalising disadvantaged groups.
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