Waiting for the integral edition of the inscription of the temple devoted around 213-7 to the Sardus Pater Babai not too far from Metalla on the Roman road a Tibula Sulcos, in the Sulcis-Iglesiente, for initiative of the provincial governor, the problem of the vitality of the pagan salutary cult arises two decades after the first attestation of the exiled Christians of Rome to metalla in Sardinia. The servant’s figures responsible of the failure of Carpoforus’s bank, Callistus (bishop of Rome at the end of the severan age) and Pontianus and Hippolitus, exiled in the age of Maximinus probably in the same area, they document the function of Sardinia as earth of exile and insula nociva. The principal faced problem is that of the forms of the pagan cult for the ‘national’ god of the Sardinians, known as Sid Addir Babay from the Carthaginians, that it appears above all in full expansion thanks to the parallelism with the imperial cult in the age of Caracalla’s illness, while Christianity doesn’t adequately result still rooted in the island.

In attesa dell’edizione integrale dell’iscrizione del tempio dedicato attorno al 213-217 al Sardus Pater Babai a breve distanza da Metalla sulla strada romana a Tibula Sulcos, nel Sulcis-Iglesiente, per iniziativa del governatore provinciale, si pone il problema della vitalità del culto salutifero pagano, due decenni dopo la prima attestazione dei cristiani di Roma esiliati ad metalla in Sardegna. Le figure del servo responsabile del fallimento della banca di Carpoforo, Callisto (vescovo di Roma alla fine dell’età severiana) e di Ponziano e Ippolito, esiliati nell’età di Massimino il Trace probabilmente nella stessa area, documentano la funzione della Sardegna come terra d’esilio e insula nociva. Il principale problema affrontato è quello delle forme del culto pagano per il dio ‘nazionale’ dei Sardi, conosciuto come Sid Addir Babay dai Cartaginesi, che appare in piena espansione soprattutto grazie al parallelismo col culto imperiale nell’età di Caracalla ammalato, mentre il cristianesimo non risulta ancora adeguatamente radicato nell’isola.

I decenni tra l’esilio in Sardegna di Callisto e quello di Ponziano: i rapporti tra cristiani e pagani e la ricostruzione del Tempio Nazionale del Sardus Pater presso i metalla imperiali / Attilio, Mastino. - In: ATTI DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA ROMANA DI ARCHEOLOGIA. SERIE III, RENDICONTI. - ISSN 1019-9500. - LXXXVIII:(2016), pp. 159-185.

I decenni tra l’esilio in Sardegna di Callisto e quello di Ponziano: i rapporti tra cristiani e pagani e la ricostruzione del Tempio Nazionale del Sardus Pater presso i metalla imperiali

MASTINO, Attilio
2016

Abstract

In attesa dell’edizione integrale dell’iscrizione del tempio dedicato attorno al 213-217 al Sardus Pater Babai a breve distanza da Metalla sulla strada romana a Tibula Sulcos, nel Sulcis-Iglesiente, per iniziativa del governatore provinciale, si pone il problema della vitalità del culto salutifero pagano, due decenni dopo la prima attestazione dei cristiani di Roma esiliati ad metalla in Sardegna. Le figure del servo responsabile del fallimento della banca di Carpoforo, Callisto (vescovo di Roma alla fine dell’età severiana) e di Ponziano e Ippolito, esiliati nell’età di Massimino il Trace probabilmente nella stessa area, documentano la funzione della Sardegna come terra d’esilio e insula nociva. Il principale problema affrontato è quello delle forme del culto pagano per il dio ‘nazionale’ dei Sardi, conosciuto come Sid Addir Babay dai Cartaginesi, che appare in piena espansione soprattutto grazie al parallelismo col culto imperiale nell’età di Caracalla ammalato, mentre il cristianesimo non risulta ancora adeguatamente radicato nell’isola.
Waiting for the integral edition of the inscription of the temple devoted around 213-7 to the Sardus Pater Babai not too far from Metalla on the Roman road a Tibula Sulcos, in the Sulcis-Iglesiente, for initiative of the provincial governor, the problem of the vitality of the pagan salutary cult arises two decades after the first attestation of the exiled Christians of Rome to metalla in Sardinia. The servant’s figures responsible of the failure of Carpoforus’s bank, Callistus (bishop of Rome at the end of the severan age) and Pontianus and Hippolitus, exiled in the age of Maximinus probably in the same area, they document the function of Sardinia as earth of exile and insula nociva. The principal faced problem is that of the forms of the pagan cult for the ‘national’ god of the Sardinians, known as Sid Addir Babay from the Carthaginians, that it appears above all in full expansion thanks to the parallelism with the imperial cult in the age of Caracalla’s illness, while Christianity doesn’t adequately result still rooted in the island.
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