Il dibattito contemporaneo, non solo giuridico, mostra una crescente sensibilità per le tematiche ambientali; in questo contesto, l’istituto su cui si focalizza l’attenzione è soprattutto quello proprietario, che funge da paradigma generale per inquadrare il rapporto tra l’uomo e la realtà circostante, incluse le risorse naturali. Al banco di prova della realtà pratica, la proprietà, intesa nella sua accezione tradizionale, non sembra in grado di fornire risposte adeguate rispetto alle problematiche derivanti dall’odierna sfida ecologica. Si avverte quindi la necessità di costruire nuovi paradigmi per regolare il rapporto tra l’uomo e la realtà circostante. In proposito, la teoria dei beni comuni può offrire alcuni contributi significativi, sia perché si sofferma sul profilo della gestione del bene, sia perché valorizza la pluralità degli interessi che si appuntano sulle risorse naturali. In particolare, si delinea l’esigenza di accompagnare la riflessione con adeguati approfondimenti sulla teoria del contratto, proprio perché si tratta di costruire le regole che presiedono alla gestione del bene da parte di una collettività. È molto importante che il discorso venga sviluppato mantenendo ferma l’aderenza al disegno tracciato nella Carta costituzionale ed alla trama di valori ivi contemplata. Al riguardo, si notano alcuni punti di potenziale frizione con le indicazioni provenienti dal diritto europeo, il quale sembra adottare una prospettiva parzialmente diversa in tema di proprietà.

Beni comuni, ambiente e funzione del contratto / Nervi, Andrea. - In: RASSEGNA DI DIRITTO CIVILE. - ISSN 0393-182X. - 2016:2(2016), pp. 418-443.

Beni comuni, ambiente e funzione del contratto

NERVI, Andrea
2016

Abstract

Il dibattito contemporaneo, non solo giuridico, mostra una crescente sensibilità per le tematiche ambientali; in questo contesto, l’istituto su cui si focalizza l’attenzione è soprattutto quello proprietario, che funge da paradigma generale per inquadrare il rapporto tra l’uomo e la realtà circostante, incluse le risorse naturali. Al banco di prova della realtà pratica, la proprietà, intesa nella sua accezione tradizionale, non sembra in grado di fornire risposte adeguate rispetto alle problematiche derivanti dall’odierna sfida ecologica. Si avverte quindi la necessità di costruire nuovi paradigmi per regolare il rapporto tra l’uomo e la realtà circostante. In proposito, la teoria dei beni comuni può offrire alcuni contributi significativi, sia perché si sofferma sul profilo della gestione del bene, sia perché valorizza la pluralità degli interessi che si appuntano sulle risorse naturali. In particolare, si delinea l’esigenza di accompagnare la riflessione con adeguati approfondimenti sulla teoria del contratto, proprio perché si tratta di costruire le regole che presiedono alla gestione del bene da parte di una collettività. È molto importante che il discorso venga sviluppato mantenendo ferma l’aderenza al disegno tracciato nella Carta costituzionale ed alla trama di valori ivi contemplata. Al riguardo, si notano alcuni punti di potenziale frizione con le indicazioni provenienti dal diritto europeo, il quale sembra adottare una prospettiva parzialmente diversa in tema di proprietà.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11388/163834
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact