OBIETTIVI: Lo Sportello Unico per le Attività Produttive, istituito circa 10 anni fa in ogni comune per semplificare l’iter amministrativo per l’avvio o la ristrutturazione di attività produttive, è uno strumento fondamentale per garantire all’utente un unico interlocutore di processo e risposte rapide e coerenti da parte dei soggetti pubblici coinvolti. Con la LR 3/08, la Regione Sardegna introduce tempi più stringenti e indicazioni vincolanti per le pubbliche amministrazioni competenti. Questo lavoro propone una soluzione operativa finalizzata all’integrazione dei Servizi di Prevenzione delle ASL all’atto della valutazione delle istanze, a garanzia di riscontri chiari e univoci per l’utente. MATERIALI: Basato sul DLgs 81/08, il lavoro considera, oltre ai regolamenti locali di igiene, le prassi nazionali relative: a) alla valutazione delle attività produttive prossime all’avvio o all’adozione di rilevanti mutamenti strutturali e organizzativi, b) alla composizione, in sede dipartimentale, della risposta destinata all’utente. In particolare, si propone un assetto organizzativo che salvaguardi l’esigenza di abbreviare i tempi di risposta, considerando che la presentazione allo Sportello comunale della dichiarazione autocertificativa sugli aspetti edilizi, urbanistici, igienico-sanitari, igienico-lavorativi e di sicurezza dà diritto al richiedente, decorsi 20 giorni, di avviare subito l’intervento (LR 3/08). RIASSUNTO: L’attivazione di un’apposita commissione dipartimentale può garantire diversi vantaggi: 1) possibilità di ridurre i tempi del procedimento; 2) coerenza reciproca di atti scritti posti in capo a Servizi diversi ma riguardanti parametri e strutture in parte o in tutto coincidenti; 3) possibilità di definire congiuntamente i passaggi più delicati di un atto, anche quando il riscontro atteso passi, ex lege, per un solo Servizio, o di procedere congiuntamente alla prevista verifica di conformità della dichiarazione autocertificativa; 4) opportunità di: a) diffondere conoscenze di dettaglio all’interno del Dipartimento; b) uniformare, compatibilmente con le specificità di Servizio, principi applicativi e prassi; c) costruire un archivio dipartimentale dei casi, fonte di informazioni e anagrafe del territorio produttivo locale; d) predisporre linee di indirizzo per utenti e progettisti e promuovere, consensualmente, la crescita culturale nel settore. CONCLUSIONI: L’attivazione di un’apposita commissione dipartimentale può soddisfare, in sintesi, le esigenze di rispettare i tempi stretti imposti dalla legge regionale e garantire la qualità complessiva dell’attività prestata dagli operatori del Dipartimento di Prevenzione.

ATTIVAZIONE DELLO SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITà PRODUTTIVE IN SARDEGNA: PROPOSTA DI UN MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELEL FUNZIONI NELL’AMBITO DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE / Masia P.; Masia M.D.; Congiu M.; Delogu M.R.; Corrias G.A.; Mura I.; Azara A.. - (2009), pp. 526-526. ((Intervento presentato al convegno XI Conferenza Nazionale di Sanità pubblica: Prevenzione e Sanità Pubblica. Modelli organizzativi e buone pratiche. tenutosi a Napoli nel 15-17 ottobre 2009.

ATTIVAZIONE DELLO SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITà PRODUTTIVE IN SARDEGNA: PROPOSTA DI UN MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELEL FUNZIONI NELL’AMBITO DEL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE.

Masia P.;MASIA, Maria Dolores;AZARA, Antonio Alfredo
2009

Abstract

OBIETTIVI: Lo Sportello Unico per le Attività Produttive, istituito circa 10 anni fa in ogni comune per semplificare l’iter amministrativo per l’avvio o la ristrutturazione di attività produttive, è uno strumento fondamentale per garantire all’utente un unico interlocutore di processo e risposte rapide e coerenti da parte dei soggetti pubblici coinvolti. Con la LR 3/08, la Regione Sardegna introduce tempi più stringenti e indicazioni vincolanti per le pubbliche amministrazioni competenti. Questo lavoro propone una soluzione operativa finalizzata all’integrazione dei Servizi di Prevenzione delle ASL all’atto della valutazione delle istanze, a garanzia di riscontri chiari e univoci per l’utente. MATERIALI: Basato sul DLgs 81/08, il lavoro considera, oltre ai regolamenti locali di igiene, le prassi nazionali relative: a) alla valutazione delle attività produttive prossime all’avvio o all’adozione di rilevanti mutamenti strutturali e organizzativi, b) alla composizione, in sede dipartimentale, della risposta destinata all’utente. In particolare, si propone un assetto organizzativo che salvaguardi l’esigenza di abbreviare i tempi di risposta, considerando che la presentazione allo Sportello comunale della dichiarazione autocertificativa sugli aspetti edilizi, urbanistici, igienico-sanitari, igienico-lavorativi e di sicurezza dà diritto al richiedente, decorsi 20 giorni, di avviare subito l’intervento (LR 3/08). RIASSUNTO: L’attivazione di un’apposita commissione dipartimentale può garantire diversi vantaggi: 1) possibilità di ridurre i tempi del procedimento; 2) coerenza reciproca di atti scritti posti in capo a Servizi diversi ma riguardanti parametri e strutture in parte o in tutto coincidenti; 3) possibilità di definire congiuntamente i passaggi più delicati di un atto, anche quando il riscontro atteso passi, ex lege, per un solo Servizio, o di procedere congiuntamente alla prevista verifica di conformità della dichiarazione autocertificativa; 4) opportunità di: a) diffondere conoscenze di dettaglio all’interno del Dipartimento; b) uniformare, compatibilmente con le specificità di Servizio, principi applicativi e prassi; c) costruire un archivio dipartimentale dei casi, fonte di informazioni e anagrafe del territorio produttivo locale; d) predisporre linee di indirizzo per utenti e progettisti e promuovere, consensualmente, la crescita culturale nel settore. CONCLUSIONI: L’attivazione di un’apposita commissione dipartimentale può soddisfare, in sintesi, le esigenze di rispettare i tempi stretti imposti dalla legge regionale e garantire la qualità complessiva dell’attività prestata dagli operatori del Dipartimento di Prevenzione.
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