Premessa: Il più importante focolaio di ebola della storia è cominciato nel dicembre 2013. Dall’inizio dell’epidemia sono stati registrati ufficialmente 28141 casi che hanno determinato 11291 decessi (40,3%). I Paesi maggiormente interessati dall’epidemia sono stati la Guinea, la Sierra Leone e la Liberia. Nel mondo Occidentale si sono registrati 7 casi di infezione diagnosticata sul territorio: 4 negli USA (3 a Dallas ed 1 a New York), 1 in Spagna (Madrid), 1 negli UK (Glasgow) e 1 in Italia (Sassari). Di questi, solo 4 avevano contratto l'infezione in Africa e successivamente hanno sviluppato la malattia nel paese d'origine (il primo caso di Dallas, e i casi di New York, Glasgow e Sassari). Gli altri 2 pazienti di Dallas e il caso spagnolo erano operatori sanitari che hanno contratto l'infezione nell'ospedale in cui erano stati ricoverati i pazienti che si erano ammalati in Africa ed erano stati successivamente rimpatriati. Dal 20 Luglio l’Italia non è più considerato Paese a rischio di trasmissione EDV, dopo che sono trascorsi 42 giorni dalla sieronegatività e dalla dimissione del primo e unico paziente. Obiettivo: Si ritiene utile informare la comunità scientifica su quanto accaduto nella UOC di Malattie Infettive a Sassari, nell'approccio pratico alla Malattia da Ebola Virus. Risultati: Il 7 maggio 2015 l'operatore sanitario di 37 anni rientrava a Sassari, dopo una lunga permanenza in Sierra Leone per motivi umanitari. La notte del 10 maggio 2015 l'infermiere riferiva la comparsa di cefalea, astenia, artromialgie diffuse e iperpiressia. La mattina del giorno seguente, dopo essersi isolato nella sua camera, evitando ogni contatto, veniva trasferito all'UOC di Malattie infettive. Il personale sanitario durante le 19 ore della degenza, prima del trasferimento all'Istituto “Lazzaro Spallanzani”, hanno provveduto, secondo protocollo operativo fornito dalla OMS, alla gestione delle esigenze sanitarie. Nessuno delle 19 persone (familiari, operatori del 118, medici e infermieri dell'UOC di Malattie Infettive e tecnici del Laboratorio) che, in via precauzionale, sono state quotidianamente monitorate per 21 giorni dall'Istituto di Igiene Pubblica di Sassari, ha presentato sintomi adducibili ad un eventuale contagio. Conclusioni: L'analisi dell'unico caso di Ebola Virus Disease diagnosticato in Italia ha messo in evidenza alcune criticità operative gestionali. Il dibattito, sulla base dell'esperienza descritta, potrebbe servire da spunto al fine di migliorare i protocolli operativi di tutti i centri che, nel territorio italiano, sono coinvolti nella gestione di un eventuale contatto.

EBOLA VIRUS DISEASE: GESTIONE DEL CASO NELL’UOC MALATTIE INFETTIVE A SASSARI / Bertoli, G; Mannazzu, M; Madeddu, Giordano; Are, R; Muredda, A; Lovigu, C; Calia, G; Maida, I; Babudieri, Sergio; Mura, Ms. - (2015), pp. 426-426. ((Intervento presentato al convegno XIV Congresso Nazionale SIMIT tenutosi a Catania nel 8-11 Novembre 2015.

EBOLA VIRUS DISEASE: GESTIONE DEL CASO NELL’UOC MALATTIE INFETTIVE A SASSARI

MADEDDU, Giordano;BABUDIERI, Sergio;
2015

Abstract

Premessa: Il più importante focolaio di ebola della storia è cominciato nel dicembre 2013. Dall’inizio dell’epidemia sono stati registrati ufficialmente 28141 casi che hanno determinato 11291 decessi (40,3%). I Paesi maggiormente interessati dall’epidemia sono stati la Guinea, la Sierra Leone e la Liberia. Nel mondo Occidentale si sono registrati 7 casi di infezione diagnosticata sul territorio: 4 negli USA (3 a Dallas ed 1 a New York), 1 in Spagna (Madrid), 1 negli UK (Glasgow) e 1 in Italia (Sassari). Di questi, solo 4 avevano contratto l'infezione in Africa e successivamente hanno sviluppato la malattia nel paese d'origine (il primo caso di Dallas, e i casi di New York, Glasgow e Sassari). Gli altri 2 pazienti di Dallas e il caso spagnolo erano operatori sanitari che hanno contratto l'infezione nell'ospedale in cui erano stati ricoverati i pazienti che si erano ammalati in Africa ed erano stati successivamente rimpatriati. Dal 20 Luglio l’Italia non è più considerato Paese a rischio di trasmissione EDV, dopo che sono trascorsi 42 giorni dalla sieronegatività e dalla dimissione del primo e unico paziente. Obiettivo: Si ritiene utile informare la comunità scientifica su quanto accaduto nella UOC di Malattie Infettive a Sassari, nell'approccio pratico alla Malattia da Ebola Virus. Risultati: Il 7 maggio 2015 l'operatore sanitario di 37 anni rientrava a Sassari, dopo una lunga permanenza in Sierra Leone per motivi umanitari. La notte del 10 maggio 2015 l'infermiere riferiva la comparsa di cefalea, astenia, artromialgie diffuse e iperpiressia. La mattina del giorno seguente, dopo essersi isolato nella sua camera, evitando ogni contatto, veniva trasferito all'UOC di Malattie infettive. Il personale sanitario durante le 19 ore della degenza, prima del trasferimento all'Istituto “Lazzaro Spallanzani”, hanno provveduto, secondo protocollo operativo fornito dalla OMS, alla gestione delle esigenze sanitarie. Nessuno delle 19 persone (familiari, operatori del 118, medici e infermieri dell'UOC di Malattie Infettive e tecnici del Laboratorio) che, in via precauzionale, sono state quotidianamente monitorate per 21 giorni dall'Istituto di Igiene Pubblica di Sassari, ha presentato sintomi adducibili ad un eventuale contagio. Conclusioni: L'analisi dell'unico caso di Ebola Virus Disease diagnosticato in Italia ha messo in evidenza alcune criticità operative gestionali. Il dibattito, sulla base dell'esperienza descritta, potrebbe servire da spunto al fine di migliorare i protocolli operativi di tutti i centri che, nel territorio italiano, sono coinvolti nella gestione di un eventuale contatto.
EBOLA VIRUS DISEASE: GESTIONE DEL CASO NELL’UOC MALATTIE INFETTIVE A SASSARI / Bertoli, G; Mannazzu, M; Madeddu, Giordano; Are, R; Muredda, A; Lovigu, C; Calia, G; Maida, I; Babudieri, Sergio; Mura, Ms. - (2015), pp. 426-426. ((Intervento presentato al convegno XIV Congresso Nazionale SIMIT tenutosi a Catania nel 8-11 Novembre 2015.
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