MONITORAGGIO DELLA LEGIONELLA IN AMBIENTI NOSOCOMIALI. SPERIMENTAZIONE DI UN NUOVO METODO DI BONIFICA. E. Muresu 1; G.M. Deriu 2; S. Bellu 2; I. Mura 1; P. Locurto 1; A. Maida 1; A. Azara 1 1 Dipartimento di Scienze Biomediche – Sezione di Igiene e Medicina Preventiva 2 Unità Operativa Complessa di Igiene e medicina Preventiva – Azienda Osp. –Univ. di Sassari Introduzione: Gli ospedali sono ambienti particolarmente a rischio per l’acquisizione dell’infezione da Legionella; in tali contesti, secondo gli ultimi dati ufficiali nazionali, la frequenza di casi nosocomiali notificati è del 5,3% ma la letalità raggiunge tassi assai più elevati (28,6%) rispetto ai casi comunitari (12,6%). Aspetti strutturali e condizioni d’uso, quali tubazioni spesso compromesse, presenza di biofilm e temperatura dell’acqua calda mantenuta a valori di circa 48oC per evitare ustioni ai pazienti, sono alcune delle condizioni favorenti la replicazione del microrganismo. Nell’ambito delle numerose misure di prevenzione per la riduzione del rischio correlato all’infezione sono comprese varie metodiche di disinfezione che, pur risultando efficaci come interventi puntuali, non garantiscono continuità di azione e, frequentemente, si assiste ad una ricolonizzazione dei circuiti idrici. Obiettivi: In questo contesto, lo studio si prefigge di verificare l’efficacia di un nuovo metodo di prevenzione del rischio basato sulla riduzione della concentrazione di Legionelle presenti nei circuiti idrici di alcune strutture sanitarie di ricovero. Metodi: A tal fine è stato adottato un dispositivo (Quantum Hospital Freebioenergy - QHFBE) che, operando con onde elettromagnetiche, è in grado di creare una sfera volumetrica di 60 m di raggio all’interno del quale migliora l’acqua corrente degli impianti idrici aumentandone la superficie interna e diminuendo la tensione superficiale di circa il 20%; lo strumento, attraverso una ionizzazione negativa dell’acqua, è in grado di trasformare fisicamente il calcare (CaCo3) in una forma allotropica che riduce notevolmente le nuove incrostazioni degli impianti termoidraulici ripulendo, nel giro di alcune settimane, anche le vecchie incrostazioni. Il Servizio di Igiene Ospedaliera dell’U.O.C. di Igiene e Medicina Preventiva ha provveduto a dislocare tale dispositivo in un punto ritenuto significativo della complessa rete idrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari articolata in padiglioni; nell’ambito del raggio di azione del dispositivo sono stati identificati tre punti di prelievo e si è proceduto (attraverso una sequenza di tre campionamenti) ad una caratterizzazione dell’acqua prima dell’applicazione del dispositivo (tempo 0) e, successivamente, dopo l’inizio del trattamento sono stati eseguiti campionamenti con frequenza mensile per circa un anno (tra il 2013 e il 2014). Le fasi del prelievo, trasporto e conservazione del campione sono state eseguite seguendo le metodiche previste dalle normative vigenti in materia (Linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi del 2000, 2005 e del DL 81/08); la ricerca del microrganismo è stata effettuata in conformità a quanto previsto dalla norma ISO 11731/1998, che prevede le seguenti fasi: filtrazione, trattamento di decontaminazione, semina e incubazione, identificazione e determinazione della carica microbica. Per facilitare la rilevazione e gestione delle informazioni acquisite è stata predisposta una specifica scheda di raccolta dati che riporta le variabili ambientali riscontrate durante il campionamento ed i risultati ottenuti attraverso le indagini di laboratorio effettuate. Risultati: I risultati preliminari dell’indagine hanno permesso di ricontrare una percentuale di abbattimento di Legionella compresa tra il 37 ed il 60% dei casi; infatti, come previsto, i risultati del primo campionamento hanno evidenziato un incremento del numero di Unità Formanti Colonie di Legionella, peraltro ampiamente ridotto o addirittura azzerato nei successivi campionamenti. Si è riscontrata anche una rilevante diminuzione della carica batterica totale a 37° C (– 33,3%). In particolare i risultati ottenuti sono ottimi in due dei tre punti di prelievo predisposti dove, la carica di Legionelle, eccetto il primo campionamento, è sempre risultata inferiore alle 100 UFC/L; in un terzo punto di campionamento, invece, gravato da condizioni strutturali assai particolari e un ridottissimo flusso idrico, pur rilevando una notevole percentuale di abbattimento (compresa tra il 27,8 ed il 52,3%), permangono cariche intorno alle 4,5x103 UFC/L. L. pneumophila sierotipo 1 era presente nella maggior parte dei campioni risultati positivi, in minor misura L. pneumophila sierotipo 2-14. Conclusioni: Nell’ambito di un più ampio processo di Water Safety Plan in corso presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Sassari, nelle more di ampliare l’osservazione ad un maggior numero di campionamenti e punti di prelievo, i risultati preliminari sono assai incoraggianti e si ritiene che, se abbinati alle classiche procedure di prevenzione (es. shock termico, iperclorazione shock, ed altri) possano addivenire a ridurre notevolmente la presenza di Legionelle ed il correlato rischio di infezione.

MONITORAGGIO DELLA LEGIONELLA IN AMBIENTI NOSOCOMIALI. SPERIMENTAZIONE DI UN NUOVO METODO DI BONIFICA / E., Muresu; Gm, Deriu; S., Bellu; I., Mura; P., Locurto; A., Maida; Azara, Antonio Alfredo. - (2014), pp. 65-66. ((Intervento presentato al convegno Atti 47° Congresso Nazionale S.It.I., Riccione, 1-4 Ottobre 2014 tenutosi a Riccione nel 1-4 Ottobre 2014.

MONITORAGGIO DELLA LEGIONELLA IN AMBIENTI NOSOCOMIALI. SPERIMENTAZIONE DI UN NUOVO METODO DI BONIFICA.

E. Muresu;AZARA, Antonio Alfredo
Writing – Review & Editing
2014

Abstract

MONITORAGGIO DELLA LEGIONELLA IN AMBIENTI NOSOCOMIALI. SPERIMENTAZIONE DI UN NUOVO METODO DI BONIFICA. E. Muresu 1; G.M. Deriu 2; S. Bellu 2; I. Mura 1; P. Locurto 1; A. Maida 1; A. Azara 1 1 Dipartimento di Scienze Biomediche – Sezione di Igiene e Medicina Preventiva 2 Unità Operativa Complessa di Igiene e medicina Preventiva – Azienda Osp. –Univ. di Sassari Introduzione: Gli ospedali sono ambienti particolarmente a rischio per l’acquisizione dell’infezione da Legionella; in tali contesti, secondo gli ultimi dati ufficiali nazionali, la frequenza di casi nosocomiali notificati è del 5,3% ma la letalità raggiunge tassi assai più elevati (28,6%) rispetto ai casi comunitari (12,6%). Aspetti strutturali e condizioni d’uso, quali tubazioni spesso compromesse, presenza di biofilm e temperatura dell’acqua calda mantenuta a valori di circa 48oC per evitare ustioni ai pazienti, sono alcune delle condizioni favorenti la replicazione del microrganismo. Nell’ambito delle numerose misure di prevenzione per la riduzione del rischio correlato all’infezione sono comprese varie metodiche di disinfezione che, pur risultando efficaci come interventi puntuali, non garantiscono continuità di azione e, frequentemente, si assiste ad una ricolonizzazione dei circuiti idrici. Obiettivi: In questo contesto, lo studio si prefigge di verificare l’efficacia di un nuovo metodo di prevenzione del rischio basato sulla riduzione della concentrazione di Legionelle presenti nei circuiti idrici di alcune strutture sanitarie di ricovero. Metodi: A tal fine è stato adottato un dispositivo (Quantum Hospital Freebioenergy - QHFBE) che, operando con onde elettromagnetiche, è in grado di creare una sfera volumetrica di 60 m di raggio all’interno del quale migliora l’acqua corrente degli impianti idrici aumentandone la superficie interna e diminuendo la tensione superficiale di circa il 20%; lo strumento, attraverso una ionizzazione negativa dell’acqua, è in grado di trasformare fisicamente il calcare (CaCo3) in una forma allotropica che riduce notevolmente le nuove incrostazioni degli impianti termoidraulici ripulendo, nel giro di alcune settimane, anche le vecchie incrostazioni. Il Servizio di Igiene Ospedaliera dell’U.O.C. di Igiene e Medicina Preventiva ha provveduto a dislocare tale dispositivo in un punto ritenuto significativo della complessa rete idrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari articolata in padiglioni; nell’ambito del raggio di azione del dispositivo sono stati identificati tre punti di prelievo e si è proceduto (attraverso una sequenza di tre campionamenti) ad una caratterizzazione dell’acqua prima dell’applicazione del dispositivo (tempo 0) e, successivamente, dopo l’inizio del trattamento sono stati eseguiti campionamenti con frequenza mensile per circa un anno (tra il 2013 e il 2014). Le fasi del prelievo, trasporto e conservazione del campione sono state eseguite seguendo le metodiche previste dalle normative vigenti in materia (Linee guida per la prevenzione ed il controllo della Legionellosi del 2000, 2005 e del DL 81/08); la ricerca del microrganismo è stata effettuata in conformità a quanto previsto dalla norma ISO 11731/1998, che prevede le seguenti fasi: filtrazione, trattamento di decontaminazione, semina e incubazione, identificazione e determinazione della carica microbica. Per facilitare la rilevazione e gestione delle informazioni acquisite è stata predisposta una specifica scheda di raccolta dati che riporta le variabili ambientali riscontrate durante il campionamento ed i risultati ottenuti attraverso le indagini di laboratorio effettuate. Risultati: I risultati preliminari dell’indagine hanno permesso di ricontrare una percentuale di abbattimento di Legionella compresa tra il 37 ed il 60% dei casi; infatti, come previsto, i risultati del primo campionamento hanno evidenziato un incremento del numero di Unità Formanti Colonie di Legionella, peraltro ampiamente ridotto o addirittura azzerato nei successivi campionamenti. Si è riscontrata anche una rilevante diminuzione della carica batterica totale a 37° C (– 33,3%). In particolare i risultati ottenuti sono ottimi in due dei tre punti di prelievo predisposti dove, la carica di Legionelle, eccetto il primo campionamento, è sempre risultata inferiore alle 100 UFC/L; in un terzo punto di campionamento, invece, gravato da condizioni strutturali assai particolari e un ridottissimo flusso idrico, pur rilevando una notevole percentuale di abbattimento (compresa tra il 27,8 ed il 52,3%), permangono cariche intorno alle 4,5x103 UFC/L. L. pneumophila sierotipo 1 era presente nella maggior parte dei campioni risultati positivi, in minor misura L. pneumophila sierotipo 2-14. Conclusioni: Nell’ambito di un più ampio processo di Water Safety Plan in corso presso l’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Sassari, nelle more di ampliare l’osservazione ad un maggior numero di campionamenti e punti di prelievo, i risultati preliminari sono assai incoraggianti e si ritiene che, se abbinati alle classiche procedure di prevenzione (es. shock termico, iperclorazione shock, ed altri) possano addivenire a ridurre notevolmente la presenza di Legionelle ed il correlato rischio di infezione.
MONITORAGGIO DELLA LEGIONELLA IN AMBIENTI NOSOCOMIALI. SPERIMENTAZIONE DI UN NUOVO METODO DI BONIFICA / E., Muresu; Gm, Deriu; S., Bellu; I., Mura; P., Locurto; A., Maida; Azara, Antonio Alfredo. - (2014), pp. 65-66. ((Intervento presentato al convegno Atti 47° Congresso Nazionale S.It.I., Riccione, 1-4 Ottobre 2014 tenutosi a Riccione nel 1-4 Ottobre 2014.
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