Analisi della distribuzione dei centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica nelle Regioni italiane E. Manca1; I. Mura2 ; A. Azara2; V. Cotza 2 ; M. A. Pes 3 1 Direzione Medica P.O. Alghero, Asl di Sassari 2 Dipartimento Scienze Biomediche, Sez. Igiene e Medicina Preventiva - Università degli Studi di Sassari 3Direzione Medica di Presidio, Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari Parole chiave:Chirurgia oncologica, Federalismo, Equità Introduzione: In risposta all’esigenza dei malati di cancro di identificare le strutture specializzate nella diagnosi e cura dei tumori e loro relative prestazioni, il Ministero della Salute ha reso accessibile l’Oncoguida (oncoguida.it), nata da un progetto dell’AIOM e dell’ISS in collaborazione con la SICO e la Direzione del SIS del Ministero. L’analisi della distribuzione geografica dell’offerta di prestazioni chirurgiche per i principali tumori (colon retto, mammella, polmone, utero, prostata, vescica e v.u.) e degli ospedali identificati come “centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica”, contrassegnati con un “pallino verde” a garanzia di affidabilità e adeguato standard assistenziale (in funzione di un elevato numero di casi trattati, definito dal superamento di uno specifico cut-off) può essere utile a valutare l’equità nell’accesso ai Lea. Contenuti: Utilizzando le informazioni per singola Regione e per singola struttura di ricovero presenti in Oncoguida è stato strutturato un database contenente i volumi di attività chirurgica per singolo tumore. I dati relativi ai casi trattati, al numero di strutture complessive e al numero dei centri contrassegnati con un pallino “verde” per ogni regione, sinonimo di affidabilità, sono stati rapportati alla popolazione residente. Sono stati quindi identificati gli ospedali che presentano il “pallino verde” di affidabilità per tutti i tumori precedentemente citati. Per il tumore della mammella, a fronte di una media nazionale del 21, 20% di “centri ad alta attività” rispetto al totale degli ospedali con casistica nel tumore considerato (191 su 901), è stata riscontrata una forte variabilità geografica, con alcune regioni ampiamente sotto la media (Calabria 5,71%, Campania 7,92%, Sicilia 10,75%) ; sopra la media Toscana, Emilia Romagna,Veneto (31,91%, 33,90%, 40%) e le altre regioni del nord eccetto P.A. di Trento (12,50%). Una variabilità sovrapponibile è stata riscontrata per i tumori del colon retto (media nazionale di centri “affidabili” sul totale 19,25%) con valori minimi in Calabria, Abruzzo, Campania e Sicilia (4,17%, 6,67%, 6,80%, 7,21%) e valori massimi in Toscana, Umbria, Liguria, Friuli (30,77, 28,57, 36,36, 38,89). Per i tumori del polmone si rileva il 13,49% di centri “affidabili”con valori minimi per Calabria e Sardegna (5 e 7,69%) e massimi in Liguria e Puglia (33,33 e 23,33%) Anche in rapporto alla popolazione residente la disponibilità di “centri ad alto volume di attività” (media nazionale mammella 1/317.000 abitanti, colon retto 1/312. 000 abitanti, polmone 1/664.000 abitanti, prostata 1/452.000 abitanti, utero 1/452.000 abitanti, vescica e v. u. 1/152.000) varia considerevolmente: la disponibilità minima si registra per la mammella in Calabria (1/1000.000), in Campania (1/729.000), seguite da Sicilia, Sardegna e P.A. di Trento (meno di 1/500.000), Abruzzo, Puglia, Lazio (1/336.000), mentre tutte le altre regioni sono sopra la media (1/269.000 abitanti in Liguria 1/226.000 in Umbria, 1/221.000 in Emilia Romagna, 1/197.000 in Veneto. Calabria e Sicilia registrano la disponibilità minima per i tumori dell’utero e della prostata, seguiti da Sardegna e Campania. Conclusioni: I risultati hanno messo in evidenza una distribuzione geografica dei centri ad alto volume di attività chirurgica oncologica molto disomogenea, con un marcato “gradiente” Nord-Sud: su 27 centri a livello nazionale che offrono contemporaneamente prestazioni per i sei tumori esaminati, 5 sono dislocati in Emilia Romagna, 4 in Lombardia, 3 in Veneto, 2 in Toscana, 2 in Umbria, 1 in Piemonte, 1 in Liguria, 1 nel Friuli Venezia Giulia, 1 nella Provincia di Bolzano. Solo 7 centri sono presenti nel centro-sud-isole (3 a Roma, 1 in Campania, 2 in Puglia, 1 in Sardegna). Lo studio conferma la diversa capacità delle Regioni di garantire ai propri cittadini l’accesso a prestazioni qualificate di chirurgia oncologica e la necessità di rivedere la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, al fine di garantire pari opportunità nella tutela della salute sancita dall’art. 32 della Costituzione.

ANALISI DELLA DISTRIBUZIONE DEI CENTRI AD ALTO VOLUME DI ATTIVITA' CHIRURGICA ONCOLOGICA NELLE REGIONI ITALIANE / Manca E; Mura L; Azara A.; Cotza V.; Pes MA. - (2014). ((Intervento presentato al convegno Atti 40° Congresso Nazionale ANMDO, 15-17 Ottobre 2014, Napoli. tenutosi a Napoli nel 14-17 Ottobre 2014.

ANALISI DELLA DISTRIBUZIONE DEI CENTRI AD ALTO VOLUME DI ATTIVITA' CHIRURGICA ONCOLOGICA NELLE REGIONI ITALIANE.

AZARA, Antonio Alfredo;
2014

Abstract

Analisi della distribuzione dei centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica nelle Regioni italiane E. Manca1; I. Mura2 ; A. Azara2; V. Cotza 2 ; M. A. Pes 3 1 Direzione Medica P.O. Alghero, Asl di Sassari 2 Dipartimento Scienze Biomediche, Sez. Igiene e Medicina Preventiva - Università degli Studi di Sassari 3Direzione Medica di Presidio, Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari Parole chiave:Chirurgia oncologica, Federalismo, Equità Introduzione: In risposta all’esigenza dei malati di cancro di identificare le strutture specializzate nella diagnosi e cura dei tumori e loro relative prestazioni, il Ministero della Salute ha reso accessibile l’Oncoguida (oncoguida.it), nata da un progetto dell’AIOM e dell’ISS in collaborazione con la SICO e la Direzione del SIS del Ministero. L’analisi della distribuzione geografica dell’offerta di prestazioni chirurgiche per i principali tumori (colon retto, mammella, polmone, utero, prostata, vescica e v.u.) e degli ospedali identificati come “centri ad alto volume di attività di chirurgia oncologica”, contrassegnati con un “pallino verde” a garanzia di affidabilità e adeguato standard assistenziale (in funzione di un elevato numero di casi trattati, definito dal superamento di uno specifico cut-off) può essere utile a valutare l’equità nell’accesso ai Lea. Contenuti: Utilizzando le informazioni per singola Regione e per singola struttura di ricovero presenti in Oncoguida è stato strutturato un database contenente i volumi di attività chirurgica per singolo tumore. I dati relativi ai casi trattati, al numero di strutture complessive e al numero dei centri contrassegnati con un pallino “verde” per ogni regione, sinonimo di affidabilità, sono stati rapportati alla popolazione residente. Sono stati quindi identificati gli ospedali che presentano il “pallino verde” di affidabilità per tutti i tumori precedentemente citati. Per il tumore della mammella, a fronte di una media nazionale del 21, 20% di “centri ad alta attività” rispetto al totale degli ospedali con casistica nel tumore considerato (191 su 901), è stata riscontrata una forte variabilità geografica, con alcune regioni ampiamente sotto la media (Calabria 5,71%, Campania 7,92%, Sicilia 10,75%) ; sopra la media Toscana, Emilia Romagna,Veneto (31,91%, 33,90%, 40%) e le altre regioni del nord eccetto P.A. di Trento (12,50%). Una variabilità sovrapponibile è stata riscontrata per i tumori del colon retto (media nazionale di centri “affidabili” sul totale 19,25%) con valori minimi in Calabria, Abruzzo, Campania e Sicilia (4,17%, 6,67%, 6,80%, 7,21%) e valori massimi in Toscana, Umbria, Liguria, Friuli (30,77, 28,57, 36,36, 38,89). Per i tumori del polmone si rileva il 13,49% di centri “affidabili”con valori minimi per Calabria e Sardegna (5 e 7,69%) e massimi in Liguria e Puglia (33,33 e 23,33%) Anche in rapporto alla popolazione residente la disponibilità di “centri ad alto volume di attività” (media nazionale mammella 1/317.000 abitanti, colon retto 1/312. 000 abitanti, polmone 1/664.000 abitanti, prostata 1/452.000 abitanti, utero 1/452.000 abitanti, vescica e v. u. 1/152.000) varia considerevolmente: la disponibilità minima si registra per la mammella in Calabria (1/1000.000), in Campania (1/729.000), seguite da Sicilia, Sardegna e P.A. di Trento (meno di 1/500.000), Abruzzo, Puglia, Lazio (1/336.000), mentre tutte le altre regioni sono sopra la media (1/269.000 abitanti in Liguria 1/226.000 in Umbria, 1/221.000 in Emilia Romagna, 1/197.000 in Veneto. Calabria e Sicilia registrano la disponibilità minima per i tumori dell’utero e della prostata, seguiti da Sardegna e Campania. Conclusioni: I risultati hanno messo in evidenza una distribuzione geografica dei centri ad alto volume di attività chirurgica oncologica molto disomogenea, con un marcato “gradiente” Nord-Sud: su 27 centri a livello nazionale che offrono contemporaneamente prestazioni per i sei tumori esaminati, 5 sono dislocati in Emilia Romagna, 4 in Lombardia, 3 in Veneto, 2 in Toscana, 2 in Umbria, 1 in Piemonte, 1 in Liguria, 1 nel Friuli Venezia Giulia, 1 nella Provincia di Bolzano. Solo 7 centri sono presenti nel centro-sud-isole (3 a Roma, 1 in Campania, 2 in Puglia, 1 in Sardegna). Lo studio conferma la diversa capacità delle Regioni di garantire ai propri cittadini l’accesso a prestazioni qualificate di chirurgia oncologica e la necessità di rivedere la ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni, al fine di garantire pari opportunità nella tutela della salute sancita dall’art. 32 della Costituzione.
ANALISI DELLA DISTRIBUZIONE DEI CENTRI AD ALTO VOLUME DI ATTIVITA' CHIRURGICA ONCOLOGICA NELLE REGIONI ITALIANE / Manca E; Mura L; Azara A.; Cotza V.; Pes MA. - (2014). ((Intervento presentato al convegno Atti 40° Congresso Nazionale ANMDO, 15-17 Ottobre 2014, Napoli. tenutosi a Napoli nel 14-17 Ottobre 2014.
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