Introduzione S. marcescens è un patogeno opportunista appartenente alla famiglia delle Enterobacterales responsabile di infezioni nosocomiali in contesti ad alta intensità assistenziale come la Terapia Intensiva Neonatale (TIN). In tale setting, l’agente patogeno è stato associato a un ampio spettro di quadri clinici: polmoniti, infezioni tratto urinario, sepsi e meningiti. Pur non essendo parte della flora intestinale precoce dei neonati prematuri, il suo isolamento fecale è comune in seguito a colonizzazione esogena, rendendo i pazienti potenziali sorgenti di trasmissione nosocomiale. Outbreak ripetuti sollevano interrogativi importanti sulla trasmissione, sulla capacità di contenimento e sull’efficacia delle indagini epidemiologiche. Metodi È stato condotto uno studio descrittivo retrospettivo con l’obiettivo di analizzare caratteristiche epidemiologiche, dinamiche di trasmissione e efficacia delle misure di controllo adottate in occasione di 5 outbreak da S.marcescens verificatisi nella TIN della Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari tra settembre 2023 e marzo 2025. Gli eventi hanno coinvolto 19 pazienti e richiesto il coordinamento del Gruppo Operativo (GO) del Comitato Infezioni Correlate all’Assistenza. Per ogni outbreak, il GO ha raccolto e analizzato dati clinici, microbiologici e ambientali. Le attività hanno incluso tracciamento dei contatti, audit sulle pratiche assistenziali, campionamenti ambientali mirati e analisi temporale dei casi. Un protocollo di sorveglianza attiva ha previsto l’esecuzione di tamponi faringei e rettali ogni 48 ore su tutti i pazienti ricoverati, al fine di identificare precocemente colonizzazioni. In parallelo, sono stati effettuati campionamenti di superfici (es. incubatrici, lavabi, attrezzature medicali), punti di erogazione idrica, antisettici e disinfettanti. Risultati In tutti gli outbreak sono state implementate tempestivamente misure di contenimento, tra cui: coorte dedicata per neonati colonizzati o infetti e relativo personale sanitario; utilizzo esclusivo di presidi e dispositivi monouso; sanificazione intensiva delle aree ad alto contatto, con particolare attenzione a lavelli, rubinetti e incubatrici; formazione e sensibilizzazione del personale e dei caregiver; audit sulle pratiche assistenziali con feedback operativo immediato. Complessivamente sono stati sottoposti a sorveglianza microbiologica attiva 221 neonati, con l’esecuzione di 1.057 tamponi. Sono stati inoltre analizzati 37 campioni da superfici, 6 campioni d'acqua, 3 di antisettici e 1 di salviette disinfettanti. In un’occasione, è stato identificato un possibile serbatoio ambientale costituito dagli scarichi di due lavandini, coerentemente con quanto riportato in letteratura circa il ruolo dei sistemi idrici nella persistenza ambientale di S. marcescens. Negli altri casi, le criticità hanno riguardato prevalentemente le pratiche assistenziali. Discussione Lo studio evidenzia come una gestione multidimensionale e dinamica degli outbreak sia cruciale per rafforzare la resilienza delle TIN nei confronti di patogeni opportunisti ad alta trasmissibilità Infatti, l’identificazione precoce dei pazienti colonizzati, l’attivazione immediata delle misure di contenimento e la ricerca sistematica delle potenziali fonti ambientali si sono dimostrate strategie efficaci per interrompere le catene di trasmissione. Sono attualmente in corso analisi genomiche comparative dei ceppi clinici e ambientali per chiarire potenziali correlazioni filogenetiche e tracciare con maggiore precisione le vie di diffusione. Conclusioni L’analisi strutturata e comparativa di outbreak ripetuti rappresenta uno strumento cruciale per identificare pattern ricorrenti di rischio e vulnerabilità strutturali; rafforzare i programmi di sorveglianza tramite indicatori di allerta precoce personalizzati; aggiornare protocolli di prevenzione basati su evidenze locali e affinare le strategie di contenimento con interventi mirati e tempestivi. Tale approccio risulta particolarmente rilevante nelle TIN, dove la fragilità dei pazienti impone standard elevati di vigilanza, reattività e controllo.

Outbreak ricorrenti da Serratia marcescens in terapia intensiva neonatale: analisi epidemiologica e strategie di contenimento / Deriu, G. M.; Soddu, S.; Balzano, E.; D’Avino, C.; Mulas, I.; Arghittu, A.; Palmieri, A.; Castiglia, P.. - 15:3(2025), pp. 88-89. ( Conferenza Nazionale Simpios Università degli Studi del Molise, Campobasso 13-14 Ottobre 2025).

Outbreak ricorrenti da Serratia marcescens in terapia intensiva neonatale: analisi epidemiologica e strategie di contenimento

E. Balzano;P. Castiglia
2025-01-01

Abstract

Introduzione S. marcescens è un patogeno opportunista appartenente alla famiglia delle Enterobacterales responsabile di infezioni nosocomiali in contesti ad alta intensità assistenziale come la Terapia Intensiva Neonatale (TIN). In tale setting, l’agente patogeno è stato associato a un ampio spettro di quadri clinici: polmoniti, infezioni tratto urinario, sepsi e meningiti. Pur non essendo parte della flora intestinale precoce dei neonati prematuri, il suo isolamento fecale è comune in seguito a colonizzazione esogena, rendendo i pazienti potenziali sorgenti di trasmissione nosocomiale. Outbreak ripetuti sollevano interrogativi importanti sulla trasmissione, sulla capacità di contenimento e sull’efficacia delle indagini epidemiologiche. Metodi È stato condotto uno studio descrittivo retrospettivo con l’obiettivo di analizzare caratteristiche epidemiologiche, dinamiche di trasmissione e efficacia delle misure di controllo adottate in occasione di 5 outbreak da S.marcescens verificatisi nella TIN della Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari tra settembre 2023 e marzo 2025. Gli eventi hanno coinvolto 19 pazienti e richiesto il coordinamento del Gruppo Operativo (GO) del Comitato Infezioni Correlate all’Assistenza. Per ogni outbreak, il GO ha raccolto e analizzato dati clinici, microbiologici e ambientali. Le attività hanno incluso tracciamento dei contatti, audit sulle pratiche assistenziali, campionamenti ambientali mirati e analisi temporale dei casi. Un protocollo di sorveglianza attiva ha previsto l’esecuzione di tamponi faringei e rettali ogni 48 ore su tutti i pazienti ricoverati, al fine di identificare precocemente colonizzazioni. In parallelo, sono stati effettuati campionamenti di superfici (es. incubatrici, lavabi, attrezzature medicali), punti di erogazione idrica, antisettici e disinfettanti. Risultati In tutti gli outbreak sono state implementate tempestivamente misure di contenimento, tra cui: coorte dedicata per neonati colonizzati o infetti e relativo personale sanitario; utilizzo esclusivo di presidi e dispositivi monouso; sanificazione intensiva delle aree ad alto contatto, con particolare attenzione a lavelli, rubinetti e incubatrici; formazione e sensibilizzazione del personale e dei caregiver; audit sulle pratiche assistenziali con feedback operativo immediato. Complessivamente sono stati sottoposti a sorveglianza microbiologica attiva 221 neonati, con l’esecuzione di 1.057 tamponi. Sono stati inoltre analizzati 37 campioni da superfici, 6 campioni d'acqua, 3 di antisettici e 1 di salviette disinfettanti. In un’occasione, è stato identificato un possibile serbatoio ambientale costituito dagli scarichi di due lavandini, coerentemente con quanto riportato in letteratura circa il ruolo dei sistemi idrici nella persistenza ambientale di S. marcescens. Negli altri casi, le criticità hanno riguardato prevalentemente le pratiche assistenziali. Discussione Lo studio evidenzia come una gestione multidimensionale e dinamica degli outbreak sia cruciale per rafforzare la resilienza delle TIN nei confronti di patogeni opportunisti ad alta trasmissibilità Infatti, l’identificazione precoce dei pazienti colonizzati, l’attivazione immediata delle misure di contenimento e la ricerca sistematica delle potenziali fonti ambientali si sono dimostrate strategie efficaci per interrompere le catene di trasmissione. Sono attualmente in corso analisi genomiche comparative dei ceppi clinici e ambientali per chiarire potenziali correlazioni filogenetiche e tracciare con maggiore precisione le vie di diffusione. Conclusioni L’analisi strutturata e comparativa di outbreak ripetuti rappresenta uno strumento cruciale per identificare pattern ricorrenti di rischio e vulnerabilità strutturali; rafforzare i programmi di sorveglianza tramite indicatori di allerta precoce personalizzati; aggiornare protocolli di prevenzione basati su evidenze locali e affinare le strategie di contenimento con interventi mirati e tempestivi. Tale approccio risulta particolarmente rilevante nelle TIN, dove la fragilità dei pazienti impone standard elevati di vigilanza, reattività e controllo.
2025
Outbreak ricorrenti da Serratia marcescens in terapia intensiva neonatale: analisi epidemiologica e strategie di contenimento / Deriu, G. M.; Soddu, S.; Balzano, E.; D’Avino, C.; Mulas, I.; Arghittu, A.; Palmieri, A.; Castiglia, P.. - 15:3(2025), pp. 88-89. ( Conferenza Nazionale Simpios Università degli Studi del Molise, Campobasso 13-14 Ottobre 2025).
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