The reason distinguish the men from the other animals: by the reason the men learned to splinter stones and to manufacture computers, is elaborated techniques to manipulate the nature and complex forms of language. In his history he convinced himself that the reason, which was capable to explicate and resolve every thing, was the only one capable to give sense to his existence. The men also convinced himself that the best way to reap rewards of own capacity of reason was to exploit every resource of the nature in order to get the highest profit. So he invented a logical and epistemological paradigm of the rationality, instrumental to production and profit, leaving out what not follows this logic. Therefore not only the ancient explications of the nature, the myths and the magic, was irrational but also the peasant culture was irrational, with his rhythms so different from the rhythms of the industrial production. On the contrary, the place of the bigger degradation of the man, the great factory, was considered the highest expression of rationality. In this pages, the themes of marginality, of voluntary actions, of tradition are discussed as concrete expressions of acting, which have not their foundation on the economic rationality, but they are yet living and they have a fundamental role into the dynamics of the present society.

La ragione è la principale dote che distingue l’uomo dagli altri animali: in virtù di questa l’uomo ha imparato a scheggiare pietre ed a costruire computers, ha sviluppato le tecniche per manipolare la natura ed ha sviluppato forme complesse di linguaggio. Ad un certo punto della sua storia si è anche convinto che solo la ragione, capace di spiegare tutto e di risolvere tutto, poteva dare un senso alla sua esistenza. Si è anche convinto che il modo migliore e più naturale di mettere a frutto la sua capacità di ragionare fosse quello di sfruttare tutte le risorse della natura per trarne il massimo profitto. Così ha costruito un paradigma logico ed epistemologico della razionalità, strumentale alla produzione e al guadagno, tagliando fuori come irrazionale tutto ciò che non seguisse questa logica. Irrazionali erano quindi non solo le vecchie spiegazioni della natura, i miti, la magia, ma irrazionale era anche la cultura contadina, con i suoi ritmi così diversi da quelli della produzione industriale, mentre uno dei luoghi dove più si verificava l’abbrutimento dell’uomo, la grande fabbrica, diventava la manifestazione più tangibile della razionalità. I temi della marginalità, delle azioni volontarie, della tradizione vengono affrontati in queste pagine come manifestazioni concrete dell’agire, che pur non trovando nella razionalità economica il loro fondamento, sono tuttavia vivi e svolgono un ruolo fondamentale nelle dinamiche della società attuale

Dinamiche della razionalità / Fadda, Antonio. - (2002), pp. 127-127.

Dinamiche della razionalità

FADDA, Antonio
2002

Abstract

La ragione è la principale dote che distingue l’uomo dagli altri animali: in virtù di questa l’uomo ha imparato a scheggiare pietre ed a costruire computers, ha sviluppato le tecniche per manipolare la natura ed ha sviluppato forme complesse di linguaggio. Ad un certo punto della sua storia si è anche convinto che solo la ragione, capace di spiegare tutto e di risolvere tutto, poteva dare un senso alla sua esistenza. Si è anche convinto che il modo migliore e più naturale di mettere a frutto la sua capacità di ragionare fosse quello di sfruttare tutte le risorse della natura per trarne il massimo profitto. Così ha costruito un paradigma logico ed epistemologico della razionalità, strumentale alla produzione e al guadagno, tagliando fuori come irrazionale tutto ciò che non seguisse questa logica. Irrazionali erano quindi non solo le vecchie spiegazioni della natura, i miti, la magia, ma irrazionale era anche la cultura contadina, con i suoi ritmi così diversi da quelli della produzione industriale, mentre uno dei luoghi dove più si verificava l’abbrutimento dell’uomo, la grande fabbrica, diventava la manifestazione più tangibile della razionalità. I temi della marginalità, delle azioni volontarie, della tradizione vengono affrontati in queste pagine come manifestazioni concrete dell’agire, che pur non trovando nella razionalità economica il loro fondamento, sono tuttavia vivi e svolgono un ruolo fondamentale nelle dinamiche della società attuale
88-430-2469-8
The reason distinguish the men from the other animals: by the reason the men learned to splinter stones and to manufacture computers, is elaborated techniques to manipulate the nature and complex forms of language. In his history he convinced himself that the reason, which was capable to explicate and resolve every thing, was the only one capable to give sense to his existence. The men also convinced himself that the best way to reap rewards of own capacity of reason was to exploit every resource of the nature in order to get the highest profit. So he invented a logical and epistemological paradigm of the rationality, instrumental to production and profit, leaving out what not follows this logic. Therefore not only the ancient explications of the nature, the myths and the magic, was irrational but also the peasant culture was irrational, with his rhythms so different from the rhythms of the industrial production. On the contrary, the place of the bigger degradation of the man, the great factory, was considered the highest expression of rationality. In this pages, the themes of marginality, of voluntary actions, of tradition are discussed as concrete expressions of acting, which have not their foundation on the economic rationality, but they are yet living and they have a fundamental role into the dynamics of the present society.
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