Original forms of city/territory interdependence are enabling new urban experiences and languages to be acknowledged. Profound changes in contemporary life have allowed “obsolescent figurative elements” that had spread over the territory to become outdated. The emerging large-scale networks have placed the territory in the foreground again, highlighting a growing reference to its centrality in the project for space. The emerging territories indicate new geographies that are resistant to the hetero-directed models of the global economy, showing rootedness and “anchoring” action that render them unusual in terms of urban and environmental quality, and thus neither interchangeable nor transferable. The new city forms give a sense and role to other ambits, apart from those of the dense metropolises, territories that possess the feature of externity and offer new opportunities to the metropolis, though they are excluded from its spatial patterns and organising logic. The urban potential of the territory may be manifested via a process of recognition of the figurative and fruitional images whose convergence creates a “formative” city, a chance for re-orientation which will give back a sense of aim and belonging to the individual and the collectivity. To design the formative city means to favour potential already present in the context, improve the degree of social complexity and the possibilities of regeneration of interactive systems, clarify emerging innovative forms. The project is thus a process of plural interaction; it is flexible and adaptable, steering urban policies towards legitimisation and efficacy. The environmental orientation and social rootedness of transformative action make it possible to imagine multifarious expressions of the public sphere as a place of possible experiences of collective interaction, and as an opportunity for sharing common goods pertaining to city and territory.

Inedite forme di interdipendenza tra la città e il territorio consentono di riconoscere nuove esperienze e linguaggi dell’urbano. Profondi cambiamenti della vita contemporanea hanno reso possibile il superamento delle “obsolescenze figurative” che hanno investito il territorio. Le reti emergenti a grande scala hanno rimesso in primo piano il territorio evidenziando un crescente riferimento alla sua centralità nel progetto dello spazio. I territori emergenti segnalano nuove geografie di resistenza ai modelli eterodiretti dell’economia globale, mostrando azioni di radicamento (rootedness) e di “ancoraggio” (anchoring) che li rende peculiari in termini di qualità urbana e ambientale e quindi non intercambiabili o trasferibili. Le nuove forme della città danno senso e ruolo ad altri ambiti oltre a quelli della metropoli densa, territori che hanno un carattere di esternità che offrono nuove opportunità alla metropoli pur essendo esclusi dai suoi schemi spaziali e dalla sua logica organizzante. Il potenziale urbano del territorio può essere esplicitato attraverso un processo di riconoscimento delle immagini figurative e fruitive la cui convergenza realizza una città “formativa”, una possibilità di riorientamento che restituisce all’individuo e alla collettività un senso di finalità e di appartenenza. Progettare la città formativa significa favorire le potenzialità già presenti nel contesto, migliorare il grado di complessità sociale e le possibilità di rigenerazione dei sistemi di interazione, esplicitare le forme emergenti di innovazione. Il progetto è per questo un processo di interazione plurale, flessibile e adattivo che guida le politiche urbane verso una legittimazione e un’efficacia. L’orientamento ambientale e il radicamento sociale delle azioni di trasformazione rendono pensabili espressioni molteplici della sfera pubblica come luogo di possibili esperienze di interazione collettiva, come opportunità per una condivisione di beni comuni che riguardano la città e il territorio.

External territories and environmental project for the city / Serreli, Silvia. - 1126.31:(2011), pp. 80-142.

External territories and environmental project for the city

SERRELI, Silvia
2011

Abstract

Inedite forme di interdipendenza tra la città e il territorio consentono di riconoscere nuove esperienze e linguaggi dell’urbano. Profondi cambiamenti della vita contemporanea hanno reso possibile il superamento delle “obsolescenze figurative” che hanno investito il territorio. Le reti emergenti a grande scala hanno rimesso in primo piano il territorio evidenziando un crescente riferimento alla sua centralità nel progetto dello spazio. I territori emergenti segnalano nuove geografie di resistenza ai modelli eterodiretti dell’economia globale, mostrando azioni di radicamento (rootedness) e di “ancoraggio” (anchoring) che li rende peculiari in termini di qualità urbana e ambientale e quindi non intercambiabili o trasferibili. Le nuove forme della città danno senso e ruolo ad altri ambiti oltre a quelli della metropoli densa, territori che hanno un carattere di esternità che offrono nuove opportunità alla metropoli pur essendo esclusi dai suoi schemi spaziali e dalla sua logica organizzante. Il potenziale urbano del territorio può essere esplicitato attraverso un processo di riconoscimento delle immagini figurative e fruitive la cui convergenza realizza una città “formativa”, una possibilità di riorientamento che restituisce all’individuo e alla collettività un senso di finalità e di appartenenza. Progettare la città formativa significa favorire le potenzialità già presenti nel contesto, migliorare il grado di complessità sociale e le possibilità di rigenerazione dei sistemi di interazione, esplicitare le forme emergenti di innovazione. Il progetto è per questo un processo di interazione plurale, flessibile e adattivo che guida le politiche urbane verso una legittimazione e un’efficacia. L’orientamento ambientale e il radicamento sociale delle azioni di trasformazione rendono pensabili espressioni molteplici della sfera pubblica come luogo di possibili esperienze di interazione collettiva, come opportunità per una condivisione di beni comuni che riguardano la città e il territorio.
9788856837391
Original forms of city/territory interdependence are enabling new urban experiences and languages to be acknowledged. Profound changes in contemporary life have allowed “obsolescent figurative elements” that had spread over the territory to become outdated. The emerging large-scale networks have placed the territory in the foreground again, highlighting a growing reference to its centrality in the project for space. The emerging territories indicate new geographies that are resistant to the hetero-directed models of the global economy, showing rootedness and “anchoring” action that render them unusual in terms of urban and environmental quality, and thus neither interchangeable nor transferable. The new city forms give a sense and role to other ambits, apart from those of the dense metropolises, territories that possess the feature of externity and offer new opportunities to the metropolis, though they are excluded from its spatial patterns and organising logic. The urban potential of the territory may be manifested via a process of recognition of the figurative and fruitional images whose convergence creates a “formative” city, a chance for re-orientation which will give back a sense of aim and belonging to the individual and the collectivity. To design the formative city means to favour potential already present in the context, improve the degree of social complexity and the possibilities of regeneration of interactive systems, clarify emerging innovative forms. The project is thus a process of plural interaction; it is flexible and adaptable, steering urban policies towards legitimisation and efficacy. The environmental orientation and social rootedness of transformative action make it possible to imagine multifarious expressions of the public sphere as a place of possible experiences of collective interaction, and as an opportunity for sharing common goods pertaining to city and territory.
External territories and environmental project for the city / Serreli, Silvia. - 1126.31:(2011), pp. 80-142.
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