HISTORY OF THE TERRITORY After having analyzed the environment of the examined area, an historic analysis can give further insight into the evolution of the landscape. In this regard, the transformations which each single civilization brought to the territory will be analyzed and the conditions which today still exist or which have influenced the various historic periods will be studied. More specifically, economic transformations, degradation created in the different historic periods, possible changes to soil use and the most important motivations which led to these factors will be considered. Confirmation that Sardinia has been inhabited since the Paleolithic has come from excavations in the Corbeddu cave in the area of Oliena. The investigated layers, which have even yield a human bone fragment, can be dated to 13,500 to 12,500 years ago. The organization of prehistoric inhabitants of central-eastern Sardinia (in particular in territories under study) was probably driven by a strong need for social cohesion. In fact, people had to deal with an environment, parcelled by nature, which tended to divide, and yet still divides people into clans made up of a few family groups. Numerous nuraghes and villages, and to a lesser extent, giant tombs are widespread indicators of the age of nuraghe. Several noteworthy examples bear witness to the important diffusion of this civilization in the studied territories, as well as to the complexity of their surely not casual distribution. With the Roman occupation there was a process of very rapid integration in the coastal regions, but this process was nearly inexistent in the internal areas until the II or III century A.D. The area under study appears characterized by villages and small coastal settlements, but with little or no urbanization; in the internal, isolated areas there were settlements by the local population, which was generally hostile toward Italic immigrants, and of which few written accounts remain. The inhabitants of the territory were, in the Medieval period, sparsely distributed or located in correspondence to defensive fortifications in strategic areas. Unfortunately, following natural or political disasters, the smaller settlements were easily destroyed and the surviving inhabitants moved to larger towns or other unscathed villages. At the beginning of the 14th century the territory examined in this study was under the dominion of the Republic of Pisa when l’Infante Alfonso d’Aragona, with his troops, disembarked in Ogliastra to conquer the kingdom of Sardinia and Corsica. The arrival of Iberian troops was well accepted by the majority of Sardinians, and in particular by those under Pisan rule as they hoped to obtain, with the new government, an improvement of their living conditions. The unification of Italy put in evidence the serious and unresolved problems, which were still afflicting the island: safety of the countryside, bandits, road network, maritime communications, economic and social backwardness, education. These problems make up what has been considered, since the Unification, the essence of the so-called “Sardinian Question”

LA STORIA DEL TERRITORIO Dopo l’analisi ambientale della zona in esame, sarà l’analisi storica a dare ulteriore rilevanza all’evoluzione del paesaggio. A tale proposito saranno analizzate le trasformazioni che ogni singola civiltà ha apportato al territorio e saranno studiati i condizionamenti che ancora oggi permangono o che hanno influenzato le diverse epoche storiche. Nello specifico le trasformazioni economiche, i degradi creati nelle diverse epoche storiche, gli eventuali cambiamenti di uso del suolo e le motivazioni più significative che hanno portato a ciò. La conferma che la Sardegna è stata abitata fin dall’Età Paleolitica è venuta dagli scavi, in territorio di Oliena, della grotta Corbeddu. I livelli indagati, che fra l’altro, hanno restituito un frammento di osso umano, si possono datare tra 13.500 e 12.500 anni da oggi. La probabile organizzazione delle genti preistoriche della Sardegna centro-orientale e in particolare di quelle dei territori dei comuni campione, richiama a un forte bisogno di coesione sociale, queste genti, infatti, hanno dovuto rispondere a un ambiente parcellizzato per natura, un ambiente che ha diviso e che divide con un’aggregazione per clan, fatta di pochi nuclei familiari. Numerosi nuraghi e villaggi, e in misura minore, tombe di giganti segnano l’età dei nuraghi la cui testimonianza appare molto diffusa. Alcuni esempi significativi testimoniano l’importante diffusione di questa civiltà nei territori studiati, ma anche la complessità della loro distribuzione, certamente non casuale. Con l’occupazione romana assistiamo a un processo di integrazione molto rapido nelle regioni costiere ma quasi inesistente nei territori interni per i quali il processo di integrazione nella romanità potrebbe slittare al II o addirittura al III secolo d.C. L’area da noi proposta appare caratterizzata dalla presenza di villaggi e di piccoli centri costieri, ma con un’urbanizzazione limitata e in alcune aree addirittura inesistente; del resto nelle zone isolate, interne, era prevalentemente insediata una popolazione locale ostile agli immigrati italici e che ha lasciato pochissime testimonianze scritte. Il periodo medioevale vede un territorio con un’ampia presenza di abitati sparsi e luoghi fortificati a difesa di località ad alto valore strategico. Purtroppo, in seguito a calamità naturali e politiche, i centri più piccoli subirono un facile dissolvimento e gli abitanti superstiti si concentrarono nelle città maggiori e nei villaggi risparmiati da queste devastanti vicende. Nei primi anni del XIV secolo i territori in esame si trovavano sotto la Repubblica marinara di Pisa, quando l’Infante Alfonso d’Aragona, con le sue truppe, sbarcò in Ogliastra per conquistare il regno di Sardegna e Corsica. L’arrivo delle armate iberiche fu accolto con favore da gran parte dei sardi, e in particolare da quelli sottoposti al dominio pisano, tra i quali si era creata la speranza di ottenere, con il nuovo governo, un miglioramento delle condizioni di vita. L’unificazione nazionale mise, infine, in evidenza la gravità dei problemi irrisolti che ancora affliggevano l’Isola: la sicurezza delle campagne, il banditismo, la viabilità interna e le comunicazioni marittime, l’arretratezza economica e sociale, l’istruzione; tutti problemi che dalla unificazione ai giorni nostri hanno costituito il fondamento e l’essenza della “Questione Sarda”.

La storia del territorio / CARBONI D; REALI R. - (2009), pp. 41-55.

La storia del territorio

CARBONI, Donatella;
2009

Abstract

LA STORIA DEL TERRITORIO Dopo l’analisi ambientale della zona in esame, sarà l’analisi storica a dare ulteriore rilevanza all’evoluzione del paesaggio. A tale proposito saranno analizzate le trasformazioni che ogni singola civiltà ha apportato al territorio e saranno studiati i condizionamenti che ancora oggi permangono o che hanno influenzato le diverse epoche storiche. Nello specifico le trasformazioni economiche, i degradi creati nelle diverse epoche storiche, gli eventuali cambiamenti di uso del suolo e le motivazioni più significative che hanno portato a ciò. La conferma che la Sardegna è stata abitata fin dall’Età Paleolitica è venuta dagli scavi, in territorio di Oliena, della grotta Corbeddu. I livelli indagati, che fra l’altro, hanno restituito un frammento di osso umano, si possono datare tra 13.500 e 12.500 anni da oggi. La probabile organizzazione delle genti preistoriche della Sardegna centro-orientale e in particolare di quelle dei territori dei comuni campione, richiama a un forte bisogno di coesione sociale, queste genti, infatti, hanno dovuto rispondere a un ambiente parcellizzato per natura, un ambiente che ha diviso e che divide con un’aggregazione per clan, fatta di pochi nuclei familiari. Numerosi nuraghi e villaggi, e in misura minore, tombe di giganti segnano l’età dei nuraghi la cui testimonianza appare molto diffusa. Alcuni esempi significativi testimoniano l’importante diffusione di questa civiltà nei territori studiati, ma anche la complessità della loro distribuzione, certamente non casuale. Con l’occupazione romana assistiamo a un processo di integrazione molto rapido nelle regioni costiere ma quasi inesistente nei territori interni per i quali il processo di integrazione nella romanità potrebbe slittare al II o addirittura al III secolo d.C. L’area da noi proposta appare caratterizzata dalla presenza di villaggi e di piccoli centri costieri, ma con un’urbanizzazione limitata e in alcune aree addirittura inesistente; del resto nelle zone isolate, interne, era prevalentemente insediata una popolazione locale ostile agli immigrati italici e che ha lasciato pochissime testimonianze scritte. Il periodo medioevale vede un territorio con un’ampia presenza di abitati sparsi e luoghi fortificati a difesa di località ad alto valore strategico. Purtroppo, in seguito a calamità naturali e politiche, i centri più piccoli subirono un facile dissolvimento e gli abitanti superstiti si concentrarono nelle città maggiori e nei villaggi risparmiati da queste devastanti vicende. Nei primi anni del XIV secolo i territori in esame si trovavano sotto la Repubblica marinara di Pisa, quando l’Infante Alfonso d’Aragona, con le sue truppe, sbarcò in Ogliastra per conquistare il regno di Sardegna e Corsica. L’arrivo delle armate iberiche fu accolto con favore da gran parte dei sardi, e in particolare da quelli sottoposti al dominio pisano, tra i quali si era creata la speranza di ottenere, con il nuovo governo, un miglioramento delle condizioni di vita. L’unificazione nazionale mise, infine, in evidenza la gravità dei problemi irrisolti che ancora affliggevano l’Isola: la sicurezza delle campagne, il banditismo, la viabilità interna e le comunicazioni marittime, l’arretratezza economica e sociale, l’istruzione; tutti problemi che dalla unificazione ai giorni nostri hanno costituito il fondamento e l’essenza della “Questione Sarda”.
978-88-9022-103-3
HISTORY OF THE TERRITORY After having analyzed the environment of the examined area, an historic analysis can give further insight into the evolution of the landscape. In this regard, the transformations which each single civilization brought to the territory will be analyzed and the conditions which today still exist or which have influenced the various historic periods will be studied. More specifically, economic transformations, degradation created in the different historic periods, possible changes to soil use and the most important motivations which led to these factors will be considered. Confirmation that Sardinia has been inhabited since the Paleolithic has come from excavations in the Corbeddu cave in the area of Oliena. The investigated layers, which have even yield a human bone fragment, can be dated to 13,500 to 12,500 years ago. The organization of prehistoric inhabitants of central-eastern Sardinia (in particular in territories under study) was probably driven by a strong need for social cohesion. In fact, people had to deal with an environment, parcelled by nature, which tended to divide, and yet still divides people into clans made up of a few family groups. Numerous nuraghes and villages, and to a lesser extent, giant tombs are widespread indicators of the age of nuraghe. Several noteworthy examples bear witness to the important diffusion of this civilization in the studied territories, as well as to the complexity of their surely not casual distribution. With the Roman occupation there was a process of very rapid integration in the coastal regions, but this process was nearly inexistent in the internal areas until the II or III century A.D. The area under study appears characterized by villages and small coastal settlements, but with little or no urbanization; in the internal, isolated areas there were settlements by the local population, which was generally hostile toward Italic immigrants, and of which few written accounts remain. The inhabitants of the territory were, in the Medieval period, sparsely distributed or located in correspondence to defensive fortifications in strategic areas. Unfortunately, following natural or political disasters, the smaller settlements were easily destroyed and the surviving inhabitants moved to larger towns or other unscathed villages. At the beginning of the 14th century the territory examined in this study was under the dominion of the Republic of Pisa when l’Infante Alfonso d’Aragona, with his troops, disembarked in Ogliastra to conquer the kingdom of Sardinia and Corsica. The arrival of Iberian troops was well accepted by the majority of Sardinians, and in particular by those under Pisan rule as they hoped to obtain, with the new government, an improvement of their living conditions. The unification of Italy put in evidence the serious and unresolved problems, which were still afflicting the island: safety of the countryside, bandits, road network, maritime communications, economic and social backwardness, education. These problems make up what has been considered, since the Unification, the essence of the so-called “Sardinian Question”
La storia del territorio / CARBONI D; REALI R. - (2009), pp. 41-55.
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