Il saggio critico affronta il tema dell’amore nella narrativa di Salvatore Farina. Il terreno di più intensa manifestazione della passione fariniana fu infatti l’amore, l’amore per essere amati, quello per essere vivi. Si pensi a quale fondamentale importanza abbia avuto, siffatto tema, nella cultura europea e in ogni letteratura; come abbia ispirato le grandi costruzioni dello spirito e i grandi sistemi conoscitivi. Fin dall’antichità, l’epicureismo e il platonismo ne avevano sottolineato da una parte l’aspetto della voluptas, del piacere, della sensualità, dall’altra la sublimazione dei sentimenti, la contemplazione asessuale della bellezza fisica vista come tramite per un’ascensione verso il divino. Dinanzi a queste due concezioni la civiltà occidentale ha sempre deciso di propendere, in momenti e contesti diversi, per l’una o per l’altra o per ambedue diversamente coniugate. Nell’opera di Farina si legge l’amore come dedizione appassionata ed esclusiva, quasi istintiva verso l’altro, verso la vita; come esperienza in cui si esprime la piena partecipazione dell’uomo al flusso vitale della natura che riconduce all’idea stessa di un Dio creatore per Amore. E vi si legge altresì l’amore romantico, causa di insopprimibili attese, labirinto di insicurezze e passioni, potenza capace di superare le differenze sociali e di esaltarsi, se non financo sublimarsi, dinanzi alla malattia e alla morte, ostacoli che ne rendono difficile il cammino. Gli esistenti che animano gli intrecci dei suoi romanzi costituiscono un’umanità viva e pulsante attraversata da affetti intimi e intensi, da vincoli d’amicizia ed emozioni travolgenti nella continua tensione verso il ricongiungimento e la ricomposizione di anime vagule, non di rado sbalestrate come fuscelli dalla corrente della vita; ma soprattutto sullo sfondo giganteggiano gli affetti paterni e filiali, i nodi coniugali, un alto senso della famiglia intesa come comunità primordiale e come centro di formazione e virtù.

I cent'occhi dell'amore: Farina e l'Isola / Manca, Dino Gesuino. - 2:(2001), pp. 121-163.

I cent'occhi dell'amore: Farina e l'Isola

MANCA, Dino Gesuino
2001

Abstract

Il saggio critico affronta il tema dell’amore nella narrativa di Salvatore Farina. Il terreno di più intensa manifestazione della passione fariniana fu infatti l’amore, l’amore per essere amati, quello per essere vivi. Si pensi a quale fondamentale importanza abbia avuto, siffatto tema, nella cultura europea e in ogni letteratura; come abbia ispirato le grandi costruzioni dello spirito e i grandi sistemi conoscitivi. Fin dall’antichità, l’epicureismo e il platonismo ne avevano sottolineato da una parte l’aspetto della voluptas, del piacere, della sensualità, dall’altra la sublimazione dei sentimenti, la contemplazione asessuale della bellezza fisica vista come tramite per un’ascensione verso il divino. Dinanzi a queste due concezioni la civiltà occidentale ha sempre deciso di propendere, in momenti e contesti diversi, per l’una o per l’altra o per ambedue diversamente coniugate. Nell’opera di Farina si legge l’amore come dedizione appassionata ed esclusiva, quasi istintiva verso l’altro, verso la vita; come esperienza in cui si esprime la piena partecipazione dell’uomo al flusso vitale della natura che riconduce all’idea stessa di un Dio creatore per Amore. E vi si legge altresì l’amore romantico, causa di insopprimibili attese, labirinto di insicurezze e passioni, potenza capace di superare le differenze sociali e di esaltarsi, se non financo sublimarsi, dinanzi alla malattia e alla morte, ostacoli che ne rendono difficile il cammino. Gli esistenti che animano gli intrecci dei suoi romanzi costituiscono un’umanità viva e pulsante attraversata da affetti intimi e intensi, da vincoli d’amicizia ed emozioni travolgenti nella continua tensione verso il ricongiungimento e la ricomposizione di anime vagule, non di rado sbalestrate come fuscelli dalla corrente della vita; ma soprattutto sullo sfondo giganteggiano gli affetti paterni e filiali, i nodi coniugali, un alto senso della famiglia intesa come comunità primordiale e come centro di formazione e virtù.
88-86002-42-4
I cent'occhi dell'amore: Farina e l'Isola / Manca, Dino Gesuino. - 2:(2001), pp. 121-163.
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