Argomento del saggio è la ricerca di nuovi modelli di responsabilità adeguati ai problemi derivati dalla scienza e dalla tecnologia. La riflessione sui nuovi strumenti regolativi dell’agire si sviluppa all’interno di un’inedita cornice, che prende forma nel confronto tra scienza, diritto e politica. Allontanata dai tradizionali significati della colpa e dell’imputazione, la responsabilità viene impiegata per indicare l’esigenza di una rinnovata consapevolezza circa le possibili conseguenze delle nostre azioni, nuovi doveri di cittadinanza, nuove virtù. In questo processo, la responsabilità si mostra come un concetto plastico e sfuggente, capace di adeguarsi, ma anche di risultare a tratti evanescente di fronte alle necessarie traduzioni normative. Il saggio prende avvio dalla tesi di Bernard Williams, secondo cui l’etica greca presenta un sistema articolato e complesso di responsabilità, finora mal interpretato dal pensiero moderno e contemporaneo. La tesi di Williams è che ogni sistema di responsabilità presenti le medesime componenti concettuali, che variano nell’elemento soggettivo, causale, o nella reazione, a seconda delle esigenze del gruppo. Nel saggio si analizza secondo questa chiave di lettura il modello di responsabilità kantiano che domina l’etica moderna, considerando l’elemento della soggettività e volontarietà come il principio ordinatore intorno al quale si organizzano i sistemi normativi dell’età contemporanea. L’inadeguatezza del modello di responsabilità derivante dall’etica moderna è segnalata nel diritto e nell’etica. Il primo registra infatti uno spostamento dal sistema della colpa a quello del rischio; la seconda un allontanamento della colpa dalla responsabilità. Si prospettano, seguendo la teoria di Winston Davis, due differenti modelli di responsabilità: un modello semplice, sanzionatorio, ed uno complesso, orientato alla prevenzione e alla conservazione. Il passaggio verso il modello complesso di responsabilità è mostrato da alcuni elementi, che rappresentano i limiti del modello semplice: la mancata previsione delle conseguenze dell’agire; la mancata considerazione dell’incertezza che rappresenta il nuovo vincolo che condiziona le scelte individuali e collettive; l’individualismo del modello semplice, che non considera la responsabilità come un sistema integrato nella collettività, ma come un dovere individuale. Il modello di responsabilità « complesso », che Davis definisce anche come « riflessivo », prevede quattro forme di abilità. Essere responsabili secondo il modello complesso significa essere capaci di prevedere le conseguenze dei propri atti; saper valutare quando è il caso di consultare altre persone o assumere le decisioni in modo del tutto autonomo; avere la capacità di modificare i propri progetti di fronte a possibili conseguenze negative e orientarli verso altri obiettivi ugualmente apprezzabili; avere la volontà di dare un resoconto veritiero delle proprie azioni.

Responsabilità e soggettività / Foddai, Giovanna Maria Antonietta. - vol. I:(2010), pp. 403-435.

Responsabilità e soggettività

FODDAI, Giovanna Maria Antonietta
2010

Abstract

Argomento del saggio è la ricerca di nuovi modelli di responsabilità adeguati ai problemi derivati dalla scienza e dalla tecnologia. La riflessione sui nuovi strumenti regolativi dell’agire si sviluppa all’interno di un’inedita cornice, che prende forma nel confronto tra scienza, diritto e politica. Allontanata dai tradizionali significati della colpa e dell’imputazione, la responsabilità viene impiegata per indicare l’esigenza di una rinnovata consapevolezza circa le possibili conseguenze delle nostre azioni, nuovi doveri di cittadinanza, nuove virtù. In questo processo, la responsabilità si mostra come un concetto plastico e sfuggente, capace di adeguarsi, ma anche di risultare a tratti evanescente di fronte alle necessarie traduzioni normative. Il saggio prende avvio dalla tesi di Bernard Williams, secondo cui l’etica greca presenta un sistema articolato e complesso di responsabilità, finora mal interpretato dal pensiero moderno e contemporaneo. La tesi di Williams è che ogni sistema di responsabilità presenti le medesime componenti concettuali, che variano nell’elemento soggettivo, causale, o nella reazione, a seconda delle esigenze del gruppo. Nel saggio si analizza secondo questa chiave di lettura il modello di responsabilità kantiano che domina l’etica moderna, considerando l’elemento della soggettività e volontarietà come il principio ordinatore intorno al quale si organizzano i sistemi normativi dell’età contemporanea. L’inadeguatezza del modello di responsabilità derivante dall’etica moderna è segnalata nel diritto e nell’etica. Il primo registra infatti uno spostamento dal sistema della colpa a quello del rischio; la seconda un allontanamento della colpa dalla responsabilità. Si prospettano, seguendo la teoria di Winston Davis, due differenti modelli di responsabilità: un modello semplice, sanzionatorio, ed uno complesso, orientato alla prevenzione e alla conservazione. Il passaggio verso il modello complesso di responsabilità è mostrato da alcuni elementi, che rappresentano i limiti del modello semplice: la mancata previsione delle conseguenze dell’agire; la mancata considerazione dell’incertezza che rappresenta il nuovo vincolo che condiziona le scelte individuali e collettive; l’individualismo del modello semplice, che non considera la responsabilità come un sistema integrato nella collettività, ma come un dovere individuale. Il modello di responsabilità « complesso », che Davis definisce anche come « riflessivo », prevede quattro forme di abilità. Essere responsabili secondo il modello complesso significa essere capaci di prevedere le conseguenze dei propri atti; saper valutare quando è il caso di consultare altre persone o assumere le decisioni in modo del tutto autonomo; avere la capacità di modificare i propri progetti di fronte a possibili conseguenze negative e orientarli verso altri obiettivi ugualmente apprezzabili; avere la volontà di dare un resoconto veritiero delle proprie azioni.
88-14-15909-2
Responsabilità e soggettività / Foddai, Giovanna Maria Antonietta. - vol. I:(2010), pp. 403-435.
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