Il volume propone lo studio della collezione, ora acquisita da parte della Soprintendenza archeologica di Olbia, che era esposta nel giardino della villa della famiglia Reksten in Costa Smeralda; è costituita da otto sculture in marmo di età romana, assai diversificate come natura e come cronologia: si tratta di tre urne cinerarie inscritte, un sarcofago, una fronte di sarcofago, un frammento di sarcofago a lenòs, un capitello e un frammento di rilievo neoattico. Dallo studio emerge in particolare il grande interesse delle urne, soprattutto dei due esemplari doppi, e del rilievo neoattico, riferibile alla serie "Loulé" e con riscontri diretti nelle lastre del Pireo. All'analisi dei pezzi l'autore premette una ricerca mirata alla definizione delle vie di formazione della collezione: è stato così possibile stabilire che almeno due delle urne cinerarie facevano parte, nella prima metà del Seicento, della collezione Giustiniani, e che una di esse passò tra le proprietà di Giovanni Battista Piranesi poco dopo la metà del Settecento: la conferma è offerta dalla lettura del codice Vat. Lat. 9130. Le due urne arricchirono poi, attorno alla metà del XIX secolo, la collezione inglese di Lowther Castle, nel cui ambito appariva pure il rilievo con eroti nel circo, anch'esso confluito infine tra i marmi Reksten. Concludono il volume gli elenchi delle iscrizioni latine facenti parte, in tempi diversi, delle tre collezioni maggiori toccate nel corso della trattazione: si definiscono in questo modo gli originari contesti espositivi delle iscrizioni già Reksten in seno alle raccolte Giustiniani, Piranesi e di Lowther Castle, fornendo un utile supporto per la ricostruzione sia del patrimonio di tali collezioni sia delle relative linee di dispersione.

I marmi Reksten e il collezionismo europeo di antichità tra XVII e XIX secolo / Teatini, Alessandro. - (2003), pp. 1-144.

I marmi Reksten e il collezionismo europeo di antichità tra XVII e XIX secolo

TEATINI, Alessandro
2003

Abstract

Il volume propone lo studio della collezione, ora acquisita da parte della Soprintendenza archeologica di Olbia, che era esposta nel giardino della villa della famiglia Reksten in Costa Smeralda; è costituita da otto sculture in marmo di età romana, assai diversificate come natura e come cronologia: si tratta di tre urne cinerarie inscritte, un sarcofago, una fronte di sarcofago, un frammento di sarcofago a lenòs, un capitello e un frammento di rilievo neoattico. Dallo studio emerge in particolare il grande interesse delle urne, soprattutto dei due esemplari doppi, e del rilievo neoattico, riferibile alla serie "Loulé" e con riscontri diretti nelle lastre del Pireo. All'analisi dei pezzi l'autore premette una ricerca mirata alla definizione delle vie di formazione della collezione: è stato così possibile stabilire che almeno due delle urne cinerarie facevano parte, nella prima metà del Seicento, della collezione Giustiniani, e che una di esse passò tra le proprietà di Giovanni Battista Piranesi poco dopo la metà del Settecento: la conferma è offerta dalla lettura del codice Vat. Lat. 9130. Le due urne arricchirono poi, attorno alla metà del XIX secolo, la collezione inglese di Lowther Castle, nel cui ambito appariva pure il rilievo con eroti nel circo, anch'esso confluito infine tra i marmi Reksten. Concludono il volume gli elenchi delle iscrizioni latine facenti parte, in tempi diversi, delle tre collezioni maggiori toccate nel corso della trattazione: si definiscono in questo modo gli originari contesti espositivi delle iscrizioni già Reksten in seno alle raccolte Giustiniani, Piranesi e di Lowther Castle, fornendo un utile supporto per la ricostruzione sia del patrimonio di tali collezioni sia delle relative linee di dispersione.
88-430-2736-0
I marmi Reksten e il collezionismo europeo di antichità tra XVII e XIX secolo / Teatini, Alessandro. - (2003), pp. 1-144.
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