Il sarcofago detto di San Lussorio, conservato nell’omonima chiesa di Selargius (CA), può genericamente inquadrarsi nella tipologia degli esemplari strigilati a edicole, per quanto l’indubbia originalità del manufatto sia l’esito della rielaborazione di diversi modelli, tra i quali identifichiamo pure la classe delle lenòi con teste leonine, che hanno lasciato un’impronta evidente nelle protomi ferine incastrate nelle due edicole laterali sulla fronte della nostra cassa. La figurina stilizzata del defunto armato nell’edicola centrale, se, da un lato, si può spiegare vedendo il defunto impegnato in un’attività legata all’approvvigionamento o al mantenimento delle belve da impiegare nei ludi organizzati nell’anfiteatro di Karales, evidenzia, da un altro lato, il carattere provinciale del linguaggio formale adottato nella bottega caralitana dove, all’inizio del IV secolo, venne realizzato tanto questo sarcofago, quanto un lotto di esemplari strigilati con delfini ad esso analoghi sul piano stilistico.

Il sarcofago di San Lussorio: ludi anfiteatrali, modelli urbani e rielaborazioni locali a Karales / TEATINI A. - 3:(2012), pp. 2705-2718. ((Intervento presentato al convegno L’Africa romana XIX tenutosi a Sassari nel 16-19 dicembre 2010.

Il sarcofago di San Lussorio: ludi anfiteatrali, modelli urbani e rielaborazioni locali a Karales

TEATINI, Alessandro
2012

Abstract

Il sarcofago detto di San Lussorio, conservato nell’omonima chiesa di Selargius (CA), può genericamente inquadrarsi nella tipologia degli esemplari strigilati a edicole, per quanto l’indubbia originalità del manufatto sia l’esito della rielaborazione di diversi modelli, tra i quali identifichiamo pure la classe delle lenòi con teste leonine, che hanno lasciato un’impronta evidente nelle protomi ferine incastrate nelle due edicole laterali sulla fronte della nostra cassa. La figurina stilizzata del defunto armato nell’edicola centrale, se, da un lato, si può spiegare vedendo il defunto impegnato in un’attività legata all’approvvigionamento o al mantenimento delle belve da impiegare nei ludi organizzati nell’anfiteatro di Karales, evidenzia, da un altro lato, il carattere provinciale del linguaggio formale adottato nella bottega caralitana dove, all’inizio del IV secolo, venne realizzato tanto questo sarcofago, quanto un lotto di esemplari strigilati con delfini ad esso analoghi sul piano stilistico.
978-88-430-6287-4
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