Il paesaggio costituisce un archivio stratificato e dinamico, risultato dell’interazione tra fattori naturali e antropici, percepito e trasformato dalle comunità che lo abitano, come sottolineato dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Lungi da essere scenario statico, è costituito da contesti in continua evoluzione, caratterizzati dalla coesistenza di elementi di persistenza e discontinuità culturale e insediativa. In Sardegna, in particolare, i nuraghi mantengono un ruolo significativo nella configurazione visiva e simbolica del territorio, contribuendo alla formazione di un paesaggio in cui si intrecciano stratificazioni storiche, pratiche sociali e processi di trasformazione. A titolo esemplificativo, si presenta il caso dell’altopiano di Abbasanta, in cui l’analisi della distribuzione monumentale evidenzia relazioni spaziali e connessioni visive connesse al territorio. Le indagini mostrano come il camminare possa configurarsi come pratica conoscitiva e riflessiva. L’approccio adottato consente di evidenziare le dinamiche insediative e le relazioni tra distribuzione monumentale, risorse ambientali e percezione del paesaggio, illustrando come l’archeologo contribuisca non solo a ricostruire il passato, ma anche a rimodellarne la comprensione e la fruizione contemporanea.
Camminare nel territorio: il paesaggio come archivio vivente / Ortu, V.. - 2:(2025), pp. 103-112.
Camminare nel territorio: il paesaggio come archivio vivente.
Veronica Ortu
2025-01-01
Abstract
Il paesaggio costituisce un archivio stratificato e dinamico, risultato dell’interazione tra fattori naturali e antropici, percepito e trasformato dalle comunità che lo abitano, come sottolineato dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Lungi da essere scenario statico, è costituito da contesti in continua evoluzione, caratterizzati dalla coesistenza di elementi di persistenza e discontinuità culturale e insediativa. In Sardegna, in particolare, i nuraghi mantengono un ruolo significativo nella configurazione visiva e simbolica del territorio, contribuendo alla formazione di un paesaggio in cui si intrecciano stratificazioni storiche, pratiche sociali e processi di trasformazione. A titolo esemplificativo, si presenta il caso dell’altopiano di Abbasanta, in cui l’analisi della distribuzione monumentale evidenzia relazioni spaziali e connessioni visive connesse al territorio. Le indagini mostrano come il camminare possa configurarsi come pratica conoscitiva e riflessiva. L’approccio adottato consente di evidenziare le dinamiche insediative e le relazioni tra distribuzione monumentale, risorse ambientali e percezione del paesaggio, illustrando come l’archeologo contribuisca non solo a ricostruire il passato, ma anche a rimodellarne la comprensione e la fruizione contemporanea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


