Il saggio ricostruisce il rapporto tra ordinamento costituzionale, uguaglianza di genere e contrasto alla violenza sulle donne, mostrando come il patriarcato costituisca un fenomeno culturale e giuridico che precede e alimenta le diverse forme di discriminazione e di violenza di genere. Muovendo dall'analisi dell'evoluzione dell'ordinamento italiano, il contributo evidenzia il divario tra il riconoscimento costituzionale della pari dignità e dell'eguaglianza sostanziale delle donne e la persistenza, anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione, di norme e modelli sociali fondati sulla subordinazione femminile, superati solo progressivamente con la riforma del diritto di famiglia e con i successivi interventi legislativi. Il saggio sostiene che la repressione penale, pur necessaria, non è sufficiente a contrastare la violenza di genere se non accompagnata da un profondo cambiamento culturale. In questa prospettiva, la Costituzione viene interpretata non solo come parametro di legalità, ma come progetto di emancipazione capace di orientare politiche pubbliche, educazione, formazione e azione istituzionale verso il superamento degli stereotipi di genere. La piena attuazione dei principi costituzionali di eguaglianza, dignità e pari opportunità rappresenta pertanto il presupposto indispensabile per smantellare le radici del patriarcato e costruire una società realmente inclusiva, nella quale il rispetto dell'autonomia e della libertà delle donne costituisca un elemento essenziale della qualità democratica.
La Costituzione contro il patriarcato / Bassu, C.. - (2025), pp. 192-200.
La Costituzione contro il patriarcato
carla bassu
2025-01-01
Abstract
Il saggio ricostruisce il rapporto tra ordinamento costituzionale, uguaglianza di genere e contrasto alla violenza sulle donne, mostrando come il patriarcato costituisca un fenomeno culturale e giuridico che precede e alimenta le diverse forme di discriminazione e di violenza di genere. Muovendo dall'analisi dell'evoluzione dell'ordinamento italiano, il contributo evidenzia il divario tra il riconoscimento costituzionale della pari dignità e dell'eguaglianza sostanziale delle donne e la persistenza, anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione, di norme e modelli sociali fondati sulla subordinazione femminile, superati solo progressivamente con la riforma del diritto di famiglia e con i successivi interventi legislativi. Il saggio sostiene che la repressione penale, pur necessaria, non è sufficiente a contrastare la violenza di genere se non accompagnata da un profondo cambiamento culturale. In questa prospettiva, la Costituzione viene interpretata non solo come parametro di legalità, ma come progetto di emancipazione capace di orientare politiche pubbliche, educazione, formazione e azione istituzionale verso il superamento degli stereotipi di genere. La piena attuazione dei principi costituzionali di eguaglianza, dignità e pari opportunità rappresenta pertanto il presupposto indispensabile per smantellare le radici del patriarcato e costruire una società realmente inclusiva, nella quale il rispetto dell'autonomia e della libertà delle donne costituisca un elemento essenziale della qualità democratica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


