Docente di Botanica all'Università di Sassari dal 1906 al 1917, profuse un'attività eccezionale per l’Orto botanico, che aveva trovato a Sassari un’adeguata sede solo nel 1903, dopo una lunga storia di tentativi falliti. Terracciano, con una lunga esperienza negli splendidi Orti dell’Italia meridionale, concepì un progetto ambizioso per quello sassarese, pur conscio dei limiti naturali ed economici. Disegnò e provvide ad impiantare aiuole e sentieri movimentati, piccoli rilievi, vasche, serre, cercando di contemperare esigenze pratiche, di studio ed estetiche. Pianificò con precisione gli ambiti in cui il giardino avrebbe dovuto articolarsi: il settore iniziale fu quello sistematico, che rese immediatamente operativo con una attività febbrile, pubblicando nel 1908 il primo Delectus seminum, con 478 specie, incrementandolo poi negli anni successivi, con una campagna di relazioni e scambi estesa a tutta l’Europa. Il piano prevedeva poi l’allestimento di due altri settori, biologico e geografico, in un’area contigua. Fondato il Bullettino dell’Istituto Botanico della R. Università di Sassari, si diede alla raccolta sistematica del materiale utile per una grande opera sulla vegetazione locale, di cui tuttavia pubblicò solo alcuni stralci: sulla storia della botanica a Sassari, sul «dominio floristico sardo», sulle Orchidee, sugli elementi alpini nelle zone montuose, su alcuni aspetti di briologia ed epaticologia. Recuperò a Torino un’opera fondamentale per le conoscenze botaniche sulla Sardegna, il manoscritto settecentesco della "Flora Sardoa" di Michele Antonio Plazza, che ripubblicò, integrandolo, nel 1914. Dispose esplorazioni accurate in diverse regioni della Sardegna e incrementò notevolmente l’Erbario dell’Istituto, Ottenne il fondamentale duplicato dell’Erbario Moris, in cambio dell’Erbario Piemontese di Giovanni Re. T. provvide anche ad arricchire l’Erbario Generale, attraverso un’intensa opera di scambi, doni ed acquisti . L’approccio scientifico di Achille Terracciano fu improntato al metodo morfo-geografico che, secondo Augusto Béguinot, suo successore nella direzione dell’Istituto sassarese, fu uno dei primi ad applicare in Italia, affrontando per questo opposizioni e critiche dal mondo scientifico.
Achille Terracciano / Bagella, S.. - (2010), pp. 406-407.
Achille Terracciano
Stefania Bagella
2010-01-01
Abstract
Docente di Botanica all'Università di Sassari dal 1906 al 1917, profuse un'attività eccezionale per l’Orto botanico, che aveva trovato a Sassari un’adeguata sede solo nel 1903, dopo una lunga storia di tentativi falliti. Terracciano, con una lunga esperienza negli splendidi Orti dell’Italia meridionale, concepì un progetto ambizioso per quello sassarese, pur conscio dei limiti naturali ed economici. Disegnò e provvide ad impiantare aiuole e sentieri movimentati, piccoli rilievi, vasche, serre, cercando di contemperare esigenze pratiche, di studio ed estetiche. Pianificò con precisione gli ambiti in cui il giardino avrebbe dovuto articolarsi: il settore iniziale fu quello sistematico, che rese immediatamente operativo con una attività febbrile, pubblicando nel 1908 il primo Delectus seminum, con 478 specie, incrementandolo poi negli anni successivi, con una campagna di relazioni e scambi estesa a tutta l’Europa. Il piano prevedeva poi l’allestimento di due altri settori, biologico e geografico, in un’area contigua. Fondato il Bullettino dell’Istituto Botanico della R. Università di Sassari, si diede alla raccolta sistematica del materiale utile per una grande opera sulla vegetazione locale, di cui tuttavia pubblicò solo alcuni stralci: sulla storia della botanica a Sassari, sul «dominio floristico sardo», sulle Orchidee, sugli elementi alpini nelle zone montuose, su alcuni aspetti di briologia ed epaticologia. Recuperò a Torino un’opera fondamentale per le conoscenze botaniche sulla Sardegna, il manoscritto settecentesco della "Flora Sardoa" di Michele Antonio Plazza, che ripubblicò, integrandolo, nel 1914. Dispose esplorazioni accurate in diverse regioni della Sardegna e incrementò notevolmente l’Erbario dell’Istituto, Ottenne il fondamentale duplicato dell’Erbario Moris, in cambio dell’Erbario Piemontese di Giovanni Re. T. provvide anche ad arricchire l’Erbario Generale, attraverso un’intensa opera di scambi, doni ed acquisti . L’approccio scientifico di Achille Terracciano fu improntato al metodo morfo-geografico che, secondo Augusto Béguinot, suo successore nella direzione dell’Istituto sassarese, fu uno dei primi ad applicare in Italia, affrontando per questo opposizioni e critiche dal mondo scientifico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


