Il Palazzo di Porta nuova, adiacente all’edificio storico dell’Università di Sassari e recentemente restaurato, si inserisce nella complessa stratificazione storico-urbanistica della città. È situato lungo il circuito murario del XIII-XIV sec., in corrispondenza dell’antica Torre della Munizione, dove nel 1614 fu aperta la più recente delle porte cittadine, anche per utilità del nascente Collegio universitario. Lo sviluppo dell’Università aveva infatti intensificato l’interesse e il movimento di persone e attività in questa zona. In seguito all’abbattimento delle mura, e della porta stessa, attorno al 1874, il Comune, proprietario dell’area, costruì il palazzo in oggetto, separato dall’edificio universitario da un vicolo chiuso. Considerata la scarsità di spazi utili, entrambe le istituzioni erano interessate a inglobare la stretta stradina: l’Ateneo ne richiese e per un periodo (1832) ne ottenne l’uso per la sistemazione di laboratori scientifici afferenti all’insegnamento di chimica. Una seconda istanza venne rigettata, dapprima per le esigenze di una guarnigione militare, in seguito per altri diritti di passaggio del Comune. Il giardinetto d’angolo tra il Palazzo di Porta nuova e quello Universitario, prospiciente i Giardini Pubblici, fu recintato dall’Ateneo nel 1888 per iniziativa del prof. Augusto Corona, titolare dell’insegnamento e del laboratorio di Fisiologia. Il Palazzo di Porta nuova, dopo un primo uso come sede della Corte d’Appello (1881) ebbe prevalentemente funzione di istituto di istruzione, inizialmente come Scuola elementare e dal 1923 come prima sede del Liceo scientifico cittadino intitolato a Giovanni Spano. In seguito fu sede dell'Ambulatorio provinciale preposto alle vaccinazioni e di Uffici comunali, in particolare Tecnico e delle Manutenzioni, passando all’Università, per permuta, nel 1999. Ventidue autori hanno voluto contribuire con i loro saggi a realizzare un progetto editoriale concepito per evidenziare il ruolo e l’apporto di Giancarlo Zichi nel suo pluridecennale impegno, soprattutto come direttore dell’archivio storico e come responsabile dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Sassari. Il progetto è stato ideato e coordinato dal professor Antonello Mattone. Il volume contiene scritti di storia antica e moderna, archeologia, arte, urbanistica, architettura, tutela e valorizzazione di archivi e biblioteche, storia e vicende della Chiesa in Sardegna e delle sue istituzioni. Una parte rilevante dei saggi origina da documenti repertati e custoditi nell’archivio diocesano, al quale gli autori hanno attinto ripetutamente per ricerche compiute nel corso dei loro studi.
La Porta Nuova tra le antiche mura, lo Studio generale e le trasformazioni urbanistiche della città di Sassari / Bagella, S.. - (2024), pp. 313-334.
La Porta Nuova tra le antiche mura, lo Studio generale e le trasformazioni urbanistiche della città di Sassari
Stefania Bagella
2024-01-01
Abstract
Il Palazzo di Porta nuova, adiacente all’edificio storico dell’Università di Sassari e recentemente restaurato, si inserisce nella complessa stratificazione storico-urbanistica della città. È situato lungo il circuito murario del XIII-XIV sec., in corrispondenza dell’antica Torre della Munizione, dove nel 1614 fu aperta la più recente delle porte cittadine, anche per utilità del nascente Collegio universitario. Lo sviluppo dell’Università aveva infatti intensificato l’interesse e il movimento di persone e attività in questa zona. In seguito all’abbattimento delle mura, e della porta stessa, attorno al 1874, il Comune, proprietario dell’area, costruì il palazzo in oggetto, separato dall’edificio universitario da un vicolo chiuso. Considerata la scarsità di spazi utili, entrambe le istituzioni erano interessate a inglobare la stretta stradina: l’Ateneo ne richiese e per un periodo (1832) ne ottenne l’uso per la sistemazione di laboratori scientifici afferenti all’insegnamento di chimica. Una seconda istanza venne rigettata, dapprima per le esigenze di una guarnigione militare, in seguito per altri diritti di passaggio del Comune. Il giardinetto d’angolo tra il Palazzo di Porta nuova e quello Universitario, prospiciente i Giardini Pubblici, fu recintato dall’Ateneo nel 1888 per iniziativa del prof. Augusto Corona, titolare dell’insegnamento e del laboratorio di Fisiologia. Il Palazzo di Porta nuova, dopo un primo uso come sede della Corte d’Appello (1881) ebbe prevalentemente funzione di istituto di istruzione, inizialmente come Scuola elementare e dal 1923 come prima sede del Liceo scientifico cittadino intitolato a Giovanni Spano. In seguito fu sede dell'Ambulatorio provinciale preposto alle vaccinazioni e di Uffici comunali, in particolare Tecnico e delle Manutenzioni, passando all’Università, per permuta, nel 1999. Ventidue autori hanno voluto contribuire con i loro saggi a realizzare un progetto editoriale concepito per evidenziare il ruolo e l’apporto di Giancarlo Zichi nel suo pluridecennale impegno, soprattutto come direttore dell’archivio storico e come responsabile dei Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Sassari. Il progetto è stato ideato e coordinato dal professor Antonello Mattone. Il volume contiene scritti di storia antica e moderna, archeologia, arte, urbanistica, architettura, tutela e valorizzazione di archivi e biblioteche, storia e vicende della Chiesa in Sardegna e delle sue istituzioni. Una parte rilevante dei saggi origina da documenti repertati e custoditi nell’archivio diocesano, al quale gli autori hanno attinto ripetutamente per ricerche compiute nel corso dei loro studi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


