Vecchie cartoline postali come atlanti visivi del Novecento: la mostra “Vista mare”, allestita alla Torre Sulis di Alghero, racconta il litorale sardo attraverso immagini e lastre fotografiche d’epoca. L’iniziativa rientra nel festival “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” promosso da Aes Editori Sardi. La nascita della cartolina e la sua diffusione in Europa e nel mondo come grande fenomeno sociale tra la fine del XIX e l'inizio del XX sec. La prima cartolina postale venne emessa nel 1869 dall’Impero austro-ungarico: si trattava di un cartoncino rettangolare bianco, preaffrancato (intero postale) e destinato a ricevere un testo non superiore alle venti parole. Economicità di tempo e denaro decretarono la diffusione di un supporto adatto a comunicazioni pratiche e veloci, come quelle commerciali e dei servizi. Negli stessi anni veniva rinnovato il sistema postale internazionale, con la fondazione nel 1878 dell’UPU, l’Unione Postale Universale. Fu subito evidente la versatilità della cartolina postale, che si arricchì dapprima di semplici fregi e decorazioni, poi di figurazioni più complesse e ben presto di immagini fotografiche. La fotografia, fino ad allora rara, se non elitaria, sancì il boom della cartolina postale illustrata, cioè la “cartolina” nell’accezione attuale. All’uso pratico si affiancava dunque quello sociale e ricreativo, oltre alla “liberazione dalla fatica di scrivere lettere, scarabocchiando poche parole, senza preoccuparsi di preamboli e conclusioni” (J. Staff, 1966). Il valore aggiunto era tutto nella possibilità di scoprire le immagini di un mondo perlopiù sconosciuto, dando vita a una vivacissima rete mondiale di scambi. Le cartoline facevano sognare soprattutto la piccola e media borghesia emergente, alfabetizzata e in grado di concedersi il piccolo lusso di un elegante album rilegato con le belle cartoline catalogate, rispondenti a ogni tipo d’interesse e di gusto. Il culmine del fenomeno si registra tra la fine dell’Ottocento e i primissimi anni del Novecento. Ma già con l’aumento tariffario del 1905 il mercato va incontro a una prima crisi, con l’inizio della concentrazione e della standardizzazione e il necessario adattamento a un mercato dalle esigenze mutate, nella declinante Belle Époque e in concomitanza con gli eventi bellici: prima la guerra di Libia, poi la Grande Guerra. Cambia così, radicalmente, un fenomeno internazionale a lungo relegato dagli storici tra i soggetti minori e di costume e solo di recente pienamente rivalutato (E. Sturani, 1997): per avere un’idea del vertiginoso movimento che caratterizza gli esordi della cartolina, e del suo influsso nella storia sociale e della cultura, basti considerare che tra il 1898 e il 1918 il volume mondiale di pezzi circolanti raggiungeva il numero astronomico di 140 miliardi (W. Till, 1983).

La nascita della cartolina (fine XIX - inizio XX sec.) / Bagella, S.. - (2025).

La nascita della cartolina (fine XIX - inizio XX sec.)

Stefania Bagella
2025-01-01

Abstract

Vecchie cartoline postali come atlanti visivi del Novecento: la mostra “Vista mare”, allestita alla Torre Sulis di Alghero, racconta il litorale sardo attraverso immagini e lastre fotografiche d’epoca. L’iniziativa rientra nel festival “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” promosso da Aes Editori Sardi. La nascita della cartolina e la sua diffusione in Europa e nel mondo come grande fenomeno sociale tra la fine del XIX e l'inizio del XX sec. La prima cartolina postale venne emessa nel 1869 dall’Impero austro-ungarico: si trattava di un cartoncino rettangolare bianco, preaffrancato (intero postale) e destinato a ricevere un testo non superiore alle venti parole. Economicità di tempo e denaro decretarono la diffusione di un supporto adatto a comunicazioni pratiche e veloci, come quelle commerciali e dei servizi. Negli stessi anni veniva rinnovato il sistema postale internazionale, con la fondazione nel 1878 dell’UPU, l’Unione Postale Universale. Fu subito evidente la versatilità della cartolina postale, che si arricchì dapprima di semplici fregi e decorazioni, poi di figurazioni più complesse e ben presto di immagini fotografiche. La fotografia, fino ad allora rara, se non elitaria, sancì il boom della cartolina postale illustrata, cioè la “cartolina” nell’accezione attuale. All’uso pratico si affiancava dunque quello sociale e ricreativo, oltre alla “liberazione dalla fatica di scrivere lettere, scarabocchiando poche parole, senza preoccuparsi di preamboli e conclusioni” (J. Staff, 1966). Il valore aggiunto era tutto nella possibilità di scoprire le immagini di un mondo perlopiù sconosciuto, dando vita a una vivacissima rete mondiale di scambi. Le cartoline facevano sognare soprattutto la piccola e media borghesia emergente, alfabetizzata e in grado di concedersi il piccolo lusso di un elegante album rilegato con le belle cartoline catalogate, rispondenti a ogni tipo d’interesse e di gusto. Il culmine del fenomeno si registra tra la fine dell’Ottocento e i primissimi anni del Novecento. Ma già con l’aumento tariffario del 1905 il mercato va incontro a una prima crisi, con l’inizio della concentrazione e della standardizzazione e il necessario adattamento a un mercato dalle esigenze mutate, nella declinante Belle Époque e in concomitanza con gli eventi bellici: prima la guerra di Libia, poi la Grande Guerra. Cambia così, radicalmente, un fenomeno internazionale a lungo relegato dagli storici tra i soggetti minori e di costume e solo di recente pienamente rivalutato (E. Sturani, 1997): per avere un’idea del vertiginoso movimento che caratterizza gli esordi della cartolina, e del suo influsso nella storia sociale e della cultura, basti considerare che tra il 1898 e il 1918 il volume mondiale di pezzi circolanti raggiungeva il numero astronomico di 140 miliardi (W. Till, 1983).
2025
La nascita della cartolina (fine XIX - inizio XX sec.) / Bagella, S.. - (2025).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11388/388492
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