Quando nel 1786 Charles Percier arriva a Roma è un ragazzo di ventidue anni: ha appena ottenuto il primo premio al concorso dell’Académie royale d’architecture ed è arrivato qui per completare la sua formazione nella capitale delle arti in qualità di borsista del re di Francia. Prima di divenire il celebre architetto che, assieme a Fontaine, avrebbe riformulato il gusto di un intero secolo, era già uno dei grandi disegnatori del suo tempo. Gli edifici antichi, le chiese paleocristiane, i capolavori del Rinascimento: niente sembra essere sfuggito al suo sguardo indagatore connesso alla matita che aveva in mano. In questo libro presentiamo i disegni che, al di fuori dei compiti assegnatigli dall’Académie, ha redatto osservando le ville di Roma. Uno sguardo acuto quanto curioso, dentro e fuori le convenzioni allora in uso presso i numerosi artisti stranieri presenti nella Roma internazionale del momento. C’è da chiedersi se, nell’osservare così attentamente i giardini della città dei papi, questo giovane francese non abbia anche attinto a una sua esperienza più personale: veniva da una famiglia modesta, suo padre era uno dei guardiani del Pont tournant, la passerella che, aperta e chiusa ogni giorno all'alba e al tramonto, permetteva al pubblico parigino di oltrepassare i giardini formali del Jardin des Tuileries per raggiungere la distesa degli Champs-Elysées. Una cerniera meccanica, tra due modi di intendere lo spazio allestito dall’arte di disporre la natura. I disegni, conservati presso la Bibliothèque de l’Institut de France a Parigi e in gran parte inediti, sono stati commentati da specialisti di varie discipline: Daria Borghese, Alberta Campitelli, Maria Celeste Cola, Alessandro Cremona, Grégoire Extermann, Sabine Frommel, Jean-Philippe Garric, Carlo Gasparri, Francesco Guidi, Francesca Mattei, Giuseppe Morganti, Susanna Pasquali, Martin Raspe, Steffi Roettgen, Sandro Santolini, Georg Schelbert, Alessandro Spila.

GIardini di palazzo Colonna / Spila, Alessandro. - Primo:(2026), pp. 133-137.

GIardini di palazzo Colonna

Spila
2026-01-01

Abstract

Quando nel 1786 Charles Percier arriva a Roma è un ragazzo di ventidue anni: ha appena ottenuto il primo premio al concorso dell’Académie royale d’architecture ed è arrivato qui per completare la sua formazione nella capitale delle arti in qualità di borsista del re di Francia. Prima di divenire il celebre architetto che, assieme a Fontaine, avrebbe riformulato il gusto di un intero secolo, era già uno dei grandi disegnatori del suo tempo. Gli edifici antichi, le chiese paleocristiane, i capolavori del Rinascimento: niente sembra essere sfuggito al suo sguardo indagatore connesso alla matita che aveva in mano. In questo libro presentiamo i disegni che, al di fuori dei compiti assegnatigli dall’Académie, ha redatto osservando le ville di Roma. Uno sguardo acuto quanto curioso, dentro e fuori le convenzioni allora in uso presso i numerosi artisti stranieri presenti nella Roma internazionale del momento. C’è da chiedersi se, nell’osservare così attentamente i giardini della città dei papi, questo giovane francese non abbia anche attinto a una sua esperienza più personale: veniva da una famiglia modesta, suo padre era uno dei guardiani del Pont tournant, la passerella che, aperta e chiusa ogni giorno all'alba e al tramonto, permetteva al pubblico parigino di oltrepassare i giardini formali del Jardin des Tuileries per raggiungere la distesa degli Champs-Elysées. Una cerniera meccanica, tra due modi di intendere lo spazio allestito dall’arte di disporre la natura. I disegni, conservati presso la Bibliothèque de l’Institut de France a Parigi e in gran parte inediti, sono stati commentati da specialisti di varie discipline: Daria Borghese, Alberta Campitelli, Maria Celeste Cola, Alessandro Cremona, Grégoire Extermann, Sabine Frommel, Jean-Philippe Garric, Carlo Gasparri, Francesco Guidi, Francesca Mattei, Giuseppe Morganti, Susanna Pasquali, Martin Raspe, Steffi Roettgen, Sandro Santolini, Georg Schelbert, Alessandro Spila.
2026
979-12-5746-004-4
GIardini di palazzo Colonna / Spila, Alessandro. - Primo:(2026), pp. 133-137.
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