Per orientamento consolidato, nell’ordinamento penale italiano i motivi che hanno spinto il reo ad agire non rilevano ai fini della formazione dell’elemento psicologico del reato. Essi, piuttosto, trovano espressa collocazione nell’ambito della commisurazione della pena o delle circostanze del reato. Tuttavia, una parte della giurisprudenza più recente, messa anche alla prova da una casistica espressione di una società in costante mutamento e tecnologicamente progredita, ha manifestato una sempre più forte esigenza di accertare cosa abbia spinto il reo ad agire e se questi, con la sua condotta, abbia effettivamente voluto ledere il bene tutelato dalla norma violata. A tale scopo, nei Tribunali è emerso un sempre più largo uso dei motivi come strumento di accertamento dell’elemento psicologico del reato. La presente tesi si propone, quindi, di indagare lo stato di avanzamento del processo di personalizzazione della responsabilità penale all’interno dell’ordinamento italiano, soffermandosi, in particolare, sul possibile ruolo in tale evoluzione dei motivi che hanno spinto il reo ad agire. La prima parte del lavoro è dedicata all’analisi dell’evoluzione del concetto di colpevolezza nel sistema penale italiano e all’attuale collocazione dei motivi all’interno di esso. Nella seconda parte, invece, si analizza la giurisprudenza più recente, anche quella sui c.d. reati culturalmente motivati che più di altre fattispecie ha sottolineato il rilievo dei motivi nell’ambito della responsabilità penale, individuando i profili che maggiormente consentono, come si può leggere nei passaggi conclusivi, di affermare che i motivi e il processo motivazionale possano gradatamente acquisire rilievo anche nel processo di formazione dell’elemento psicologico del reato in senso stretto.

According to consolidated guidelines established in the Italian criminal law, the reasons that have induced the offender to act are not relevant to the formation of the psychological component of the crime. They are, instead, taken into account in the context of the determination of the penalty or circumstances of the crime. However, a part of the most recent case-law, – tested by a casuistry of a constantly changing and technologically advanced society – , has expressed an increasingly strong need to ascertain what has induced the offender to act, and, taking into account his conduct, if he actually wanted to violate the law. For this purpose, the reason as a tool to ascertain the psychological component of the crime is increasingly being used in the courts. The present thesis aims therefore to investigate the state of advancement of the personalizing process of criminal liability within the Italian legal system, focusing in particular on the possible role of the reasons that have induced the offender to act. The first part of this paper analyzes the evolution of the concept of guiltiness within Italian criminal law as well as the current collocation of the reasons within it. The second part explores the most recent case-law, even those of the so-called cultural-oriented crimes that, more than the others, have emphasized the reasons in the context of criminal liability, identifying the profiles that mostly – as you can see in the conclusions - , state that the reasons and the motivational process can gradually gain importance even in the formation of the psychological component of the crime.

Sul rapporto tra motivi e colpevolezza: alla prova anche dei reati culturalmente motivati / Sias, Alessandra. - (2022 Dec 05).

Sul rapporto tra motivi e colpevolezza: alla prova anche dei reati culturalmente motivati

SIAS, Alessandra
2022-12-05

Abstract

According to consolidated guidelines established in the Italian criminal law, the reasons that have induced the offender to act are not relevant to the formation of the psychological component of the crime. They are, instead, taken into account in the context of the determination of the penalty or circumstances of the crime. However, a part of the most recent case-law, – tested by a casuistry of a constantly changing and technologically advanced society – , has expressed an increasingly strong need to ascertain what has induced the offender to act, and, taking into account his conduct, if he actually wanted to violate the law. For this purpose, the reason as a tool to ascertain the psychological component of the crime is increasingly being used in the courts. The present thesis aims therefore to investigate the state of advancement of the personalizing process of criminal liability within the Italian legal system, focusing in particular on the possible role of the reasons that have induced the offender to act. The first part of this paper analyzes the evolution of the concept of guiltiness within Italian criminal law as well as the current collocation of the reasons within it. The second part explores the most recent case-law, even those of the so-called cultural-oriented crimes that, more than the others, have emphasized the reasons in the context of criminal liability, identifying the profiles that mostly – as you can see in the conclusions - , state that the reasons and the motivational process can gradually gain importance even in the formation of the psychological component of the crime.
Per orientamento consolidato, nell’ordinamento penale italiano i motivi che hanno spinto il reo ad agire non rilevano ai fini della formazione dell’elemento psicologico del reato. Essi, piuttosto, trovano espressa collocazione nell’ambito della commisurazione della pena o delle circostanze del reato. Tuttavia, una parte della giurisprudenza più recente, messa anche alla prova da una casistica espressione di una società in costante mutamento e tecnologicamente progredita, ha manifestato una sempre più forte esigenza di accertare cosa abbia spinto il reo ad agire e se questi, con la sua condotta, abbia effettivamente voluto ledere il bene tutelato dalla norma violata. A tale scopo, nei Tribunali è emerso un sempre più largo uso dei motivi come strumento di accertamento dell’elemento psicologico del reato. La presente tesi si propone, quindi, di indagare lo stato di avanzamento del processo di personalizzazione della responsabilità penale all’interno dell’ordinamento italiano, soffermandosi, in particolare, sul possibile ruolo in tale evoluzione dei motivi che hanno spinto il reo ad agire. La prima parte del lavoro è dedicata all’analisi dell’evoluzione del concetto di colpevolezza nel sistema penale italiano e all’attuale collocazione dei motivi all’interno di esso. Nella seconda parte, invece, si analizza la giurisprudenza più recente, anche quella sui c.d. reati culturalmente motivati che più di altre fattispecie ha sottolineato il rilievo dei motivi nell’ambito della responsabilità penale, individuando i profili che maggiormente consentono, come si può leggere nei passaggi conclusivi, di affermare che i motivi e il processo motivazionale possano gradatamente acquisire rilievo anche nel processo di formazione dell’elemento psicologico del reato in senso stretto.
Colpevolezza; Motivi ad agire; Dolo; Oggetto del dolo; movente culturale
movente culturale
Sul rapporto tra motivi e colpevolezza: alla prova anche dei reati culturalmente motivati / Sias, Alessandra. - (2022 Dec 05).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11388/299934
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