This article proposes a rereading of Didi-Huberman’s work La survivance des lucioles, a book with a philosophical and political approach that does not appear to have anything to do with the territory, the city or planning. The writer of this article is nevertheless convinced that, thanks to the questions posed and the epistemological apertures it suggests, it is actually a precious instrument for revisiting the emergence of the new urban and territorial phenomena in a new light. By helping us cast off the idea that what is contemporary can be compacted onto the surface of the present and reduced to pure visibility of forms, the article frees us from the paradigms to which cartographic vision has accustomed us. It invites us to pay attention to the temporal statute of survival and the value and meaning of what exists but is yet devoid of form. As Didi-Huberman seems to suggest, attention to these aspects, often neglected by our disciplinary fields, could provide us with new lenses to transcend the apocalyptic gaze of much of contemporary literature and help us grasp, within the depths of contemporary territories, tiny things hidden from view, which have survived though forgotten: hidden energies, vital sparks that could nurture our present times and open up to other possible futures

Il saggio propone una rilettura del testo di Didi- Huberman La survivance des lucioles. Un testo di taglio filosofico e politico che apparentemente non sembra avere a che fare con il territorio, la città o la pianificazione. E che, invece, nelle convinzioni dell’autrice rappresenta, proprio per le questioni poste e per le aperture epistemologiche che suggerisce, uno strumento prezioso per rileggere in chiavi inedite l’emergere dei nuovi fenomeni urbani e territoriali. Il testo, infatti, nell’aiutarci a superare l’idea che il contemporaneo possa essere schiacciato sulla superficie del presente e ridotto alla pura visibilità delle forme, ci libera dai paradigmi a cui ci ha abituato la visione cartografica e ci invita a porre attenzione allo statuto temporale delle sopravvivenze e al valore e al significato di ciò che esiste, ma è ancora privo di forma. L’attenzione a queste dimensioni, spesso trascurate dai nostri saperi disciplinari, potrebbe fornirci, come sembra suggerirci Didi-Huberman, delle nuove lenti per superare lo sguardo apocalittico di molta letteratura contemporanea e aiutarci a cogliere nello spessore dei territori contemporanei, cose minuscole e nascoste alla vista, sopravvivenze dimenticate, energie nascoste, scintille vitali, che potrebbero nutrire il nostro presente e aprire verso altri futuri possibili.

Georges Didi-Huberman, La survivance des lucioles. The thickness of time: going beyond the surface of the present to / Decandia, Lidia. - (2022), pp. 253-263. [10.1007/978-3-030-93107-0]

Georges Didi-Huberman, La survivance des lucioles. The thickness of time: going beyond the surface of the present to

Decandia Lidia
2022

Abstract

Il saggio propone una rilettura del testo di Didi- Huberman La survivance des lucioles. Un testo di taglio filosofico e politico che apparentemente non sembra avere a che fare con il territorio, la città o la pianificazione. E che, invece, nelle convinzioni dell’autrice rappresenta, proprio per le questioni poste e per le aperture epistemologiche che suggerisce, uno strumento prezioso per rileggere in chiavi inedite l’emergere dei nuovi fenomeni urbani e territoriali. Il testo, infatti, nell’aiutarci a superare l’idea che il contemporaneo possa essere schiacciato sulla superficie del presente e ridotto alla pura visibilità delle forme, ci libera dai paradigmi a cui ci ha abituato la visione cartografica e ci invita a porre attenzione allo statuto temporale delle sopravvivenze e al valore e al significato di ciò che esiste, ma è ancora privo di forma. L’attenzione a queste dimensioni, spesso trascurate dai nostri saperi disciplinari, potrebbe fornirci, come sembra suggerirci Didi-Huberman, delle nuove lenti per superare lo sguardo apocalittico di molta letteratura contemporanea e aiutarci a cogliere nello spessore dei territori contemporanei, cose minuscole e nascoste alla vista, sopravvivenze dimenticate, energie nascoste, scintille vitali, che potrebbero nutrire il nostro presente e aprire verso altri futuri possibili.
9783030931063
9783030931070
2665757X
This article proposes a rereading of Didi-Huberman’s work La survivance des lucioles, a book with a philosophical and political approach that does not appear to have anything to do with the territory, the city or planning. The writer of this article is nevertheless convinced that, thanks to the questions posed and the epistemological apertures it suggests, it is actually a precious instrument for revisiting the emergence of the new urban and territorial phenomena in a new light. By helping us cast off the idea that what is contemporary can be compacted onto the surface of the present and reduced to pure visibility of forms, the article frees us from the paradigms to which cartographic vision has accustomed us. It invites us to pay attention to the temporal statute of survival and the value and meaning of what exists but is yet devoid of form. As Didi-Huberman seems to suggest, attention to these aspects, often neglected by our disciplinary fields, could provide us with new lenses to transcend the apocalyptic gaze of much of contemporary literature and help us grasp, within the depths of contemporary territories, tiny things hidden from view, which have survived though forgotten: hidden energies, vital sparks that could nurture our present times and open up to other possible futures
Georges Didi-Huberman, La survivance des lucioles. The thickness of time: going beyond the surface of the present to / Decandia, Lidia. - (2022), pp. 253-263. [10.1007/978-3-030-93107-0]
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