Il percorso storico che dalla fondazione sull’isola di Sant’Antioco di una prima organizzazione urbana, la feniciaSLKY, va snodandosi attraverso una fase di vita punica verso la nascita dellaSulciromana, ha in sé un comune filo conduttore identificabile nell’ininterrotta rilevanza di questo centro.Il migliore strumento per un’esauriente ricostruzione di quello che va riconosciuto come uno tra i più significativi scenari storici sardi è senza dubbio l’interazione tra i vari elementi di una ricerca e, in particolare, quella tra il dato epigrafico e quello archeologico. Questo assunto risulta particolarmente vero per l’analisi del centro sulcitano durante il periodo romano e in special modo per lo studio della sua topografia. Infatti, nonostante si conservino diverse epigrafi recanti la memoria di edifici e strutture, queste risultano purtroppo di scarsa utilità per una sua ricostruzione poiché rinvenute ormai avulse dal loro contesto originario, rendendo così necessario il ricorso al dato archeologico.In questa occasione si cercherà di fornire quindi, con l’ausilio della documentazione passata e di una notizia preliminare delle più recenti ricerche, una ricostruzione dell’aspetto di parte della città diSulcie, in particolare, delle sue vie urbane che, seppur limitata, aiuterà perlomeno a contestualizzare l’ambiente e la società in cui le sunnominate epigrafi furono prodotte.

Sant'Antioco, area del Cronicario: notizie preliminari sullo scavo della strada B34:(2008), pp. 253-264. ((Intervento presentato al convegno Epigrafia romana in Sardegna tenutosi a Sant'Antioco nel 14-15 luglio 2007 [10.1400/105047].

Sant'Antioco, area del Cronicario: notizie preliminari sullo scavo della strada B

2008

Abstract

Il percorso storico che dalla fondazione sull’isola di Sant’Antioco di una prima organizzazione urbana, la feniciaSLKY, va snodandosi attraverso una fase di vita punica verso la nascita dellaSulciromana, ha in sé un comune filo conduttore identificabile nell’ininterrotta rilevanza di questo centro.Il migliore strumento per un’esauriente ricostruzione di quello che va riconosciuto come uno tra i più significativi scenari storici sardi è senza dubbio l’interazione tra i vari elementi di una ricerca e, in particolare, quella tra il dato epigrafico e quello archeologico. Questo assunto risulta particolarmente vero per l’analisi del centro sulcitano durante il periodo romano e in special modo per lo studio della sua topografia. Infatti, nonostante si conservino diverse epigrafi recanti la memoria di edifici e strutture, queste risultano purtroppo di scarsa utilità per una sua ricostruzione poiché rinvenute ormai avulse dal loro contesto originario, rendendo così necessario il ricorso al dato archeologico.In questa occasione si cercherà di fornire quindi, con l’ausilio della documentazione passata e di una notizia preliminare delle più recenti ricerche, una ricostruzione dell’aspetto di parte della città diSulcie, in particolare, delle sue vie urbane che, seppur limitata, aiuterà perlomeno a contestualizzare l’ambiente e la società in cui le sunnominate epigrafi furono prodotte.
9788843045204
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