La coltura del colza è caratterizzata da un lento accrescimento nelle prime fasi di sviluppo, fasi in cui la rapida crescita delle infestanti risulta potenzialmente limitante. Una efficace competizione della coltura verso le infestanti si verifica solo dopo che la copertura vegetale ricopre completamente le interfile. Inoltre, le infestanti dotate di ramificazioni e di apparato radicale vigoroso esercitano una severa competizione per gli elementi nutritivi disponibili (Bishnoiet al., 2007). In Brassica sp.pl., Bishnoiet al. (2007) hanno riportato perdite comprese tra il 30 e il 50%, a seconda dell’accrescimento e della persistenza delle infestanti nel campo. Le difficoltà nella gestione delle infestanti del colza, oltre che derivare dalla possibile inadeguata preparazione del letto di semina e da un eventuale insufficiente grado di umidità del suolo, risiede nelle ridotte dimensioni dei semi e nel loro breve tempo di germinazione, che rendono la coltura molto sensibile alle avversità ambientali nelle sue fasi iniziali (Paudelet al., 2008). In mancanza di validi prodotti ad ampio spettro dicotiledonicida applicabili nella post-emergenza della coltura, il diserbo del colza si basa prevalentemente sull’impiego del metazachlor, che può essere applicato anche nei primi stadi di sviluppo. Rimane quasi insoluto il problema del controllo delle crucifere qualiSinapis, Rapistrum, Raphanus, eBrassica, specie tardive generalmente presenti in autunno e durante gli inverni miti. Obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’effetto di diversi trattamenti di controllo delle infestanti, basati sull’impiego di metazachlor, sulla resa e sue componenti in colza var. Kabel.

Gestione delle infestanti del colza (Brassica napusvar.oleifera) in ambiente mediterraneo: risultati preliminari / Ledda, Luigi; Deligios, Paola Antonia; Farci, Roberta. - (2010), pp. 95-96. (Intervento presentato al convegno 39. Convegno della Società italiana di agronomia: atti).

Gestione delle infestanti del colza (Brassica napusvar.oleifera) in ambiente mediterraneo: risultati preliminari

Ledda, Luigi;Deligios, Paola Antonia;Farci, Roberta
2010-01-01

Abstract

La coltura del colza è caratterizzata da un lento accrescimento nelle prime fasi di sviluppo, fasi in cui la rapida crescita delle infestanti risulta potenzialmente limitante. Una efficace competizione della coltura verso le infestanti si verifica solo dopo che la copertura vegetale ricopre completamente le interfile. Inoltre, le infestanti dotate di ramificazioni e di apparato radicale vigoroso esercitano una severa competizione per gli elementi nutritivi disponibili (Bishnoiet al., 2007). In Brassica sp.pl., Bishnoiet al. (2007) hanno riportato perdite comprese tra il 30 e il 50%, a seconda dell’accrescimento e della persistenza delle infestanti nel campo. Le difficoltà nella gestione delle infestanti del colza, oltre che derivare dalla possibile inadeguata preparazione del letto di semina e da un eventuale insufficiente grado di umidità del suolo, risiede nelle ridotte dimensioni dei semi e nel loro breve tempo di germinazione, che rendono la coltura molto sensibile alle avversità ambientali nelle sue fasi iniziali (Paudelet al., 2008). In mancanza di validi prodotti ad ampio spettro dicotiledonicida applicabili nella post-emergenza della coltura, il diserbo del colza si basa prevalentemente sull’impiego del metazachlor, che può essere applicato anche nei primi stadi di sviluppo. Rimane quasi insoluto il problema del controllo delle crucifere qualiSinapis, Rapistrum, Raphanus, eBrassica, specie tardive generalmente presenti in autunno e durante gli inverni miti. Obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’effetto di diversi trattamenti di controllo delle infestanti, basati sull’impiego di metazachlor, sulla resa e sue componenti in colza var. Kabel.
2010
9788890438714
Gestione delle infestanti del colza (Brassica napusvar.oleifera) in ambiente mediterraneo: risultati preliminari / Ledda, Luigi; Deligios, Paola Antonia; Farci, Roberta. - (2010), pp. 95-96. (Intervento presentato al convegno 39. Convegno della Società italiana di agronomia: atti).
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