Il 13 aprile 1878 moriva Giovanni Spano: la prossima ricorrenza del centenario della morte è l'occasione per presentare ora una rilettura della chiesa di S. Pietro di Bosa, che per la prima volta era stata studiata e fatta conoscere dall'archeologo sardo, molto legato alla cittadina del Temo.In coincidenza con il novecentenario della consacrazione, avvenuta per opera del vescovo Costantino de Castra nel 1073, la chiesa romanica ha avuto anche di recente l'attenzione degli storici dell'arte e degli studiosi in genere: nel 1974, in occasione dei festeggiamenti, organizzati da un Comitato diocesano e dall'Amministrazione comunale di Bosa, venne pubblicato un intero volume sulla chiesa, dove però sono lasciati in ombra gli aspetti più propriamente artistici del monumento.La necessità di una ripresa critica degli studi fin qui svolti sul S. Pietro di Bosa è ora suggerita, oltre che dall'opportunità di colmare questa lacuna, anche dall'esigenza di tener conto delle nuove stimolanti ipotesi successivamente proposte dal Sanpaolesi, che ha tentato, con una serie di interessanti e significative argomentazioni, di retrodatare il primitivo impianto romanico ed anche l'abside.All'autore di questo lavoro è inoltre parso che troppo scarso peso sia stato fin qui attribuito alle numerose iscrizioni rinvenute o conservate presso la chiesa di S. Pietro: può darsi perciò che, a causa della propria specializzazione, abbia corso il rischio opposto di sopravvalutare la testimonianza epigrafica a detrimento di altri aspetti, ugualmente importanti, del monumento. In ogni caso alcuni dati certi emergono dalle iscrizioni, pubblicate in un catalogo a parte alla fine, di questo lavoro, circa l'ambiente in cui - sulle aree cimiteriali romane dell'antica Bosa - sorse la chiesa di S. Pietro e circa la cronologia delle sue diverse fasi costruttive, in connessione con gli avvenimenti che in quegli anni si svolgevano in Sardegna, nel giudicato di Torres e nella diocesi di Bosa.

La Chiesa di San Pietro di Bosa alla luce della documentazione epigrafica / Mastino, Attilio. - (1978), pp. 9-70.

La Chiesa di San Pietro di Bosa alla luce della documentazione epigrafica

Mastino, Attilio
1978

Abstract

Il 13 aprile 1878 moriva Giovanni Spano: la prossima ricorrenza del centenario della morte è l'occasione per presentare ora una rilettura della chiesa di S. Pietro di Bosa, che per la prima volta era stata studiata e fatta conoscere dall'archeologo sardo, molto legato alla cittadina del Temo.In coincidenza con il novecentenario della consacrazione, avvenuta per opera del vescovo Costantino de Castra nel 1073, la chiesa romanica ha avuto anche di recente l'attenzione degli storici dell'arte e degli studiosi in genere: nel 1974, in occasione dei festeggiamenti, organizzati da un Comitato diocesano e dall'Amministrazione comunale di Bosa, venne pubblicato un intero volume sulla chiesa, dove però sono lasciati in ombra gli aspetti più propriamente artistici del monumento.La necessità di una ripresa critica degli studi fin qui svolti sul S. Pietro di Bosa è ora suggerita, oltre che dall'opportunità di colmare questa lacuna, anche dall'esigenza di tener conto delle nuove stimolanti ipotesi successivamente proposte dal Sanpaolesi, che ha tentato, con una serie di interessanti e significative argomentazioni, di retrodatare il primitivo impianto romanico ed anche l'abside.All'autore di questo lavoro è inoltre parso che troppo scarso peso sia stato fin qui attribuito alle numerose iscrizioni rinvenute o conservate presso la chiesa di S. Pietro: può darsi perciò che, a causa della propria specializzazione, abbia corso il rischio opposto di sopravvalutare la testimonianza epigrafica a detrimento di altri aspetti, ugualmente importanti, del monumento. In ogni caso alcuni dati certi emergono dalle iscrizioni, pubblicate in un catalogo a parte alla fine, di questo lavoro, circa l'ambiente in cui - sulle aree cimiteriali romane dell'antica Bosa - sorse la chiesa di S. Pietro e circa la cronologia delle sue diverse fasi costruttive, in connessione con gli avvenimenti che in quegli anni si svolgevano in Sardegna, nel giudicato di Torres e nella diocesi di Bosa.
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