Presso le rive del Lago Omodeo è stato recentemente individuato un insediamento di grande interesse scientifico. Si tratta di una ventina di costruzioni residue, presumibilmente abitazioni, appena affioranti dal piano di campagna, disposte in un'area di circa quattro ettari. Dalle prime ricognizioni e dai rilevamenti fin qua effettuati si individuano due planimetrie. La prima è caratterizzata da due vani, l'uno semicircolare (diam. massimo m. 14,10), il successivo rettangolare, all'interno dei quali si distinguono elementi architettonici divisori. La seconda appare circolare (diam. massimo finora riscontrato m. 17,50), percorsa da una sorta di corridoio centrale e con suddivisioni interne.Soprattutto la prima struttura appare rilevante: essa infatti ricalca uno dei moduli architettonici delle abitazioni delle comunità di Cultura di Ozieri, ricostruiti sulla base della documentazione indiretta fornita dalledomus de janas. Questo modulo è quello più rappresentato negli ipogei (è noto, infatti, da una trentina di esempi) e corrisponde, presumibilmente, al tipo di abitazione più diffuso: una capanna estesa per un'area di circa 200 mq.Sull'attribuzione dell'insediamento alla Cultura di Ozieri depongono le centinaia di strumenti in ossidiana recuperati in superficie. Tali strumenti, infatti, sulla base dell'analisi tipologica e tipometrica, sono riferibili a questa cultura.

L'Insediamento di Serra Linta a Sedilo (OR) / Depalmas, Anna. - (1997), pp. 297-305. ((Intervento presentato al convegno La cultura di Ozieri: la Sardegna e il Mediterraneo nel IV e III millennio a.C.: atti del 2. Convegno di studi.

L'Insediamento di Serra Linta a Sedilo (OR)

Depalmas, Anna;Tanda, Giuseppa
1997

Abstract

Presso le rive del Lago Omodeo è stato recentemente individuato un insediamento di grande interesse scientifico. Si tratta di una ventina di costruzioni residue, presumibilmente abitazioni, appena affioranti dal piano di campagna, disposte in un'area di circa quattro ettari. Dalle prime ricognizioni e dai rilevamenti fin qua effettuati si individuano due planimetrie. La prima è caratterizzata da due vani, l'uno semicircolare (diam. massimo m. 14,10), il successivo rettangolare, all'interno dei quali si distinguono elementi architettonici divisori. La seconda appare circolare (diam. massimo finora riscontrato m. 17,50), percorsa da una sorta di corridoio centrale e con suddivisioni interne.Soprattutto la prima struttura appare rilevante: essa infatti ricalca uno dei moduli architettonici delle abitazioni delle comunità di Cultura di Ozieri, ricostruiti sulla base della documentazione indiretta fornita dalledomus de janas. Questo modulo è quello più rappresentato negli ipogei (è noto, infatti, da una trentina di esempi) e corrisponde, presumibilmente, al tipo di abitazione più diffuso: una capanna estesa per un'area di circa 200 mq.Sull'attribuzione dell'insediamento alla Cultura di Ozieri depongono le centinaia di strumenti in ossidiana recuperati in superficie. Tali strumenti, infatti, sulla base dell'analisi tipologica e tipometrica, sono riferibili a questa cultura.
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