L’esortazione rivolta agli studenti di medicina era quella di studiare l’Anatomia. «Bisogna dedicarsi ad essa assiduamente e con grandissima intelligenza; l’orrore dei cadaveri e le immagini di morte, le nuda ossa, i muscoli dissezionati, le viscere avviluppate, le arterie, le vene, i nervi, devono essere esaminati con occhi impavidi e toccati con la mente e con le mani». Questo manifesto d’intenti servì da base per il programma del Corso di Anatomia. Nonostante le difficoltà, tra cui la mancanza di cadaveri che, tra l’altro, fece saltare la prima dimostrazione pubblica il 12 gennaio 1766, l’anatomia divenne la disciplina di base. Negli anni Novanta è documentata nell’ospedale la presenza «di una stanza anatomica per le sezioni cadaveriche». E anche la dotazione libraria dell’Istituto di Anatomia attesta che i docenti erano inseriti nel circuito europeo delle conoscenze. Col tempo, la facoltà cercò di adeguare i programmi di formazione medica alla nuova medicina anatomo-clinica. Dopo l’anatomia descrittiva arrivava l’anatomia comparata e, quindi, l’anatomia umana normale si separava nell’Ottocento dall’Anatomia patologica. Nel primo Ottocento fu proprio l’anatomia a creare un ponte tra la formazione dei medici e dei chirurghi: alcune riforme dei primi dell’Ottocento stabilirono lo studio in comune della materia per gli studenti della Facoltà di Medicina e della Scuola di Chirurgia, avvicinando i percorsi formativi, cosa che avrebbe preparato la nascita della Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 1857.

Dai libri ai corpi: lo studio dell’Anatomia nel Settecento / Tognotti, Eugenia. - (2008), pp. 259-261.

Dai libri ai corpi: lo studio dell’Anatomia nel Settecento

Tognotti, Eugenia
2008-01-01

Abstract

L’esortazione rivolta agli studenti di medicina era quella di studiare l’Anatomia. «Bisogna dedicarsi ad essa assiduamente e con grandissima intelligenza; l’orrore dei cadaveri e le immagini di morte, le nuda ossa, i muscoli dissezionati, le viscere avviluppate, le arterie, le vene, i nervi, devono essere esaminati con occhi impavidi e toccati con la mente e con le mani». Questo manifesto d’intenti servì da base per il programma del Corso di Anatomia. Nonostante le difficoltà, tra cui la mancanza di cadaveri che, tra l’altro, fece saltare la prima dimostrazione pubblica il 12 gennaio 1766, l’anatomia divenne la disciplina di base. Negli anni Novanta è documentata nell’ospedale la presenza «di una stanza anatomica per le sezioni cadaveriche». E anche la dotazione libraria dell’Istituto di Anatomia attesta che i docenti erano inseriti nel circuito europeo delle conoscenze. Col tempo, la facoltà cercò di adeguare i programmi di formazione medica alla nuova medicina anatomo-clinica. Dopo l’anatomia descrittiva arrivava l’anatomia comparata e, quindi, l’anatomia umana normale si separava nell’Ottocento dall’Anatomia patologica. Nel primo Ottocento fu proprio l’anatomia a creare un ponte tra la formazione dei medici e dei chirurghi: alcune riforme dei primi dell’Ottocento stabilirono lo studio in comune della materia per gli studenti della Facoltà di Medicina e della Scuola di Chirurgia, avvicinando i percorsi formativi, cosa che avrebbe preparato la nascita della Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 1857.
2008
978-88-6202-071-8
Dai libri ai corpi: lo studio dell’Anatomia nel Settecento / Tognotti, Eugenia. - (2008), pp. 259-261.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tognotti_E_Dai_libri_ai_corpi.pdf

accesso aperto

Tipologia: Versione editoriale (versione finale pubblicata)
Licenza: Non specificato
Dimensione 1.16 MB
Formato Adobe PDF
1.16 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11388/261822
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact