Con l'avvento della società dell'informazione è cambiato radicalmente il modo di trasmettere la conoscenza e il modo di insegnare avvalendosi di opere e creazioni altrui. E' ormai prassi consolidata per un docente e per un istituto d'istruzione mettere a disposizione degli studenti materiale didattico mediante posta elettronica altri sistemi di comunicazione telematica (siti Internet, pagine intranet, spazi di discussione virtuali, protocolli di trasferimentofile, etc). Sono sempre più diffuse le forme d'istruzione e apprendimento a distanza (oe-learning), soprattutto a livello universitario, che permettono agli studenti di ricevere e utilizzare materiale didattico di vario genere (testi, contenuti musicali, audiovisivi, multimediali, etc.) dovunque essi vogliano. Anche l'aula tradizionalmente intesa non è più la stessa da quando chi insegna si avvale di strumenti e metodi di comunicazione che conferiscono alla singola lezione frontale una dimensione illustrativa e interattiva mai avuta prima. Si pensi alla lettura, alla visione o all'ascolto in classe di estratti da opere letterarie, figurative, musicali, cinematografiche con il semplice ausilio di un elaboratore portatile, di un proiettore e, volendo, di una connessione a internet.Le attività appena ricordate fanno sorgere delicate questioni legali ogni qualvolta il materiale utilizzato per fini didattici sia protetto da diritti d'autore spettanti a varie categorie di detentori: l'editore di un'opera letteraria, di un manuale o di un articolo scientifico; gli autori e interpreti di opere musicali e i produttori delle registrazioni che le incorporano; i produttori cinematografici e le emittenti radiotelevisive, etc. Il diritto d'autore, nelle varie declinazioni nazionali, conferisce esclusive che sottopongono la riproduzione, la distribuzione, la comunicazione al pubblico, la traduzione, l'adattamento e l'elaborazione delle opere protette a un potere di autorizzazione riconosciuto ai rispettivi titolari.In un sistema del genere è pertanto opportuno identificare con quanta più precisione possibile il confine tra usi didatticiliberio comunque consentiti senza l'autorizzazione degli aventi diritto e altre utilizzazioni più estese e complesse che, al contrario, per essere pienamente legittime devono formare oggetto di compensazione economica a favore dei titolari dei diritti oppure essere autorizzate mediante licenze, tanto individuali quanto collettive.Il presente studio esplora questa sottile linea di demarcazione nel diritto italiano che, in Europa, costituisce un caso difficile, se non addirittura isolato.

Report scientifico di analisi e comparazione delle eccezioni al diritto d'autore per usi didattici e dei principali modelli di licenze e accordi tra titolari dei diritti e istituti d'istruzione: la situazione italiana a confronto con le esperienze di alcuni Paesi dell'Unione Europea e degli Stati Uniti d'America(2011).

Report scientifico di analisi e comparazione delle eccezioni al diritto d'autore per usi didattici e dei principali modelli di licenze e accordi tra titolari dei diritti e istituti d'istruzione: la situazione italiana a confronto con le esperienze di alcuni Paesi dell'Unione Europea e degli Stati Uniti d'America

2011

Abstract

Con l'avvento della società dell'informazione è cambiato radicalmente il modo di trasmettere la conoscenza e il modo di insegnare avvalendosi di opere e creazioni altrui. E' ormai prassi consolidata per un docente e per un istituto d'istruzione mettere a disposizione degli studenti materiale didattico mediante posta elettronica altri sistemi di comunicazione telematica (siti Internet, pagine intranet, spazi di discussione virtuali, protocolli di trasferimentofile, etc). Sono sempre più diffuse le forme d'istruzione e apprendimento a distanza (oe-learning), soprattutto a livello universitario, che permettono agli studenti di ricevere e utilizzare materiale didattico di vario genere (testi, contenuti musicali, audiovisivi, multimediali, etc.) dovunque essi vogliano. Anche l'aula tradizionalmente intesa non è più la stessa da quando chi insegna si avvale di strumenti e metodi di comunicazione che conferiscono alla singola lezione frontale una dimensione illustrativa e interattiva mai avuta prima. Si pensi alla lettura, alla visione o all'ascolto in classe di estratti da opere letterarie, figurative, musicali, cinematografiche con il semplice ausilio di un elaboratore portatile, di un proiettore e, volendo, di una connessione a internet.Le attività appena ricordate fanno sorgere delicate questioni legali ogni qualvolta il materiale utilizzato per fini didattici sia protetto da diritti d'autore spettanti a varie categorie di detentori: l'editore di un'opera letteraria, di un manuale o di un articolo scientifico; gli autori e interpreti di opere musicali e i produttori delle registrazioni che le incorporano; i produttori cinematografici e le emittenti radiotelevisive, etc. Il diritto d'autore, nelle varie declinazioni nazionali, conferisce esclusive che sottopongono la riproduzione, la distribuzione, la comunicazione al pubblico, la traduzione, l'adattamento e l'elaborazione delle opere protette a un potere di autorizzazione riconosciuto ai rispettivi titolari.In un sistema del genere è pertanto opportuno identificare con quanta più precisione possibile il confine tra usi didatticiliberio comunque consentiti senza l'autorizzazione degli aventi diritto e altre utilizzazioni più estese e complesse che, al contrario, per essere pienamente legittime devono formare oggetto di compensazione economica a favore dei titolari dei diritti oppure essere autorizzate mediante licenze, tanto individuali quanto collettive.Il presente studio esplora questa sottile linea di demarcazione nel diritto italiano che, in Europa, costituisce un caso difficile, se non addirittura isolato.
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