L’invecchiamento e lo spopolamento che caratterizzano le previsioni demografiche sulla Sardegna sono esito di due processi fra loro strettamente interconnessi: il declino della fecondità e la migrazione verso la città. Si delinea quindi un aggravamento delle sofferenze dei piccoli centri, che si ripercuoteranno sulla possibilità di mantenerne l'attuale estensione dei nuclei urbani, sulla capacità di presidiare il territorio, sull'organizzazione di sevizi di base (scuole, sanità, trasporti, …) e sulla tutela del patrimonio storico. Il problema può essere solo affrontato con un insieme di azioni su vari registri e alle varie scale. Tra queste è particolarmente rilevante la scala architettonica, poiché in essa spesso convergono le contraddizioni prodotte dalla coesistenza tra le esigenze dei nuovi stili di vita, della conservazione e della sostenibilità. L’articolo propone una modalità d’intervento dell’esistente che evita l’adeguamento a lay-out spaziali standard per privilegiare una concezione dell’edificio come un sistema di strati successivi, la cui integrazione con ulteriori nuovi strati reversibili permette una compatibilità tra le strutture esistenti e le nuove attività. Un sistema di aggiunte che mantengono la tipologia e la materialità originaria in filigrana, ma sottraggono l’edificio storico al campo della pura conservazione per riportarlo in quello della vita quotidiana.

Progettare per sovrapposizione. Esperimenti di riqualificazione del patrimonio costruito / Spanedda, Francesco. - (2020), pp. 100-113.

Progettare per sovrapposizione. Esperimenti di riqualificazione del patrimonio costruito

Francesco Spanedda
2020

Abstract

L’invecchiamento e lo spopolamento che caratterizzano le previsioni demografiche sulla Sardegna sono esito di due processi fra loro strettamente interconnessi: il declino della fecondità e la migrazione verso la città. Si delinea quindi un aggravamento delle sofferenze dei piccoli centri, che si ripercuoteranno sulla possibilità di mantenerne l'attuale estensione dei nuclei urbani, sulla capacità di presidiare il territorio, sull'organizzazione di sevizi di base (scuole, sanità, trasporti, …) e sulla tutela del patrimonio storico. Il problema può essere solo affrontato con un insieme di azioni su vari registri e alle varie scale. Tra queste è particolarmente rilevante la scala architettonica, poiché in essa spesso convergono le contraddizioni prodotte dalla coesistenza tra le esigenze dei nuovi stili di vita, della conservazione e della sostenibilità. L’articolo propone una modalità d’intervento dell’esistente che evita l’adeguamento a lay-out spaziali standard per privilegiare una concezione dell’edificio come un sistema di strati successivi, la cui integrazione con ulteriori nuovi strati reversibili permette una compatibilità tra le strutture esistenti e le nuove attività. Un sistema di aggiunte che mantengono la tipologia e la materialità originaria in filigrana, ma sottraggono l’edificio storico al campo della pura conservazione per riportarlo in quello della vita quotidiana.
978-88-351-0997-6
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11388/239533
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