Il campo del diritto familiare è percorso da forti tensioni e da forti conflitti, il primo dei quali -e fondamentale- si instaura nel rapporto tra gli ordini di regole che sono im gioco. Come sempre accade nei passaggi cruciali dell’evoluzione del diritto familiare, si sta oggi verificando una sorta di scontro fra i principi del diritto naturale, le norme del diritto positivo, le regole del diritto effettivo. Del diritto naturale, inteso come supremo ideale di equità id quod semper aequum et bonum est, insieme di regole non sempre codificate ispirate ad un superiore ed universale principio di giustizia, la cui validità prescinde dalle singole normazioni positive; del diritto positivo, costituito dall’insieme delle disposizioni normative, create dalla volontà umana, vigenti in un particolare ordinamento ed in un dato momento storico; del diritto effettivo riconosciuto come insieme di regole effettivamente operanti nella società: il diritto che la gente accetta, il diritto che la giurisprudenza applica, il diritto come è nella realtà (C.M.Bianca). E se storicamente l’idea di un diritto naturale quale eterno modello di giustizia nasce dalla ricerca di una limitazione all’arbitrio della legge di fronte alle prevalenti esigenze morali avvertite dall’uomo, ora essa deve necessariamente contrapporsi anche agli eccessi del diritto effettivo. Questo conflitto, che aleggia, in realtà, su tutti i campi del diritto mentre pervade totalmente il diritto di famiglia, trova la massima espansione sul terreno degli assetti familiari. Ciò perché la famiglia (la quale, come dicono i grandi studiosi, precede il diritto), nel bene e nel male, è soprattutto un’istituzione spontanea, che tende a sfuggire all’invadenza della regolamentazione giuridica, dotandosi di una legge propria a protezione di assetti e di interessi che sono sia la conseguenza, sia la causa stessa dell’evoluzione dei tempi, del mutamento del costume, del modificarsi delle abitudini, in una continua, reciproca interazione.

I nuovi assetti familiari e l'interesse del minore / GALLETTA F. - 2:(2006).

I nuovi assetti familiari e l'interesse del minore

GALLETTA, Franca
2006

Abstract

Il campo del diritto familiare è percorso da forti tensioni e da forti conflitti, il primo dei quali -e fondamentale- si instaura nel rapporto tra gli ordini di regole che sono im gioco. Come sempre accade nei passaggi cruciali dell’evoluzione del diritto familiare, si sta oggi verificando una sorta di scontro fra i principi del diritto naturale, le norme del diritto positivo, le regole del diritto effettivo. Del diritto naturale, inteso come supremo ideale di equità id quod semper aequum et bonum est, insieme di regole non sempre codificate ispirate ad un superiore ed universale principio di giustizia, la cui validità prescinde dalle singole normazioni positive; del diritto positivo, costituito dall’insieme delle disposizioni normative, create dalla volontà umana, vigenti in un particolare ordinamento ed in un dato momento storico; del diritto effettivo riconosciuto come insieme di regole effettivamente operanti nella società: il diritto che la gente accetta, il diritto che la giurisprudenza applica, il diritto come è nella realtà (C.M.Bianca). E se storicamente l’idea di un diritto naturale quale eterno modello di giustizia nasce dalla ricerca di una limitazione all’arbitrio della legge di fronte alle prevalenti esigenze morali avvertite dall’uomo, ora essa deve necessariamente contrapporsi anche agli eccessi del diritto effettivo. Questo conflitto, che aleggia, in realtà, su tutti i campi del diritto mentre pervade totalmente il diritto di famiglia, trova la massima espansione sul terreno degli assetti familiari. Ciò perché la famiglia (la quale, come dicono i grandi studiosi, precede il diritto), nel bene e nel male, è soprattutto un’istituzione spontanea, che tende a sfuggire all’invadenza della regolamentazione giuridica, dotandosi di una legge propria a protezione di assetti e di interessi che sono sia la conseguenza, sia la causa stessa dell’evoluzione dei tempi, del mutamento del costume, del modificarsi delle abitudini, in una continua, reciproca interazione.
8814117225
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