Il principio di solidarietà, posto a fondamento dell’intera disciplina familiare, si traduce nell’obbligo di assistenza morale e materiale. Questo, tuttavia, è diversamente graduato, sia in senso quantitativo che in senso qualitativo, a seconda del tipo di rapporto giuridico intercorrente tra i familiari e delle circostanze concrete che rappresentano lo sfondo delle possibili varie obbligazioni. La graduazione si giustifica nell’ottica delle finalità cui l’obbligo è preordinato ed in relazione ad esse mutano i presupposti sui quali l’obbligo specifico, di volta in volta, si basa. Si va, così, dall’obbligo di mantenimento, la cui insorgenza prescinde dallo stato di bisogno e da qualunque istanza (tranne che per il caso di separazione personale dei coniugi) all’obbligo alimentare in senso stretto, che costituisce il rimedio per una eccezionale situazione di bisogno e che deve essere richiesto dall’interessato. Affermare oggi con sicurezza la centralità della disciplina dell’istituto alimentare contenuta nel codice civile non è facile, né opportuno. Accanto alle norme costituzionali che esaltano l’interesse collettivo alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, si pongono le norme di carattere amministrativo, penale e, soprattutto, le norme del Welfare . Queste ultime, se da un lato enfatizzano il ruolo della famiglia, di cui riconoscono e sostengono la funzione primaria nella formazione e nella cura della persona, nel perseguimento del suo benessere, nella prevenzione e nel sostegno del disagio, dall’altro avocano allo Stato ed agli enti territoriali il compito generale del benessere dei cittadini, dando, così, ancora una volta ragione alle teorie che collocano la materia ai margini tra il diritto pubblico ed il diritto privato.

Gli alimenti / Galletta, Franca. - (2008).

Gli alimenti

GALLETTA, Franca
2008

Abstract

Il principio di solidarietà, posto a fondamento dell’intera disciplina familiare, si traduce nell’obbligo di assistenza morale e materiale. Questo, tuttavia, è diversamente graduato, sia in senso quantitativo che in senso qualitativo, a seconda del tipo di rapporto giuridico intercorrente tra i familiari e delle circostanze concrete che rappresentano lo sfondo delle possibili varie obbligazioni. La graduazione si giustifica nell’ottica delle finalità cui l’obbligo è preordinato ed in relazione ad esse mutano i presupposti sui quali l’obbligo specifico, di volta in volta, si basa. Si va, così, dall’obbligo di mantenimento, la cui insorgenza prescinde dallo stato di bisogno e da qualunque istanza (tranne che per il caso di separazione personale dei coniugi) all’obbligo alimentare in senso stretto, che costituisce il rimedio per una eccezionale situazione di bisogno e che deve essere richiesto dall’interessato. Affermare oggi con sicurezza la centralità della disciplina dell’istituto alimentare contenuta nel codice civile non è facile, né opportuno. Accanto alle norme costituzionali che esaltano l’interesse collettivo alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, si pongono le norme di carattere amministrativo, penale e, soprattutto, le norme del Welfare . Queste ultime, se da un lato enfatizzano il ruolo della famiglia, di cui riconoscono e sostengono la funzione primaria nella formazione e nella cura della persona, nel perseguimento del suo benessere, nella prevenzione e nel sostegno del disagio, dall’altro avocano allo Stato ed agli enti territoriali il compito generale del benessere dei cittadini, dando, così, ancora una volta ragione alle teorie che collocano la materia ai margini tra il diritto pubblico ed il diritto privato.
9788808202222
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